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Social software e reti sociali, un'orgia continua

Massimo Mantellini

L'ORGIA DEL SOFTWARE SOCIALE

[ Su concessione dell'autore - un articolo del blog di Massimo Mantellini ]

C'e' in giro - mi pare - una qualche esagerazione sulle reti sociali. Accade che tutti siano travolti da questo imperativo categorico. Fornire agli utenti della rete una serie di strumenti di socializzazione intuitivi e potenti. Benissimo. Ma chi si deve occupare di tutto cio'? Non passa giorno senza che qualcuno annunci la propria rete sociale per i propri utenti. Gli editori, per esempio? Devono buttarsi in questa direzione oppure no? Usatoday e' partito ieri. So che in Italia esistono diversi progetti in questo senso in via di completamento. La gazzetta di Montespaccato avra' anche lei domani la propria rete sociale per i suoi lettori? Io non sono certo (anzi ho parecchi dubbi) che gl editori facciano bene a fornire domani strumenti comunitari spinti ai propri lettori. Si puo' passare da un habitus che prevede la mancata risposta alle mail dei lettori, alla nuova rivoluzione del lettore al centro del processo comunicativo? Qualcuno ci crede? Se e' una volonta che si desidera sottolineare (come mi pare essere) forse sarebbe logico iniziare aprendo concretamente la conversazione ai lettori al di fuori di ciclopici progetti 2.0. Come? Banalmente, con piccole scelte significative come aprire i commenti agli articoli online o accettare i contributi esterni (dall'attenzione ai link esterni alle collaborazioni vere e proprie) che si ritiene significativi. Misuriamo le buone intenzioni dalle piccole cose. Perche' diversamente una delle alternative possibili e' quella che soggetti non vocati alla gestione della piattaforma Internet che aprono reti sociali per la propria utenza lo facciano per banali ragioni di business, aizzati da chi oggi vende il web 2.0 a tutti indifferentemente, come il pane al forno.


Differente e' il discorso su chi invece fornisce gli strumenti per gli utenti della rete. Da questo punto di vista siamo molto avanti e il processo di semplificazione del social software e' ormai a livelli straordinari (date una occhiata a Ning, per dirne una) ma anche qui esiste un grande problema. Quante reti sociali puo' partorire e seguire un umano? Quanti kg di attenzione ciascuno di noi puo' dedicare a simili attivita' sociali di rete? Ed ancora, quanti sono i cittadini disposti a produrre senso (o almeno a provarci) in rete? Farsi queste domande secondo me equivale a ridimensionare di molto simili progetti, qualsiasi essi siano.


Cio' che sta accadendo mi pare essere sovrapponibile in qualche misura alla stratificazione delle opzioni nelle suite di software tipo Office. Aumentano le opzioni, si allarga l'offerta degli strumenti ma tutto ciò incide in maniera modesta sul contesto generale. Prima avevamo un semplice blog testuale, sopra al quale oggi si sono sedimentate moltissime altre opzioni di fronte alle quali siamo da un lato entusiasti ed eccitati e dall'altro francamente perplessi, essendo intestatari di una vita sola.


Quello che mi pare di poter dire e' che all'interno di una scelta che si fa ogni giorno piu' ampia, la rete sociale che mi circonda ha senso solo nel momento in cui parte da me e si estende ed interessa le persone che mi circondano e che io scelgo. Non me ne sto in rete per discutere con il primo signore che mi capita a tiro sull'autobus. La scommessa e' oggi quella di intercettare questa esigenza autentica degli utenti Internet e di fornire strumenti semplici per creare identita' di rete. Per il resto non c'e' trippa per gatti ed ognuno sarebbe bene facesse (il meglio possibile) il proprio mestiere. Il che ovviamente non significa rinunciare a dialogare con i propri utenti.

by cmazzuc last modified 06-10-2009 21:24
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