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teoria dei giochi

Fedeli o Infedeli: la "Sperm Competition".

Nicola Antonucci

Il nostro progetto in rete utilizza i Bonobo come una interessante e simpatica metafora del “mondo” ComplexLab vorrebbe raccontare e rappresentare. Perché i Bonobo? Perché sono i primati più simili agli Esseri Umani, anche dal punto di vista sociale ed evolutivo e perché analizzando la loro vita sociale è possibile individuare molte e utili associazioni ai comportamenti degli esseri umani all’interno di gruppi sociali e sistemi complessi auto-organizzantisi. Le strutture sociali dei Bonobo mostrano aspetti di estremo interesse anche per le nostre attuali complesse relazioni umane.

Un primo esempio: Fedeli o infedeli?

bonobo6In particolare, i criteri e i principi della Teoria dei Giochi, unitamente al metodo del “gene egoista” introdotto nel 1976 da Richard Dawkins, hanno rivalutato l’importanza dei bonobo quale possibile modello sociale dell’homo sapiens fino all’avvento dell’agricoltura. Ciò è evidenziato soprattutto nella ambivalente monogamia della razza umana. I sociobiologi e gli psicologi evoluzionisti hanno avuto serie difficoltà, prima dell’avvento dei principi e metodi scientifici citati, a spiegare la monogamia dell’homo sapiens, soprattutto alla luce delle statistiche sorprendenti di Alfred Kinsey nella puritana america degli anni ’40: il 50% degli uomini dichiarò esperienze extraconiugali, così come il 20% delle donne. Questa “quasi-monogamia” richiedeva spiegazioni biologiche ed evoluzionistiche per essere compresa nella sua natura e utilità ai fini della specie umana, data la natura molto peculiare di questo comportamento rispetto ad altre specie animali e agli stessi primati a noi più prossimi. Gli studi, le analogie e le differenze con i bonobo si dimostrarono particolarmente efficaci per la migliore comprensione di tale comportamento umano.

I presupposti che emersero dagli studi scientifici furono:

  1. la decisiva importanza del “gene egoista”, compresa solo nel 1976: le evoluzioni biologiche e i comportamenti (le “strategie”) vincenti dal punto di vista evoluzionistico vanno valutate non dal punto di vista dell’individuo della specie, ma neanche da punto di vista di un determinato gruppo di individui o della specie stessa - al contrario di quanto reputato prima. La “rivoluzione copernicana” di Dawkins poneva al centro del “sistema biologico” non la specie, ma i geni: spezzoni di DNA che rappresentano determinate caratteristiche e che hanno l’unica finalità di diffondersi il più possibile (una sorta di “volontà di potenza” di nietzscheana memoria…). bonobo4Gli individui, i gruppi, le specie biologiche sono solo dei “mezzi” adatti alla sopravvivenza, al potenziamento e alla diffusione dei geni che li sfruttano come tali “da qui, il loro “egoismo”). 
  2. il ruolo delle “Strategie Miste”, comprese pienamente dalla matematica Teoria dei Giochi con gli studi del premio Nobel John Nash negli anni ’40: la “strategia” (sequenza di comportamenti nel tempo) che si dimostra vincente in situazioni competitive e iterative, anche a più “giocatori” è quella che realizza una sequenza di comportamenti anche molto diversi e incoerenti tra loro (“misti”) in base a un ordine probabilistico e non predeterminato. La realizzazione di sequenze probabilistiche di comportamenti molto diversi (“Strategia Mista”), richiederebbe l’uso di “dadi speciali” con un opportuno numero di facce determinato da valutazioni matematiche. L’Essere Umano è equipaggiato con tali “dadi” nella forma di emotività, irrazionalità, disturbi psicosomatici… 
  3. l’esistenza di una “Sperm Competition” in alcuni ambiti animali, che determina un ruolo di maggiore o minore preminenza femminile nella società. La minore o maggiore promiscuità dei rapporti sessuali di una specie è “visibile” e “misurabile” dalla dimensione dei testicoli, in rapporto alla massa corporea, e dalla quantità di sperma prodotta. Ciò si spiega con la necessità dei “geni egoisti” di ciascun potenziale padre di competere tra loro quando una significativa promiscuità sessuale comporta la contemporanea presenza di spermatozoi di padri diversi nell’apparato riproduttivo femminile. Quindi, quanto più numeroso è “l’esercito” degli spermatozoi che trasportano i geni del “padre x”, tanto più probabile sarà la propagazione dei suoi geni a discapito dei “padri y, z….”. Gli studi hanno mostrato, tra i primati, una dimensione dei testicoli in rapporto al corpo sempre significativa, ma minore nei gorilla, che vivono in società gerarchizzate e a bassa competizione sessuale con pochi maschi al centro di folti harem, maggiore negli esseri umani, e massima negli allegramente e intensamente promiscui bonobo.

Insomma: fedeli, infedeli, o….? Con i presupposti elencati, e con particolare riferimento al concetto di “Strategie miste” della Teoria dei Giochi, la risposta alla domanda da parte dei sociobiologi risulta essere:

  1. La specie umana è nata da società altamente promiscue e con un ruolo centrale delle femmine e dei loro geni: questi potevano scegliere liberamente i maschi più adatti alla trasmissione dei propri geni femminili “alleati” a quelli maschili letteralmente “fiutati” e “visti” come più sani e dal sistema immunitario più robusto. In alcune specie animali si è rilevata una maggiore robustezza dei sistemi immunitari di figli “illegittimi” rispetto a quelli legittimi. (A.Cellerino, Eros e Cervello, Bollati Boringhieri 2000).
  2. La nascita dell’agricoltura ha comportato una eccessiva crescita delle dimensioni sociali su uno stesso territorio rispetto alle nostre capacità psicobiologiche di gestione, con conseguente “collasso” all’unità minima di coppia, e quindi di famiglia. Questo irrigidimento alla coppia/famiglia è stata anche favorita dalla della vita stanziale dei maschi divenuti agricoltori e sempre quindi presenti.
  3. La Strategia Mista vincente per i geni materni è diventata quindi: a. stabilire rapporti stabili con uomini capaci di garantire condizioni e ambienti confortevoli e sicuri per la prole, dall’elevato “costo di mantenimento” nella nostra specie (“neotenia”), ma… b. avere rapporti occasionali, nei periodi di massima fertilità , con uomini che per aspetto (simmetria fisica), per odore (stabilito da specifici feromoni) e per comportamento (sicurezza, “effetto Casanova”) garantiscano il contributo di geni maschili che conferiscano alla prole maggiori probabilità di successo sessuale, e quindi di successive trasmissioni dei geni femminili originari.

bonobo7 L’attuale assetto di tutte le società umane dimostra una base di promiscuità derivata da società bonobo-like, con successiva necessità di garantire una altrettanto (o quasi…) efficace propagazione dei geni femminili anche nel nuovo contesto della civiltà agricola, stanziale e monogama. Il rapporto misurato tra figli illegittimi e legittimi in alcune società (tra il 7 e il 14% in Inghilterra) è in linea con le valutazioni teoriche del modello della “Strategia Mista” su esposta.

Le Strategie Miste sono la cornice matematica e concettuale all’interno della quale spiegare molti fenomeni e comportamenti (fisici, economici, biologici, ecc…)


by Nicola Antonucci last modified 28-02-2006 08:52
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