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  <title>In Primo Piano</title>
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    <item rdf:about="http://www.complexlab.com/Members/cmazzuc/News/da-incontr-online-a-relazioni-di-business-stabili-e-profittevoli">        <title>DA INCONTRI ONLINE A RELAZIONI (DI BUSINESS) STABILI E PROFITTEVOLI</title>        <link>http://www.complexlab.com/Members/cmazzuc/News/da-incontr-online-a-relazioni-di-business-stabili-e-profittevoli</link>        <description>Da sempre per un’azienda &lt;b&gt;trovare il partner adeguato è un’impresa costosa e complicata&lt;/b&gt;, ma in un mercato competitivo, globale e composto da un’offerta multi-vendor crescente di soluzioni tra loro simili, la collaborazione con e tra partner è diventata una necessità che obbliga ad investimenti crescenti e a tentativi ripetuti. Chi conosce il canale e le dinamiche relazionali che lo caratterizzano sa da tempo quanto le iniziative da mettere in campo per individuare, sedurre e forse ‘sposare’ il partner selezionato siano assimilabili a quelle praticate nel sociale e note come dating (&lt;b&gt;Meetic, Superava, Match, e altri social networks&lt;/b&gt;), &lt;b&gt;speed dating o incontri finalizzati a trovare l’anima gemella&lt;/b&gt;.</description>        <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>        <dc:creator>cmazzuc</dc:creator>        <dc:rights></dc:rights>                <dc:date>2008-07-16T16:42:39Z</dc:date>        <dc:type>Article</dc:type>    </item>
    <item rdf:about="http://www.complexlab.com/complexlab/la-complessita2019-dentro-e-fuori-della-scienza">        <title>LA COMPLESSITA’ DENTRO E FUORI DELLA SCIENZA</title>        <link>http://www.complexlab.com/complexlab/la-complessita2019-dentro-e-fuori-della-scienza</link>        <description>La scienza della complessità si può datare intorno agli anni ’70 del XX secolo, quindi è recentissima. Ma fenomeni “complessi” o “caotici” erano ovviamente noti da molto   tempo. La tesi di questo articolo è che la causa dell’apparizione tardiva della scienza della complessità sia da ricercare nel linguaggio umano, per natura costituito di schemi che semplificano il magma del reale, e che quindi impediscono di cogliere l’importanza di ciò che è caotico,  “aggrovigliato” o complesso.</description>        <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>        <dc:creator>cmazzuc</dc:creator>        <dc:rights></dc:rights>                <dc:date>2008-07-15T13:50:04Z</dc:date>        <dc:type>Article</dc:type>    </item>
    <item rdf:about="http://www.complexlab.com/Members/cmazzuc/News/quando-la-strategia-e-un-abproblema-malignobb-i-dilemmi-del-manager-della-complessita">        <title>Quando la strategia è un «problema maligno» - I dilemmi del manager della complessità</title>        <link>http://www.complexlab.com/Members/cmazzuc/News/quando-la-strategia-e-un-abproblema-malignobb-i-dilemmi-del-manager-della-complessita</link>        <description>Nel mondo complesso di oggi, le aziende si trovano spesso alle prese con problemi strategici complessi, ossia non sono solo difficili o persistenti, ma anche «maligni», un termine usato dai pianificatori urbani per designare i problemi che non si possono risolvere definitivamente. La miseria e il terrorismo sono due tipici problemi maligni. Un problema maligno ha un’infinità di cause, si modifica costantemente e non ha una soluzione univoca. Ma con l’approccio giusto si può tenere a bada. Un articolo di John C. Camillus, che insegna alla Katz Graduate School of Business, spiega come fanno gli executive a capire se si trovano di fronte a un problema maligno. L'articolo è stato pubblicato sul numero di giugno della rivista Harward Business Review con un mio commento.</description>        <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>        <dc:creator>cmazzuc</dc:creator>        <dc:rights></dc:rights>                <dc:date>2008-07-08T13:40:13Z</dc:date>        <dc:type>Article</dc:type>    </item>
