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complessità
La logica aperta della mente
Carlo Mazzucchelli
L'autore si raccontaCome tutti i teorici della mia generazione ho cominciato lavorando nel campo delle particelle e della cosmologia quantistica, ma proprio una serie di problemi “interni” legati a questo tipo di ricerche mi hanno condotto verso le questioni “interpretative” della fisica quantistica. Esperienza fondamentale che mi ha portato a discutere con teorici del calibro di David Bohm e J. P.Vigier, e dalla quale ho imparato alcune cose essenziali. Una è che con la matematica si può fare tutto, ed il contrario di tutto. E’ una strumento potente e raffinato, ma pericoloso! Prima di dare forma matematica alle nostre idee dobbiamo averle ben chiare, ed assumere un atteggiamento critico sempre vigile. A volte, giocando con le formule, “passano” assunti non necessari, se non addirittura sbagliati. Sembra ovvio, ma non lo è. Vedo fin troppi giovani teorici fare calcoli complicatissimi su questioni che avrebbero prima bisogno di una salutare chiarificazione concettuale. Un altro insegnamento importante è che il momento epistemologico non è un “fatto filosofico”, una cosa che riguarda la discussione sulla scienza dopo che è stata fatta, ma dev’essere una componente interna del fare scienza. Ho anche scritto un libro che sembra avere qualche merito, e che è arrivato alla sua seconda edizione, Osservando la Sfinge.La realtà virtuale della fisica quantistica, Di Renzo, Roma, 2003. E’ centrato sulle cosiddette interpretazioni “realistiche” della MQ. Ho avuto due forti motivazioni principali mentre lo scrivevo.Ero stanco di sentir parlare di fisica quantistica come una sorta di “porta scientifica” al paese meraviglioso di Alice, e di ascoltare questioni “fondazionali” ferme al 1927! Come Editor dell'Electronic Journal of Theoretical Physics e di Quantum BioSystems ho curato le antologie "Majorana Legacy in Contemporary Physics" (Di Renzo, Roma, 2006) e "Physics of Emergence and Organization", in corso di pubblicazione per World Scientific, Singapore (2008). Caos e computer
sono stati un’altra componente essenziale del mio percorso
scientifico, indirizzandomi verso lo studio dell’arcipelago
“complessità”. Per Codice
Edizioni, Torino, ho scritto "La Logica Aperta della Mente",
dedicato alla fisica della cognizione e centrato sulle nozioni di
emergenza, apertura logica, computazione naturale ed al modello
del Quantum Brain. Le pubblicazioni più recenti di Ignazio LIcata
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L'attuale fase delle neuroscienze ripropone la domanda di una visione
unitaria della mente all'interno della quale poter collocare i molti
tasselli di un puzzle che appare sempre più complicato. Quali sono le
relazioni tra mente e cervello, e tra mente e mondo fisico? Che tipo di
informazione entra in gioco nei processi cognitivi? È possibile una
teoria matematica della coscienza? Ognuno dei modelli finora proposti,
quelli logico-simbolici dell'intelligenza artificiale, le reti neurali
e i sistemi dinamici, cattura solo una piccola parte del problema.
Questa irriducibilità è ben nota a chi si occupa di processi emergenti
nei sistemi complessi, in cui le relazioni tra sistema e ambiente si
modificano continuamente e producono nuove regole e comportamenti. Una
teoria generale dei processi cognitivi deve essere dunque intesa come
una scala di complessità in grado di abbracciare sia il computer sia
gli aspetti biologici della cognizione all'interno di una visione
unitaria che colga l'aspetto essenziale: che la logica della mente è
aperta, non si limita a elaborare risposte a problemi predefiniti ma
progetta di continuo nuovi "giochi".