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Professionals sull’Orlo del Caos, ma uniti per l’equità!
Nicola Antonucci
(testo scaricabile dal file nella colonna adiacente) Vari temi di questo articolo sono stati trattati nel mio intervento del 27 novembre 2008 "Professionals at NetWork: come diventare imprendiotri di sé" presso la Provincia di Milano alla presenza del presidente Filippo Penati: LINK al video (di 8 minuti) ***** Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri – George Orwell, La fattoria degli animali 7 aprile 2009
La complessità (meglio: il caos…) della situazione finanziaria, economica e sociale italiana desta preoccupazioni tali, a fronte dell'imminente tsunami, da aver finalmente attirato l'attenzione della Politica sulle vere forze di un prossimo rilancio economico nazionale: i Professionals, ossia: - gli operatori della Conoscenza con elevate competenze e autonomia professionali, capaci di garantire innovazione, efficacia e tempestività (anche col Temporary Management) alle aziende e alle PMI – Piccole Medie Imprese - in crisi; - i più danneggiati dall’imprenditoria tradizionalista e familistica italiana, che non ha saputo innovare se non sul fronte dell’ottimizzazione dei costi, e non certo del valore aggiunto o della produttività mediante investimenti in scienza e tecnologia; - le vittime di una “truffa generazionale” che vede elevate professionalità tra i 40 e i 55 anni perdere sia il lavoro sia le prospettive di una pensione dignitosa. Milano, in particolare, è la 'patria' delle competenze economiche, finanziarie, manageriali e imprenditoriali - ma non riconosciuta dalle istituzioni e dalle leggi. Il cuore dell'economia italiana, con il 10% del Pil nazionale e 39.442 euro di Pil pro capite, richiede un forte propellente per tornare a battere il ritmo dell’economia italiana e forse persino dell'Europa. Uno dei propellenti più efficaci si ottiene favorendo, supportando e finanziando l'autoimprenditorialità di quelle competenze professionali che preferiscono costruirsi un futuro non più da dipendenti ma da “imprenditori di sé”. L’obiettivo delle Associazioni di Professionals dev’essere di utilizzare e incentivare maggiormente l’esperienza di manager e professionals con tre linee di intervento: a) far adottare, nei bandi per consulenze e progetti formativi, criteri che valutino maggiormente le competenze già dimostrate, e meno le dimensioni aziendali; b) favorire il finanziamento e la disponibilità di tecnologie di Lavoro in Rete che aiutino i Professionals a diventare imprenditori di sé a tutto tondo; c) stimolare l’investimento nello sviluppo socio-economico del territorio attraverso finanziamenti all’autoimprenditoria finalizzati a beni intangibili e tecnologie per la visibilità e il riconoscimento professionali, per la mobilità e il lavoro remoto. Ebbene, proprio da Milano è partito un importante esperimento sociale e politico per il riconoscimento, il supporto e la tutela dei Professionals che vede ne “La Rete delle Associazioni dei Professionisti Autonomi” la protagonista di una nuova stagione lavorativa, imprenditoriale e forse politica. A “La Rete” partecipano a oggi 12 Associazioni professionali [1] e la nascita di questa nuova realtà è stata annunciata il 20 novembre 2008 in occasione del convegno organizzato dalla Provincia di Milano con la partecipazione del presidente Filippo Penati. Questa sana alleanza di eterogenee associazioni professionali, ha già ottenuto importanti risultati dal dialogo sia con la Provincia di Milano sia con la Regione Lombardia, i quali vedono ne La Rete l’interlocutore per quella nebulosa in rapida espansione costituita da lavoratori che non sono né carne né pesce, non essendo né dipendenti né aziende. Una terza via, quella delle elevate competenze con elevate autonomia (i Professionals), che persegue innanzitutto l’equità. Troppe discriminazioni sono risultate negli anni dal non essere categorizzati nelle uniche opzioni disponibili: dipendenti (tutelati dai sindacati) o imprese (tutelate da normative giuridiche e fiscali). I professionals sono sempre stati ignorati, anche perché reputati un bacino di consenso molto limitato e costituito da privilegiati (consulenti e liberi professionisti affermati che “facevano la bella vita”…). La situazione, da quasi un decennio, non è più la stessa, e l’attuale crisi globale al cubo (per estensione geografica, sociale ed economica) ha fatto esplodere la nebulosa dei Professionals spintanei, coloro che si sono reinventati dopo aver perso il lavoro da dipendente. Normative previdenziali discriminanti attuate dalla Gestione Separata (impossibilità di cumulare anzianità da dipendente con quella da professional), tutele sanitarie inesistenti persino per la maternità, ammortizzatori sociali inapplicabili perché il Professional… non è mai disoccupato (paradosso risultante dal “Catch 22” per cui chi ha la Partita IVA è operativo, e finché una Partita IVA rimane aperta, il lavoratore non può dirsi disoccupato, a prescindere dal reddito di 1, 1.000 o 100.000 Euro!), vessazioni fiscali imposte da studi di settore che vedono nel Professional un evasore (quando è noto che i Professional lavorano soprattutto per imprese che non pagano certamente in nero!) Per la fine di queste iniquità, talvolta persino offensive, La Rete dei Professional ha già ottenuto formali impegni da parte della Provincia di Milano (nelle persone del presidente, Filippo Penati, e del responsabile dell’Ufficio del Lavoro, Maria Crisitna Pinoschi ) e un progetto di legge della Regione Lombardia (sostenuto dai consiglieri Marcello Saponaro dei Verdi e Carlo Porcari del PD) che affrontano le seguenti problematiche: · riconoscimento: le rappresentanze dei Professionals vanno coinvolte come Parte Sociale in tutte quelle trattative che vedono confrontarsi le tradizionali