Riflessioni sulla provocazione della Sindrome di CassandraLa Provocazione..Questa provocazione ha evocato il ricordo del momento in cui mi accorsi che VEDERE equivaleva a poter osservare il mondo in un nuovo modo, sintetizzabile in due parole: semplicità e libertà. Come non innamorarsene? Riuscire a scorgere ciò che le organizzazioni sono in potenza, comprendere le infinite possibilità che un tessuto di relazioni può generare rappresenta quel sottile sentire che unisce, come un invisibile filo, la consapevolezza umana a ciò che, apparentemente, non ha coscienza ma che vive ed evolve nelle sue forme, indipendentemente dalla nostra volontà. Potremmo definirla la sensazione dell'esserci. Chi studia l'organizzazione e le sue mille sfaccettature entra in una dimensione mentale che lo riporta alla sua natura di essere nel mondo e con il mondo. Una prospettiva diversa e necessaria per la costruzione di un nuovo paradigma che, speriamo, sia in grado di traghettare la nostra società verso nuovi orizzonti in cui sia possibile costruire delle briciole di armonia e di pace. Tutto ciò iniziando dal nostro semplice e quotidiano lavoro per le persone e per le organizzazioni. Sogno troppo? Forse si ma sono contenta così. La Nostra RispostaSogniamo con te, Mara! Sia Carlo che io, i fondatori di ComplexLab, sogniamo con la volontà di realizzare, almeno in parte, gli scenari che intravediamo insieme a te. Dalla complessità crescente della nostra realtà, ormai caotica, le possibilità di scenari impensati aumentano, e con essa l'imprevedibilità (un bene? un male? boh!). Crediamo quindi che il momento sia il più favorevole, e anche 'efficace' , per fare, dire e pensare ciò che hai scritto: costruire briciole di armonia, laddove 'armonia' perde in parte la sua valenza poetica ed emblematica e diventa un parametro scientifico per valutare il grado di coesione di realtà complesse fortemente interagenti (attraverso la comunicazione). La nostra metodologie e relativi strumenti TAO (Tomografia Assiale delle Organizzazioni) mira proprio a ciò: vedere (come dici tu) le relatà complesse per meglio far emergere le loro intrinseche, ma talvolta inibite, armonie interne. Utlizzare Mappe generate da SW innovativi per vedere e misurare tutto cio: oggi è possibile! Quanto a 'sognare troppo', questo è più una opportunità che un rischio nelle realtà complesse, imprevedibili e con grandi cambiamenti possibili anche da un semplice... battito d'ali di farfalla! Personalmente, ho voluto anch'io 'sognare troppo' immaginando addirittura una utopia, dove le discipline scientifiche ci aiutino a creare nuovi livelli di armonia, senza pregiudizi e limiti: nel romanzo Etopìa - un'utopia vicina. Buoni Sogni! Nicola
|
Commenti a questo ArticoloAree di Interessecomplessità , teoria dei giochiFile collegatiPer leggere e commentare tutte le provocazioni di Complexlab |



“A goal is a dream taken seriously”
Questo è il titolo di un artciolo scritto nel “lontanissimo” 1986 da Walt Hopkins su Organisation Design&Development. Credo sia uno dei titoli più evocativi che mi ricordo, lo ritengo talmente evocativo da far passare assolutamente in secondo piano il contenuto dell’articolo perché poco può aggiungere.
Cari Nicola e Carlo, parto da qui perché a mio avviso non si sogna mai troppo, perché il sogno è proprio la manifestazione prima della “volontà di realizzare” che vi e anima e ci anima (se siamo insieme su complexlab).
Se smettiamo di sognare non riusciremo a “costruire briciole di armonia, laddove armonia perde in parte la sua valenza poetica ed emblematica” e saremo i primi a contribuire a renderla “un parametro scientifico”.
Le aziende non sono semplicemente quattro mura che delimitano ambienti fisici dedicati alla produttività, sono anche (mi limito all’anche, ma sarei più orientato a dire soprattutto) spazi fisici all’interno dei quali vengono veicolati sentimenti, emozioni e vissuti (a volte solo accennati, a volte trattenuti, a volte comunicati) che ne orientano la socialità, i flussi comunicativi e la collaborazione.
E dal momento che nella nostra società il primato della vista è assoluto, tanto che la nostra rappresentazione del mondo è sempre più organizzata secondo gli stereotipi visivi e gli schemi culturali del vedere, valorizziamo il patrimonio che abbiamo a disposizione (Mappe generate da SW innovativi e TAO), perché se alle organizzazioni possiamo far “vedere le realtà complesse …far emergere le loro intrinseche, ma talvolta inibite, armonie interne” allora il sogno è già diventato “realizzazione”.
Stefano Verza