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Il mondo reale è quello in rete, il mondo virtuale è quello fisico in cui viviamo tutti i giorni.

by Stefano Verza last modified 16-01-2007 23:29
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La Provocazione..


Le tecnologie di informazione e comunicazione rivestono ormai un ruolo strategico primario per il rinnovamento dei modelli concettuali. E credo che sia proprio la ricerca di essere in questo rinnovamento, anzi di essere questo rinnovamento, alla base dell’“always on generation”. Voglio dire che il mondo si sta muovendo sempre più dentro i nuovi modelli cognitivi della disponibilità cognitiva e sociale all’interazione e alla collaborazione. E credo lo stia facendo perché gli vanno ormai stretti i modelli di una società fisica sempre più chiusa in se stessa e sempre meno aperta culturalmente. Ecco questo e quanto. Arrivato alla fine, però, ho dei dubbi che sia una provocazione e non piuttosto un pensiero in cui credo fortemente nato da un timore: che mentre il mondo si sta evolvendo in questa direzione di Social Network Enablement, l’Italia non lo stia facendo, o lo stia facendo molto meno. Ma forse anche il timore che gli italiani di questo non ne siano del tutto consapevoli e quindi il problema non sia semplicemente quello di essere un po’ in ritardo.



La Nostra Risposta

Il timore che l'Italia sia in ritardo è confermato dal numero ancora molto limitato di persone che utilizzano la rete e dagli scarsi sviluppi ed investimenti fin qui fatti da parte delle aziende. Limitata ( relativamente ai numeri di altre nazioni) è anche la partecipazione agli spazi virtuali di social networking ( con l'eccezione per ambienti come metic o supereva per incontri sentimentali e di coppia ).

L'analisi di questa arretratezza merita sicuramente la nostra attenzione ed una analisi approfondita. Per ora però voglio focalizzare il mio commento alla provocazione sulla dicotomia apparente che viene create tra mondo virtuale e mondo reale.

Bisogna infatti fare molta attenzione al modo con cui si tende a definire il mondo virtuale  e quello reale come due realtà contrapposte.

Lo sono solo in parte perchè il mondo virtuale della rete si innesta su quello reale rendendolo semplicemente diverso. Il mondo fisico può essere percepito come una macchina in grado di fabbricare la realtà, una macchina composta da meccanismi per lo scambio, la circolazione, il trasferimento di merci, di immagini, di geni, di significati ecc., in pratica il nostro universo socioculturale. Questo mondo è governato da una strategia di rapppresentazione simbolica globale che ci permette di dare significato ed esaustività alla comunicazione e allo scambio interpersonale.

Il ciberspazio è uno spazio diverso da quello fisico, dotato di una sua propria autonomia. I suoi oggetti non possono essere considerati mere rappresentazioni degli oggetti reali, perchè sono  degli oggetti inediti. Se esistono limitazioni nell'uso di questi oggetti e spazi, queste dipendono semplicemente dalla nostra incapacità a comprenderne le potenzialità e ad utilizzarli per nuove esperienze sensoriali e cognitive. Uno spazio quindi dove si può liberare fantasia e creatività e ricostruire nuove sintassi di comunicazione e percorsi relazionali ricchi di contenuti, esperienze e opportunità.

Carlo

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by Stefano Verza last modified 16-01-2007 23:29
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