La complessità italiana semplificata dal FMI
Analisi dell'Italia vista dal mondo in un articolo tratto dal sito www.lavoce.info. autori: Ruben Durante e Giovanni Prarolo.
| 29-05-2006 L'Italia vista dal mondo |
| Ruben Durante |
| Giovanni Prarolo |
Nell'ultima campagna elettorale molte parole sono state spese sulla possibilità di una vera e propria fuga dei capitali nell'eventualità di una vittoria del centrosinistra il cui programma fiscale prevede l'inasprimento della tassazione sulle rendite finanziarie. I sei indicatori della Banca Mondiale Ma su quali elementi gli operatori stranieri fondano le proprie scelte d'investimento? Pur rivestendo, l'elemento fiscale, un ruolo indubbiamente significativo, numerosi altri fattori si rivelano altrettanto importanti. Gli investitori, ad esempio, sono, in genere, restii a operare in paesi caratterizzati da una situazione politica profondamente instabile, da un sistema giudiziario inefficiente, e da livelli endemici di corruzione. L'insieme di questi elementi si riassume, comunemente, nel concetto di governance. Ne esistono numerosi indicatori costruiti e utilizzati da banche d'investimento, istituti di ricerca (pubblici e privati), istituzioni sovranazionali, Ong. La Banca Mondiale ha recentemente ricercato di sintetizzare la miriade di indicatori esistenti in un unico sistema di valutazione. Nell'ambito del progetto di ricerca Governance and Anti-Corruption, ha infatti raccolto dati provenienti da trentuno istituzioni e relativi a duecentonove tra paesi e territori per il periodo compreso tra 1996 e 2004, aggregandoli in sei indicatori sintetici volti a misurare la percezione che gli operatori esteri hanno del contesto legale, sociale e politico di ciascun paese: 1) voice and accountability : misura il grado di libertà civili e diritti politici e l'effettiva influenza della popolazione nell'elezione dei dirigenti politici; misura, inoltre, il livello d'indipendenza del sistema mediatico da pressioni politiche;: misura la probabilità che il Governo in carica venga destituito attraverso mezzi incostituzionali o violenti;: misura la qualità dei servizi pubblici, la credibilità del Governo riguardo alle misure da realizzare, la qualità dell'apparato burocratico e l'indipendenza dei funzionari pubblici dalle pressioni politiche;: misura quanto le politiche implementate siano market-friendly dal punto di vista del controllo dei prezzi, della regolamentazione dei mercati finanziari, del potere di supervisione sul sistema bancario;: misura la fiducia dei cittadini nella capacità delle amministrazioni pubbliche di applicare le leggi dello Stato, la percezione dell'incidenza del crimine, della certezza della pena, della protezione della proprietà privata e della capacità di far rispettare i contratti;: misura la capacità del sistema politico, legale e giudiziario di prevenire e combattere fenomeni di corruzione.I dati sull'Italia Guardando ai dati relativi all'Italia, appare innanzitutto evidente come le decisioni dei Governi in carica - nonchè i mutamenti della più generale atmosfera politica - possano influenzare in modo significativo, anche nel breve periodo, la percezione e la fiducia degli operatori economici. Permangono, tuttavia, fattori per così dire "strutturali" che fanno sì che, indipendentemente dalla congiuntura politica, l'Italia sia percepita, in media, come un partner meno affidabile rispetto agli altri paesi europei. (1) (vedi figura 1). Due elementi di riflessione Dal confronto tra i risultati dei periodi 1996-1998 e 1998-2000 sembrerebbe che la spinta propulsiva che aveva permesso importanti progressi durante il Governo Prodi si sia esaurita con la disgregazione della maggioranza che lo sosteneva. Durante i successivi Governi di centrosinistra, infatti, la percezione degli operatori internazionali si è notevolmente deteriorata. Figura 1: Indicatori di Governance (¨ Italia, ■ UE 15). Fonte: World Bank Aggregate Governance Indicators 1996-2004. |





