Le riviste per il manager italiano

La rivista online di filosofia applicata ai mondi del lavoro.

Il più autorevole bimestrale per i dirigenti che si occupano delle strategie per la crescita aziendale.

Il mensile di management e sistemi tecnologici: le strategie e il know-how necessari per poter affrontare i temi della complessità.

Rivista italiana di management, per quasi quarant’anni il punto di riferimento “alto” della classe dirigente aziendale italiana.

Data Manager è una rivista professionale che offre un'informazione costante sull'evoluzione dell'information & communication technology e la sua integrazione strategica nell'organizzazione aziendale.

La rivista offre un prezioso contributo allo sviluppo della cultura economica e manageriale, collegando la teoria e la ricerca con la pratica e favorendo un approccio multidisciplinare ai problemi di management.

La rivista Wired parla a coloro che vedono il panorama del 21 secolo e pensano a nuove opportunità, speranze, possibilità e frontiere completamente aperte.

Studi Organizzativi è una rivista scientifica interdisciplinare; pubblica studi di casi, ricerche empiriche, saggi che hanno per oggetto la nascita, la gestione, la crisi, il cambiamento delle organizzazioni complesse.

The McKinsey Quarterly, la rivista trimestrale di management e organizzazione della McKinsey & Company

Harvard Business Review è la rivista internazionale per il management che teorizza ed agisce, scritta da autorità e personalità riconosciute nel mondo del business e della formazione di management.

 
 

 
 

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Complessità in rete

Frattali e sfilate di moda
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Una intera collezione ispirata al frattalismo, ogni modella un frattale diverso!

Gioca e disorientati caoticamente
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Culture della complessità

Complexlab


Cultura, identità ed etnografia nell’epoca di Internet

Note dal cyberspazio

 ( Un testo pubblicato da Vincenzo Bitti e ripreso dal sito http://www.cybercultura.it/ )

cultcompLa rivoluzione delle comunicazioni prodotta dall’esplodere delle reti telematiche di cui Internet, la Rete, è la materializzazione più visibile, ha effetti molteplici che coinvolgono potenzialmente tutte le sfere dell’attività e dell’organizzazione umana.E’ diffusa la sensazione che la posta in gioco delle trasformazioni in atto sia piuttosto alta, stiamo vivendo, molto probabilmente, un momento di passaggio epocale che sembra  somigliare ad altri periodi  cruciali della storia umana. Mark Poster la paragona all’emergere della cultura urbana e mercantile nel feudalesimo:

 

«Ritengo inoltre che ciò che è in gioco con queste innovazioni tecniche non sia semplicemente la maggior efficienza di interscambio, che permette nuove modalità di investimenti, maggiore produttività sul lavoro e l’apertura di nuove sfere di divertimento e di consumo, ma un vasto e pervasivo cambiamento nella cultura e nel modo in cui le identità sono strutturate. Se mi si concede una analogia storica: le società tecnicamente avanzate si trovano a un punto della loro storia simile a quello che vide l’emergere di una cultura urbana e mercantile nel mezzo della società feudale del Medioevo. In quel frangente le pratiche di scambio dei beni richiedevano agli individui di agire e di parlare in modi nuovi, decisamente diversi dall’aristocratico codice d’onore degli incontri faccia-a-faccia, basati sulla fiducia personale nella parola di ciascuno e sui legami gerarchici di interdipendenza. Interagendo con persone completamente sconosciute, qualche volte a grande distanza, i mercanti  richiedevano documenti scritti a garanzia delle promesse verbali[…] Tra i mercanti si costruì, gradualmente, un nuovo tipo di identità ; ciascuno poi fondava la stabilità e la coerenza della propria individualità su abilità cognitive indipendenti. Questa fu la base culturale di quel mondo moderno, che più tardi avrebbe utilizzato la stampa  per incoraggiare e diffondere queste forme di identità urbana» (Poster 1999 : 66).

 

Data la straordinaria estensione delle trasformazioni che si stanno verificando, non è facile indicare in modo certo la dimensione specifica di questo cambiamento, che possa dare un’idea esaustiva di ciò che sta accadendo. Il lavoro, l'economia, l’istruzione, stanno gradualmente cambiando la loro fisionomia per effetto dell'introduzione delle nuove tecnologie della comunicazione, ma è ancora difficile intravedere l'esito finale di queste trasformazioni.

 Per quanto riguarda l’antropologia e le scienze sociali in generale, soffermarsi a riflettere sul rapporto con tale rivoluzione, significa trovarsi di fronte a una serie di questioni che vanno dagli aspetti più propriamente teorici delle discipline, all’organizzazione stessa della comunità scientifica e all’emergere di nuove modalità di divulgazione e comunicazione dei risultati di ricerca. Schematicamente possiamo indicare almeno tre aree di riflessione:1) ridefinizione di concetti teorici generali; 2) la nascita di nuovi oggetti e campi di ricerca; 3) la riorganizzazione della comunità scientifica.

Diamo intanto una descrizione minima di alcune caratteristiche del tipo di comunicazione che la Rete rende possibile: a) comunicare in maniera estremamente veloce con chiunque sia collegato a essa, in modalità sia sincronica che asincronica; b) distribuire in maniera estremamente semplice e a basso costo qualsiasi tipo di informazione che sia trasformabile in formato digitale (testo, audio, video); c) creazione di gruppi di interazione accomunati da interessi personali, senza che sia necessario alcun contatto fisico tra i partecipanti: le cosiddette comunità virtuali nelle loro diverse versioni. In sintesi, il tipo di comunicazione che la Rete rende possibile capovolge lo schema verticale dei media tradizionali (televisione, radio, stampa) che prevedono pochi centri di emissione e una massa di ricettori passivi, o almeno che non hanno il potere di contribuire e partecipare attivamente alla produzione dell’informazione. Non esiste insomma, nei media tradizionali, quella reciprocità e capacità di interazione trasversale tipica della Rete. Data la sua particolare configurazione tecnica [1] , Internet non possiede centri di emissione privilegiati; fruitori e produttori d’informazione si scambiano continuamente il ruolo di emittente e ricevente senza limitazioni di sorta, se non per quel minimo di alfabetizzazione tecnica necessaria all’uso di queste tecnologie. Orizzontalità, bidirezionalità e fluidità sono le caratteristiche della comunicazione in rete, contro la verticalità e l’unidirezionalità dei media tradizionali.

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by Carlo Mazzucchelli last modified 10-10-2006 18:33
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