|
A fine testo il bottone per commentare e partecipare alla discussione
complessità
Abbassare il rating perché ci si rifiuta di chiudere bottega?
Francesco Zanotti
Complessità, reating e sistemi efficienti
Due delle tre principali agenzie di rating hanno ieri abbassato il rating del debito sovrano dell’Italia. E, a cascata, anche i debiti di Regioni, Comuni, Aziende di proprietà pubblica. La ragione fondamentale è stata che l’attuale manovra non tende a ridurre sufficientemente i costi strutturali del sistema Italia e il suo debito. Credo che questa vicenda debba far saltare sulla sedia noi tutti che crediamo che la metafora della complessità possa essere la risorsa fondamentale per costruire una nuova società. Perché noi tutti crediamo che la metafora della complessità sia questo vero? E non crediamo che sia un parco giochi dove trovare idee originali che servono a far colpo nei corsi di formazione o al massimo un nuovo strumento per le professioni di sempre, vero? Cosa “insegna” la metafora della complessità? Andando veramente poco per il sottile, insegna che quando si prende un sistema e si cerca di renderlo efficiente lo si rende, invece, autoreferenziale. Gli si fa perdere significato agli occhi dell’ambiente che lo ospita. Parimenti, insegna che lo sviluppo è costruito dallo stimolare, senza alcun disegno precostituito, il popolo sovrano (è sovrano il popolo e non il debito!). E se per far questo è necessario aumentare il debito pubblico, ben venga. Anzi l’aumento del debito pubblico deve essere considerato lo strumento di politica economica fondamentale. Debito che ognuno può spendere come vuole. Non è importante come lo spende, basta che vi sia immissione nel sistema di risorse libere …. Mi fermo, perché mi rendo conto che così ragionando si stanno sgretolando le convinzioni su cui stiamo cercando di costruire il futuro di imprese e paesi. Ma anche con questa consapevolezza non riesco a non ritenere sacrosante le osservazioni che ho fatto. Dopo tutto solo utilizzando le conoscenze oramai diffuse e disponibili sul funzionamento e lo sviluppo dei “sistemi complessi”. Allora mi viene una considerazione finale: la complessità è il “Darfur” della nostra classe dirigente. Essa ignora totalmente i risultati che la metafora della complessità rende disponibile. Come quell’onorevole intervistato sul Darfur che l’ha confuso con il fast food. Davvero la nostra classe dirigente è come quel burattinaio che cercò di aggiustare il televisore con il martello convinto che fosse il teatrino delle marionette. Non riuscì a farlo, ma lo trasformò in frantumi di vetro. Così come la nostra classe dirigente rischia di frantumare in frantumi di burocrazie le nostre speranze di sviluppo
|
Commenti a questo ArticoloContenuti allegatiArea DownloadArticoli referenziatiUtenti referenziatiAltri Articoli della Sezione
|

