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Commenti e riflessioni sul forum mondiale per il governo della rete.
Stefano Verza
Forum mondiale sul governo di InternetIl forum appena conclusosi a Vouliagmeni (Grecia), essendo un incontro puramente consultivo non è arrivato a nessuna decisione e rimbalza una questione assai importante e delicata: la Cina applica la censura ad Internet e alcune società (per intenderci Yahoo, Google e Microsoft tra le altre) per non “perdere” il mercato del futuro forniscono alla polizia locale strumenti tecnologicamente sofisticati finalizzati a limitare la libertà di movimento in rete. Qualche anno addietro la profusione di articoli, ricerche, esperienze concrete osannavano allo sviluppo e alla crescita della Società dell'Informazione. Internet entusiasmava per la sua democraticità che sostanzialmente si rifletteva nello sviluppo di una rete di comunicazione del tutto libera, aperta e non discriminante che avrebbe fornito un deciso impulso alla crescita della Società della Conoscenza. Il Cybersapzio, pur essendo un luogo assolutamente virtuale, sembrava garantire l'espansione mentale a livello planetario e conseguentemente lasciava supporre che potesse concretamente nascere una nuova cultura: la cultura dell’Intelligenza Collettiva. Una cultura basata sullo scambio di saperi non necessariemente complementari e lineari, che poteva crescere grazie agli innumerevoli e svariati contributi di singoli sparsi in ogni dove del mondo. Una ricerca recente conferma che la Rete, se consideriemo una propsettiva qualitativa, viene considerata la prima fonte di informazione. Del resto grazie all’enorme mole di contenuti e alla fondamentale carratteristica dell’interattività non potrebbe essere diversamente. Adesso è esploso il problema e ci si comincia a esporre (Microsoft), nella speranza che non sia per soli fini manipolatori: mi hanno scoperto, mi espongo dichiarando che comunque non ci sto più, bisogna cambiare e poi … Il problema forse da tempo era lì: nella Rete si trova sostanzialmente quello che vogliono farti trovare, o perlomeno lo trovi con maggior facilità. E allora a questo punto vale la pena riflettere a fondo su una considerazione: “l’egemonia della rete, è l'altra faccia della censura. Sì, perchè si può fare censura tanto filtrando le informazioni, impedendo ad esse di arrivare agli utenti finali. Ma si può fare una censura ancora più grave, poichè "subdola" e nascosta, creando una sorta di egemonia culturale della Rete, la quale - convincendoci di essere liberi e di poter accedere a qualsiasi informazione - di fatto limita le informazioni stesse all'interno di uno streaming molto "definito", per non dire censurato”. (www. passineldeserto.blogosfere.it) Il pensiero complesso ci permette di unire ciò che è disgiunto e di disgiungere ciò che è unito, per cogliere molte più connessioni. E la conoscenza, soprattutto, è fatta di interconnessioni visibili, ma soprattutto nascoste. Ebbene: società dell'informazione, globalizzazione, sviluppo di Internet, comunità globale sono elementi assolutamente interconnessi. Basta a mio avviso questo perché la Rete debba rimanere o tornare ad essere luogo di produzione e diffusione di conoscenze. Per chiudere il succo della petizione di Amnesty:
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