    <item rdf:about="http://www.complexlab.com/complexlab/linkedin-dalla-rete-agli-incontri-dal-vivo">        <title>LinkedIn, dalla Rete agli incontri dal vivo</title>        <link>http://www.complexlab.com/complexlab/linkedin-dalla-rete-agli-incontri-dal-vivo</link>        <description>Inscriversi a LinkedIn, la rete internazionale di professionisti, manager e quadri, è facile e gratuito. Capire bene come usare le opportunità offerte dalla rete è ben altra cosa. Le domande sono molte. &lt;b&gt;È meglio avere molti o pochi contatti? &lt;/b&gt;Strettamente professionali o di vario genere? Che vantaggio c’è ad aderire a gruppi? Ognuno ha i suoi contatti di primo livello, persone che conosce o con cui ha a che fare nella sua attività. Per tenere i contatti con queste persone però non serve passare per una rete pubblica come LinkedIn, basta la propria mailing list. Il vantaggio di LinkedIn è che gli iscritti possono vedere il mio profilo e i miei contatti, io posso vedere il profilo e i contatti di un collega, se cerco una persona LinkedIn mi mostra a quale livello si trova, per cui se è al secondo livello mi dice attraverso chi, della mia rete, posso raggiungerla..........</description>        <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>        <dc:creator>cmazzuc</dc:creator>        <dc:rights></dc:rights>                <dc:date>2008-07-15T13:59:49Z</dc:date>        <dc:type>Article</dc:type>    </item>
    <item rdf:about="http://www.complexlab.com/Members/nicolaantonucci/articolinew/l2019anti-robin-hood-e-l2019apocalissi-immobiliare-industriale-italiano-ci-siamo">        <title>L’Anti-Robin Hood  e l’apocalissi immobiliare-industriale italiana: ci siamo..!</title>        <link>http://www.complexlab.com/Members/nicolaantonucci/articolinew/l2019anti-robin-hood-e-l2019apocalissi-immobiliare-industriale-italiano-ci-siamo</link>        <description>Siamo arrivati alla fine di un grande ciclo industriale-finanziario? Una apocalissi che dis-vela una nuova realtà, un nuovo inizio (una ‘palingenesi’)?

Probabilmente – molto probabilmente…- sì:  la fine di una epocale trappola immobiliare; la fine delle paure di investitori e piccoli imprenditori che hanno investito sul ‘mattone facile’; la fine di un modello italiano nel quale l’individualismo ha esasperato il “piccolo è bello”, inficiando la “forza dell’unione”.

Sì - ora però inizia anche la reale opportunità per....

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    <item rdf:about="http://www.complexlab.com/Members/cmazzuc/News/oltre-il-marketing-one-to-one-il-network-based-marketing">        <title>Oltre il marketing one-to-one: il network-based marketing</title>        <link>http://www.complexlab.com/Members/cmazzuc/News/oltre-il-marketing-one-to-one-il-network-based-marketing</link>        <description>Il &lt;b&gt;network-based marketing&lt;/b&gt; si riferisce a tecniche di marketing che cercano di trarre vantaggio dalle informazioni che vengono scambiate tra persone (nodi di una rete) collegate tra loro in ambiti sociali più o meno abitati, coesi, comunitari e collaborativi, con l’obiettivo di aumentare le vendite. Scarsa è per ora la letteratura sull’argomento così come limitati sono i risultati fin qui prodotti da studiosi ed esperti di marketing. L’argomento sta però trovando attenzione e interesse crescenti grazie al fenomeno dei social networks e del social networking in rete. Un fenomeno che ha reso evidente &lt;b&gt;il ruolo delle relazioni e degli scambi che caratterizzano persone tra loro collegate in qualche forma di rete sociale &lt;/b&gt;ed ha permesso di approfondire e comprendere meglio il comportamento dei consumatori in rete e nella vita reale. Come esperto di marketing da tempo studio il fenomeno dei social networks e del social networking e di questo interesse ho lasciato traccia su Complexlab con numerosi scritti.  &lt;i&gt;&lt;b&gt;Lo studio da me fatto sull’argomento non viene reso pubbico interamente ma sarà inviato a quanti lo richederanno con una email a &lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;a href="mailto:c.mazzucchelli@complexlab.it" target="_self"&gt;c.mazzucchelli@complexlab.it&lt;/a&gt;. La richiesta  comporta la registrazione al portale &lt;a style="" target="_self" href="http://www.complexlab.com/createMember"&gt;complexlab&lt;/a&gt;.</description>        <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>        <dc:creator>cmazzuc</dc:creator>        <dc:rights></dc:rights>                <dc:date>2008-07-08T11:13:15Z</dc:date>        <dc:type>Article</dc:type>    </item>
