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complessità
Creatività, innovazione e imprese
Carlo Mazzucchelli
" ....serve la serendipity. E' un atteggiamento della mente indispensabile. L'apertura al nuovo unita alla capacità di saperne intuire il potenziale, consentono di cogliere quelle opportunità che altrimenti correremmo il rischio di non vedere. All'interno dell'azienda è grazie alla serendipity che, qualsiasi sia la strategia che si persegue, si possono far le cose meglio e in modo differente rispetto ai propri concorrenti. Serendipity, che poi a mio avviso, coincide con la creatività" Andrea Illy
La cosa interessante di queste storie di successo è il fatto di essere caratterizzate dall'adozione di una prospettiva emergentista che ha portato ad investire non più solo sul prodotto e la tecnologia ma anche sui significati immateriali, culturali e relazionali che le persone percepiscono essere collegate al prodotto. Questo approccio emergentista deriva dalla teoria della complessità e considera l'innovazione come il risultato di attività legate a processi imprenditoriali nei quali le idee o invenzioni diventano a tutti gli effetti nuove tecnologie, nuovi mercati e nuove strategie nel momento in cui vengono accettate dalle strutture sociali circostanti. Le innovazioni non sono considerate come entità discrete ma come il prodotto di pratiche ripetitive, che emergono dalle relazioni esistenti tra le entità coinvolte nel processo innovativo. L'articolo presenta nove situazioni imprenditoriali, di cui due italiane ( Illy e Diesel) che hanno scelto di coltivare le dinamiche innovative della cultura del loro pubblico investendo in creatività: 1) Alcatel con il suo spazio espositivo dedicato alla fotografia; 2) HP con il progetto Hype che offre a giovani artisti, creativi, registi ecc. di esibire le loro opere gratuitamente; 3) Heineken con il suo contest musicale di Imola; 4) la FIAT con il suo progetto '500 wants you che usa Internet per coinvolgere giovani creativi con concorsi, racconti, design ecc.; 5) La Deutsche Bank con il finanziamento di lavori di ricerca sul territorio; 6) la Diesel con il concorso It's Five; 7) Nokia con il laboratorio multimediale Play The Lab; 8) la Mini Italia con il progetto Joung Directors Project dedicato ai futuri registi e la 9) Illy con il progetto Illystories, brevi racconti di giovani scrittori distribuiti gratuitamente per arricchire il momento del caffè al bar. Illy e Diesel rappresentano sicuramente due case study interessanti per innovazione, creatività e capacità strategiche, e sembrerebbero provare che che l'Italia è il paese della creatività. Ma quante sono oggi in Italia le aziende che stanno sul mercato come Illy e Diesel? Quante sono le aziende Italiane in grado di affrontare la complessità del momento e di sviluppare strategie per il futuro attraverso uno sforzo progettuale in grado di rompere gli schemi, anche concettuali, esistenti e di favorire cambiamenti radicali reali?
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Per il battesimo di questa nuova rubrica di Complexlab ho scelto di segnalare un articolo, pubblicato di recente sul Sole 24 Ore, che ha affrontato il tema della creatività in azienda presentando alcune storie di successo costruite grazie all'investimento fatto in cultura e innovazione.