parti sociali (sindacati, imprese e istituzioni) sui temi del lavoro e dei relativi finanziamenti; · welfare: - malattia, ovvero copertura dei periodi di non lavoro legati a malattia e/o a maternità; - disoccupazione, ovvero ammortizzatori per i periodi di disoccupazione e contestuale ridefinizione del concetto di “disoccupato", dal momento che difficilmente chi lavora come professional è letteralmente disoccupato (secondo l'attuale definizione). Più facilmente può essere definito sotto-occupato, quando non produce reddito sufficiente al sostentamento, ma ugualmente, allo stato attuale, non può godere di alcuna forma di sostegno; - misure anti-crisi, con inclusione dei Professionals nelle cosiddette “misure anticrisi”; · politiche dell'incentivo: - creazione di bandi anche per autoimprenditori e micro-imprese per accedere a finanziamenti per sostenere e consolidare il modello di business, tipico del terziario avanzato, a prescindere dalla logica dell'azienda manifatturiera; - finanziamento allo start-up e a sostegno di processi innovativi e di consolidamento del business, senza vincoli di creazione di occupazione dipendente (spesso condizione d'accesso o elemento fortemente premiante nei bandi di finanziamento); - interventi per il cash flow: tempi di pagamento lunghi (anche e soprattutto da parte della Pubblica Amministrazione) creano seri problemi di sostentamento;. - creazione di un fondo di garanzia a sostegno dei pagamenti posticipati, che si attiva a sostegno dei professionisti per il recupero dei crediti; · politiche di finanziamento: - creazione di bandi che, tra gli investimenti finanziabili, comprendano anche l'acquisto di servizi immateriali e non solo di beni materiali; - sostegno alla formazione di queste categorie attraverso voucher (che concorrano all'acquisto della formazione) e siano spendibili a totale discrezione del Professional con sua partecipazione ai costi. Inoltre, non essendo di competenza della Provincia e della Regione, altri temi sono in fase di elaborazione per essere affrontati con istituzioni nazionali: · fiscalità: risoluzione dell'anomalia per cui le detrazioni per i Professionals sono inferiori rispetto a quelle dei dipendenti in caso di redditi bassi. · previdenza: “il problema dei problemi”. Occorre disinnescare la perniciosa “truffa generazionale” che contrappone diritti e, spesso, privilegi acquisiti a situazioni di assoluta incertezza sul valore della pensione che si percepirà (se e quando ciò accadrà…!). La previdenza non può, né deve, essere una lotteria nella quale “chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato, scordiamoci il passato…” Il mercato totale dei Professionals (“operatori della conoscenza, con elevate competenze e autonomia”) è valutato pari ad almeno 90.000 individui nella sola Provincia di Milano, 250.000 in Lombardia, circa 500.000 nel Nord Italia e oltre 1 milione in Italia. Il fatturato del settore è in forte crescita con tasse associative annuali da 50€ a 700€ con una media intorno ai 250€. Questo specifico mercato in pieno boom - non necessariamente in senso positivo…- richiede, oltre alle importanti svolte legislative, fiscali, previdenziali e politiche su citate, anche e immediatamente servizi, convenzioni, tecnologie e luoghi d’incontro e scambio di conoscenze, ad utilizzo di tutti i Professionals spontanei e spintanei, veterani e neofiti che hanno urgente necessità di orientarsi anche esistenzialmente. Ecco quanto serve a un Professional per orientarsi professionalmente ed esistenzialmente: · Servizi innovativi: o polizze sanitarie e assicurative specifiche per i Professionals; o formazione per l’autoimprenditoria (marketing di sé; gestione delle relazioni; ricerca dei clienti; tecnologia di networking…); o consulenza contrattuale, fiscale, previdenziale, legale; o “orientamento dei neo-Professionals”: sessioni con un tutor, ossia un Professional “con le cicatrici” per condividerne e prevenirne; · Networking Professionale (sia tecnologico sia fisico): o disporre di una “Comunità on-line” per l’interscambio di referenze in Rete; o convegni e occasioni di incontro per favorire la conoscenza e le conoscenze tra Professionals e PMI · Alleanze con Associazioni Professionali e con Istituzioni. o la propria associazione ‘verticale’ (in base alle proprie competenze tecniche) deve anche avere rapporti anche con altre associazioni per condividere obiettivi trasversali (economici, sociali, legislativi) di interesse delle figure con elevate competenze; o la propria associazione, in alleanza con altre, deve intrattenere un dialogo costruttivo con le Istituzioni.
Molto è stato fatto e molto c’è da fare per il riconoscimento, la tutela e la promozione dei Professionals – contribuisci e coinvolgi altri colleghi a favore di questa importante svolta politica, economica e sociale!
[1] Elenco delle associazioni aderenti a “La Rete” (al 3 aprile 2009): · ACTA – Associazione Consulenti del Terziario Avanzato · AGENS SVILUPPO – Associazione degli Agenti di Sviluppo Locale · AISL – Associazione Italiana di Studio del Lavoro · AITI – Associazione Italiana Traduttori e Interpreti · ATDAL – Associazione Tutela Diritti Acquisiti dei Lavoratori · FEDERPROFESSIONAL – Associazione di Professionals · I-NETWORK – Professionisti Indipendenti della Comunicazione pubblicitaria e d’impresa · Lavoro Over 40 – Associazione Lavoro Over 40 · MANAGER ASSOCIATI – Associazione di Manager Professionisti · Manageritalia Milano - Associazione di Dirigenti, Quadri e Professionals Lombardi del terziario · OBIETTIVO 50 – Manager per la realtà d’impresa · UnBreakFast – Libera Associazione di professionisti in cerca di nuova occupazione
by
Nicola Antonucci
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last modified
08-05-2009 00:25
2009 Nicola Antonucci
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