    <item rdf:about="http://www.complexlab.com/complexlab/la-neurofenomenologia-e-la-nozione-di-emergenza">        <title>La neurofenomenologia e la nozione di emergenza</title>        <link>http://www.complexlab.com/complexlab/la-neurofenomenologia-e-la-nozione-di-emergenza</link>        <description>Una delle idee cardine su cui poggia la prospettiva neurofenomenologica è costituita dal concetto di &lt;b&gt;“proprietà emergente”&lt;/b&gt;. In base ad esso, organizzazioni molto complesse della materia avrebbero la capacità di dar origine a nuove proprietà e caratteristiche, irriducibili alle proprietà e alle caratteristiche che contraddistinguono le parti costituenti delle organizzazioni stesse. </description>        <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>        <dc:creator>cmazzuc</dc:creator>        <dc:rights></dc:rights>                <dc:date>2008-06-24T10:43:35Z</dc:date>        <dc:type>Article</dc:type>    </item>
    <item rdf:about="http://www.complexlab.com/Members/steverza/articoli/cialdini-comunicazione-influente-e-responsabilita-sociale-d2019impresa">        <title>Cialdini, comunicazione influente e Responsabilità Sociale d’Impresa.</title>        <link>http://www.complexlab.com/Members/steverza/articoli/cialdini-comunicazione-influente-e-responsabilita-sociale-d2019impresa</link>        <description>A margine del WNF (World Negotiation Forum), nuovo evento di spessore inaugurato in Italia da HSM (Milano 27-28 maggio Teatro Dal Verme), ho chiacchierato con Robert Cialdini, avendo modo di approfondire alcuni aspetti i cui risvolti mi sono parsi interessanti, soprattutto a seguito del Decreto Legislativo 231, per un argomento sempre più di attualità come quello della CSR, che considero altamente compenetrato nei temi dell’etica e della comunicazione persuasiva. 


</description>        <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>        <dc:creator>steverza</dc:creator>        <dc:rights></dc:rights>                <dc:date>2008-06-03T16:01:01Z</dc:date>        <dc:type>Article</dc:type>    </item>
    <item rdf:about="http://www.complexlab.com/Members/cmazzuc/News/nuovo-e-utile-la-creativita-per-connettere-idee-e-persone">        <title>Nuovo e utile - La creatività per connettere idee e persone</title>        <link>http://www.complexlab.com/Members/cmazzuc/News/nuovo-e-utile-la-creativita-per-connettere-idee-e-persone</link>        <description>Da poco online il nuovo progetto in rete di Annamaria Testa. Un progetto ambizioso finalizzato a raccontare con linguaggio semplice e chiaro cosa è la creatività, come funziona il pensiero creativo, come si sviluppa un processo creativo, quale rapporto leghi creatività, ricerca e innovazione e molto altro. </description>        <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>        <dc:creator>cmazzuc</dc:creator>        <dc:rights></dc:rights>                <dc:date>2008-05-27T17:07:35Z</dc:date>        <dc:type>Article</dc:type>    </item>
    <item rdf:about="http://www.complexlab.com/progetti/gci/articoli/gestione-delle-crisi-d2019impresa-premessa">        <title>Gestione delle Crisi d’Impresa - Premessa</title>        <link>http://www.complexlab.com/progetti/gci/articoli/gestione-delle-crisi-d2019impresa-premessa</link>        <description>Un progetto di collaborazione tra Pubbliway e ComplexLab. La profonda ristrutturazione del sistema anacronistico delle PMI richiede una nuova consapevolezza pratica, operativa e... chirurgica!
