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complessità
Mess is the message al World Business Forum 2006 - Milano
Stefano Verza
Evento alla sua terza edizione italiana che ha stimolato una breve riflessione su confusione, “nebbia di guerra” e complessità
Ho chiacchierato con Tom Peters al World Business Forum di Milano e abbiamo scambiato qualche considerazione in merito a complessità e management, con particolare riferimento ad una specifica diapositiva, proiettata nel corso della sua presentazione, che riportava: MESS IS THE MESSAGE. Ero curioso di capire se dal punto di vista di Tom Peters vi fosse qualche differenza tra “mess” (disordine, confusione) e “complessità”. Tom, per approfondire il concetto, ha fatto riferimento ad un'analogia militare: il concetto di Fog of War (Nebbia di guerra), che indica la difficoltà di ottenere informazioni attendibili in situazioni di guerra. In sostanza, significa che la complessità della guerra è tale da andare oltre la capacità della mente umana di comprenderne tutte le variabili. Come affermava Carl von Clausewitz (analista militare prussiano): "la grande incertezza di tutti i dati nella guerra è una difficoltà peculiare, perché tutte le azioni devono, in una certa misura, essere pianificate in una zona di penombra, che per di più frequentemente, come l'effetto della nebbia o del chiaro di luna, rende le cose di dimensioni esagerate e di innaturale apparenza". A questo punto credo che confusione, disordine e complessità possano tranquillamente indicare il medesimo concetto, anzi i primi due termini hanno sicuramente un impatto più immediato e vicino ai vissuti reali delle persone. Se poi consideriamo il curioso aspetto che "message" è composto da "mess" e "age" (come dire che in inglese già nella parola messaggio è implicito il concetto di epoca della complessità); allora forse, alla fin fine, il messggio (the message) è che la complessità non è attualità solo di questi nostri tempi, ma probabilmente ha sempre accompagnato l’uomo. Se assumiamo questo punto di vista, qualsiasi epoca, mentre la si vive, viene vissuta come confusa, disordinata ed è quindi per definizione complessa. Sino a quando non abbandoniamo il pensiero razionale, lineare che ci porta a imprigionare la realtà che ci circonda entro i nostri schemi e i nostri modelli mentali, quasi sempre restrittivi e spesso ingannevoli. E non cominciamo a vivere la complessità con una prospettiva ed un approccio differente. |
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