Non si puo cavar sangue dalle rapeLa Provocazione..L'unica cosa che ho imparato in tanti anni di imprenditoria è anche una ricetta semplice per far funzionare i progetti complessi. Il talento non si può insegnare e quindi lo sforzo di addestrare i collaboratori non adatti a certi task è inutile e dannoso. Ma pochi conoscono il proprio talento. La scuola ci insegna storie e regole e non ci aiuta a identificare i veri valori che tantissimi portano in se. Non potremmo mettere insieme un progetto, un istituto o altro per aiutare a scoprire e selezionare i moltissimii talenti nascosti ? La Nostra RispostaIl talento, crediamo in ComplexLab, è la capacità di immaginare mondi possibili - prima e meglio di altri. Ognuno, nel proprio campo di competenza, di interesse e d'entusiasmo sviluppa questa dote. Ma quanto si è naturalmente "dotati" dei tale dote? Quanto si possa sviluppare? Crediamo che l'esercizio della complessità, partendo dalla conoscenza dei suoi principi, sviluppi tale capacità. La complessità è il terreno privilegiato per passare da una obsoleta cultura della pianificazione e della prevedibilità (pochissimi scenari plausibili) a una moderna della complessità (molti scenari impensati possibili). Non si potrà cavare sangue da una rapa, ma sviluppare il talento con la cultura della complessità sì. In ciò noi crediamo. |
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credo che per essere coerenti con le teorie della complessità dovremmo ripensare dalle fondamenta il modo con cui la formazione viene progettata ed erogata. Forse per assurdo, sempre per coerenza, la formazione andrebbe eliminata e sostituita con 'il fare' e il protagonismo delle persone coinvolte nei processi legati all'apprendimento e alla conoscenza.
La formazione non può più essere pensata come un cammino che si può programmare in anticipo, ma dovrebbe essere un camminare costruendo insieme ad altri un itenerario che è molto più simile al vagabondaggio e che può risultare molto spesso incerto e non collegato direttamente al risultato che si vuole raggiungere.
In questo cammino comune, in questo errare inteso come camminare ma anche mancare la meta, è più probabile che anche i talenti emergano e si manifestino diventando patrimonio condiviso e permettendo a chi li possiede di osservare la realtà che li circonda con occhi diversi e di riflettere su se stessi mentre praticano questa osservazione.
La proposta di un progetto mi sembra interessante anche se non mi è completamente chiaro a cosa stai pensando. Spero che tu voglia usare questo spazio per ulteriori approfondimenti e credoi che altri vorranno intervenire in questo dialogo.
Carlo