</description>        <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>        <dc:creator>Nicola Antonucci</dc:creator>        <dc:rights>Nicola Antonucci 2008</dc:rights>                    <dc:subject>Bolle finanziarie</dc:subject>                    <dc:subject>managers</dc:subject>                    <dc:subject>Professionals</dc:subject>                    <dc:subject>scenari</dc:subject>                    <dc:subject>cambiamento</dc:subject>                    <dc:subject>gestione crisi impresa</dc:subject>                    <dc:subject>complessità</dc:subject>                    <dc:subject>gestione crisi aziendali</dc:subject>                    <dc:subject>networking</dc:subject>                    <dc:subject>Cambio generazionale</dc:subject>                    <dc:subject>finanza</dc:subject>                    <dc:subject>innovazione</dc:subject>                    <dc:subject>crisi</dc:subject>                    <dc:subject>crescita</dc:subject>                <dc:date>2008-06-16T11:20:29Z</dc:date>        <dc:type>Article</dc:type>    </item>
    <item rdf:about="http://www.complexlab.com/Members/cmazzuc/News/complessita-misurare-si-puo">        <title>Complessità: misurare si può!</title>        <link>http://www.complexlab.com/Members/cmazzuc/News/complessita-misurare-si-puo</link>        <description>Ogni mese ci regalia un nuovo libro sui temi della complessità con nuovi modelli di misurazione e misure della complessità  Ad oggi però non esistono ancora definizioni e misure della complessità comunemente accettate. La definizione entrata nel lessico popolare parla di complessità come bordo del caos, imprevedibilità, auto-organizzazione ed emergenza intese come ambito nel quale si produce nuova vita. Manca in questa definizione ogni riferimento a come e in che misura la complessità è generatrice di cambiamento e può diventare informazione utile a rendere un pò più prevedibile l'imprevedibile e meno incerto il futuro. Ma secondo alcuni specialisti, misurare si può.......&lt;b&gt;&lt;i&gt;per saperne di più leggete l'articolo&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;</description>        <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>        <dc:creator>cmazzuc</dc:creator>        <dc:rights></dc:rights>                <dc:date>2008-05-07T14:29:36Z</dc:date>        <dc:type>Article</dc:type>    </item>
    <item rdf:about="http://www.complexlab.com/Members/nicolaantonucci/articolinew/l-apocalissi-dei-professionals-e-dei-managers">        <title>L'Apocalissi delle PMI, dei Professionals e dei Managers della Complessità</title>        <link>http://www.complexlab.com/Members/nicolaantonucci/articolinew/l-apocalissi-dei-professionals-e-dei-managers</link>        <description>A fronte dello 'tsunami' finanziario in arrivo che devasterà la tradizionale struttura delle Piccole Medie Imprese italiane, c'è qualche Professional o Manager che crede ancora al valore aggiunto per tali PMI delle proprie competenze ed esperienze, rispetto a un valido trentenne...? Il suo vero valore aggiunto, proprio in forza degli anni lavorativi e anagrafici, risiede oggigiorno altrove: nel suo network di relazioni e di conoscenze.         
***Dal Networking al Lavoro!***                                       
E, soprattutto... dal Networking alla ***Gestione delle Crisi Aziendali!***
Come insegna la grande poetessa Szymborska...</description>        <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>        <dc:creator>Nicola Antonucci</dc:creator>        <dc:rights>2008 Nicola Antonucci</dc:rights>                    <dc:subject>managers</dc:subject>                    <dc:subject>tecnologie</dc:subject>                    <dc:subject>Private Equity</dc:subject>                    <dc:subject>Internazionalizzazione</dc:subject>                    <dc:subject>gestione crisi aziendali</dc:subject>                    <dc:subject>Professional Networking</dc:subject>                    <dc:subject>Teoria della Complessità</dc:subject>                    <dc:subject>finanza</dc:subject>                    <dc:subject>reti</dc:subject>                    <dc:subject>Progetto collaborativo</dc:subject>                    <dc:subject>Teoria dei Giochi</dc:subject>                    <dc:subject>Professionals</dc:subject>                    <dc:subject>Progetto in Rete</dc:subject>                    <dc:subject>innovazione</dc:subject>                    <dc:subject>ComplexManager</dc:subject>                    <dc:subject>Stretta creditizia</dc:subject>                    <dc:subject>cambiamento</dc:subject>                    <dc:subject>complessità</dc:subject>                    <dc:subject>Ambiente di Lavoro Collaborativi</dc:subject>                    <dc:subject>Cambio generazionale</dc:subject>                    <dc:subject>gestione crisi</dc:subject>                    <dc:subject>crisi</dc:subject>                <dc:date>2008-07-09T15:48:30Z</dc:date>        <dc:type>Article</dc:type>    </item>
