Collaborazioni sinergiche e complessità.La Provocazione..L'incapacità di stabilire collaborazioni sinergiche è proporzionale alla dimensione dell'organizzazione. Tanto più piccola è, tanto è maggiore la complessità nell'instaurarle. La "Teoria del giardinetto o orticello" ha radici profonde che risalgono alla cultura dei nostri padri ( un paese, un dialetto ), nella diffidenza del nuovo costituito dal "furest" ( forestiero ). Grave sintomo del declino costante di un sistema incapace anche solo di condividere risorse funzionali ( nelle vendite per esempio ). Incapacità che si coniuga con nanismo dovuta alla totale inadeguatezza delle persone a ricoprire incarichi chiave ( legge di Peter ) all'interno dell'organismo chiamato Azienda. Ogni tentativo di riportare in rotta il sistema si scontra con gli interessi delle persone che tendono a massimizzare con il minimo sforzo e spreco di risorse ( principio economico ). Se da una parte è lodevole, dall'altra in scarsità si è obbligati a trade-off con ricadute sociali difficilmente quantificabili. La complessità è nella parcellizzazione del sistema. Non credo ci siano le basi solide ( visione, missione e obiettivi condivisi/condivisibili ) per poter costruire qualcosa che non duri il periodo della chiusura di un progetto. Mi domando spesso ( non definendomi tale, ma suggeritore/maschera dell'attore principale o manovale della conoscenza ) come sia possibile nel secondo millennio l'esistenza di così tanti consulenti singoli tesi solo a questuare consulenze e docenze ( sono di solito quelli che allungano per primi il biglietto da visita e recitano la formula magica; i novelli Da Vinci peccato che la storia la scrive qualcun altro ). Ma possibile che non abbiano ancora capito ( oppure fanno come le tre scimmiette ) che da soli non si và molto lontano. Oppure è omologante la mia teoria: " Chi sà di non valere ha paura a condividere; chi invece è conscio del suo valore raccoglie viaggiatori sul suo carro" La provocazione è: Siete pronti membri di Complexlab all'incontro per condividere sogni e mettere sul tavolo il Vostro ego più profondo. Oppure sarà come solito il silenzio profondo che è come il grido in una valle di lacrime?. Alberto Claudio Tremolada La Nostra RispostaNon credo che la difficoltà nell'organizzare collaborazioni sinergiche dipenda dalle dimensioni dell'azienda. Il problema è prevalentemente culturale e coinvolge realtà piccole, medie e grandi. Cambia la dimensione del giardinetto, cambiano i giardinieri, non muta invece il nanismo culturale e la dimensione mentale di stampo provinciale delle persone coinvolte. La complessità non sta solo nella parcellizzazione ma anche nella incapacità di comprendere che per affrontare le sfide di un mercato globale e in costante cambiamento, visione, missione e obiettivi aziendali devono a loro volta essere pensati ( fatti emergere?) in modo radicalmente diverso e soprattutto essere elementi dinamici in cerca di adattamenti costanti. Giusta la critica ad un approccio consulenziale che sembra privilegiare la questua piuttosto che la qualità ma forse si dimentica che negli ultimi anni la fuoriuscita più o meno forzata di molti professionisti dalle grandi aziende ha finito per rendere il mercato della consulenza più simile ad un circo massimo che ad un ambiente comunitario di condivisione delle conoscenze e delle esperienze. Infine se la provocazione è rivolta ai fondatori di Complexlab la risposta sta nel progetto stesso, nell'impostazione comunitaria del portale, nelle risorse di tipo collaborativo messe a disposizione dei membri e nella ricerca costante di sinergie, non solo virtuali, con quanti si interessano a Complexlab e decidano di farne parte come collaboratori. Se invece è rivolta ai membri iscritti la risposta può venire solo da loro. carlo |
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