    <item rdf:about="http://www.complexlab.com/Members/steverza/articoli/aziende-invisibili-e-complessita">        <title>Aziende invisibili e complessità.</title>        <link>http://www.complexlab.com/Members/steverza/articoli/aziende-invisibili-e-complessita</link>        <description>Un accadimento personale preso a titolo di esempio per cercarne una lettura in chiave di complessità (2003-2008). Per provare a leggere il disordine apparente o l’ordine nascosto se si preferisce. “La complessità … può sembrare un ritorno all’incertezza, alla difficoltà di fare previsioni, ma in realtà introduce … una linea d’indagine innovativa che si qualifica più articolata, in quanto tenta di riuscire a cogliere nel loro significato gli elementi apparsi accidentali”. (Nicoletta Sala)</description>        <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>        <dc:creator>steverza</dc:creator>        <dc:rights></dc:rights>                <dc:date>2008-04-23T14:39:15Z</dc:date>        <dc:type>Article</dc:type>    </item>
    <item rdf:about="http://www.complexlab.com/complexlab/zero-comments-il-bel-libro-di-geert-lovink">        <title>Zero Comments - il bel libro di Geert Lovink</title>        <link>http://www.complexlab.com/complexlab/zero-comments-il-bel-libro-di-geert-lovink</link>        <description>&lt;b&gt;Un articolo di Benedetto Vecchi a commento/recensione del libro Zero Comment di Geert Lovink. &lt;/b&gt; Il social networking si impone nel cyberspazio quando le imprese della net-economy deflagrano, bruciando in pochi mesi centinai di miliardi di dollari investiti da spregiudicati «capitalisti di ventura». Sarebbe tuttavia errato considerate il social networking un compiuto e riproducibile nuovo modello di business che fiorisce sulle macerie della new economy. YouTube, Facebook, MySpace sono la via di fuga dalla cosiddetta internet depression che rivendica al web la caratteristica di medium per una socializzazione dei propri stili di vita e consumi culturali al di fuori però della ferree leggi dell'economia di mercato. Si badi bene, però, presentare quei siti non come come prototipi di una possibile attività produttiva, ma solo come espressione di un uso ludico e relazionale della rete, non vuol dire che il social networking è da interpretare come esito di una critica al capitalismo. Semmai è espressione di &lt;b&gt;una «logica del dono» che offre un riparo e il contesto dove ripristinare un legame sociale altrimenti cancellato dall'economia di mercato&lt;/b&gt;.</description>        <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>        <dc:creator>cmazzuc</dc:creator>        <dc:rights></dc:rights>                <dc:date>2008-04-22T18:57:35Z</dc:date>        <dc:type>Article</dc:type>    </item>
    <item rdf:about="http://www.complexlab.com/Members/cmazzuc/News/social-networks-in-azienda-utilita-ancora-tutta-da-investigare">        <title>Social Networks in azienda: utilità ancora tutta da investigare.</title>        <link>http://www.complexlab.com/Members/cmazzuc/News/social-networks-in-azienda-utilita-ancora-tutta-da-investigare</link>        <description>Dall’esplodere del fenomeno dei social network molte sono le aziende che hanno analizzato i benefici economici che potrebbero essere generati dall’applicazione di queste nuove tecnologie. Ad oggi, rare sono le esperienze concrete e di successo note al grande pubblico della rete. Ciò vale a maggior ragione per un paese come l’Italia, notoriamente conservatore nell’adozione di nuovi approcci innovativi e poco propenso a investire in tecnologie fino a quando non siano diventati evidenti ( aspettando però che i rischi li prendano altri) i ritorni sugli investimenti da fare. In questo scenario non molto positivo, esiste però un ambito nel quale le aziende stanno sperimentando in che modo implementando social networks all’interno delle loro aziende sia possibile generare nuovo valore sia per il cliente sia interno grazie ad una migliore produzione e condivisione di conoscenza.</description>        <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>        <dc:creator>cmazzuc</dc:creator>        <dc:rights></dc:rights>                <dc:date>2008-04-18T10:22:25Z</dc:date>        <dc:type>Article</dc:type>    </item>




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