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Il telefonino, ovvero: come vorrei che fosse il moderno Terminale Uomo.Nel romanzo di Michael Crichton “The Terminal Man” al protagonista vennero impiantati nel cervello alcuni elettrodi con lo scopo di controllale i suoi impulsi omicidi. Il risultato fu il contrario di quanto desiderato, con conseguente finale drammatico per lo stesso protagonista. Chi ci dice che in futuro nel cervello degli esseri umani non potrà essere impiantata una versione evoluta dell’attuale telefonino per svolgere, con la compiacenza dei nostri neuroni e delle loro sinapsi, le stesse, e molte altre di più, funzioni che oggi, in una sorta di primordio digitale della comunicazione, eseguiamo manualmente? (Immaginiamo di fare una telefonata, basterebbe pensare al nostro interlocutore per stabilire con lui il contatto e parlarsi direttamente tramite impulsi cerebrali, senza proferire una sillaba). Ma se così avvenisse, non sarà che il nostro volere potrebbe essere allora soppiantato dal ricevimento di una qualsiasi comunicazione che interferisse con i nostri poveri neuroni? Terribile prospettiva. Per evitare i brutti pensieri, ritorniamo, allora, alla realtà del telefonino di oggi e di quella che vorrei fosse quella di domani. Già, il telefonino! Ma perché continuiamo a chiamarlo così? Forse potremmo chiamarlo “Terminale Uomo”, proprio come il romanzo di Crichton, in quanto estensione tecnologica delle nostre volontà e funzionalità. Oggi, questo strano discendente e mutazione genetica di una invenzione che per oltre cento anni è rimasta concettualmente immutata, sa fare mille ed una cose (dove l’una, l’ultima, è proprio il telefonare, anche se attualmente continua ad essere probabilmente la più frequente, ma non è detto che continui ad esserlo anche in futuro). Per capire cosa siano le altre mille cose, basterebbe osservare i vari messaggi pubblicitari o leggere gli articoli che ci dicono cosa oggi e, soprattutto, domani, si può e si potrà (o si potrebbe) fare con questo piccolo terminale/protesi di noi stessi. Ecco un breve elenco, tanto per riassumere cose a tutti note: - Inviare e ricevere messaggi istantanei (sms), - Scattare fotografie e fare filmati, - Scaricare files musicali, - Inviare e ricevere messaggi multimediali (mms), - Ricevere la posta elettronica con diverse modalità, - Connettersi a internet, - Ricevere programmi di televisione o radio digitale, - Gestire il calendario/agenda, eventualmente sincronizzandoli con il pc, - Gestire (leggere, creare, modificare e trasferire) documenti vari (file di testo, fogli elettronici, presentazioni, ecc.), - Fare da guida nei nostri spostamenti (Gps), - Localizzare le persone, - Utilizzare come strumento di pagamento (acquisti, trasporti, viaggi, cinema, parcheggi, ecc.), come fosse un bancomat o una carta di credito, - Essere aggiornati sullo stato della viabilità, sul tempo che troveremo lungo la strada e alla nostra destinazione, - Ricercare e prenotare un albergo mentre ci si trova in viaggio, - Dare e ricevere informazioni o istruzioni al nostro frigorifero di casa o al sistema di climatizzazione, - …. E chi più ne ha, più ne metta. Nella sostanza, oggi esistono telefonini che “sanno già fare” molte delle cose elencate in quanto disponibili, ma difficilmente riusciremo a trovarne uno che sia in grado di fare tutte quelle possibili o di fare solo quelle che ci servirebbero. Ad esempio, se mentre avere sul telefonino la televisione potrebbe non interessarci per nulla e potremmo facilmente sceglierne uno che non prevedesse questo servizio, potrebbe, invece, essere più difficile trovare quello che non disponesse della funzione di scarico e/o ascolto di brani musicali, cosa che ugualmente ci potrebbe non interessare. Potremmo, invece, essere interessati ad avere contemporaneamente a disposizione la funzione Gps e la possibilità di una buona gestione dei documenti, oltre a quella di collegare il telefonino ad un proiettore di diapositive per le nostre presentazioni, tanto per evitare di portare a spasso un ingombrante e comunque non leggero pc, anche se portatile. Ora, può essere che un apparecchio simile esista, ma nulla assicura che continuerà ad esistere a causa delle politiche e degli accordi commerciali tra i produttori dei diversi componenti hardware e software, accordi che vanno a modificare i contenuti, pur sul medesimo apparecchio, in funzione delle campagne di vendita. Un aspetto che, poi, non assicura la continuità di utilizzo di una certa funzione, anche quando disponiamo di un telefonino che soddisfi le nostre esigenze, è l’aggiornamento delle versioni del software del pc sul quale eseguiamo normalmente il nostro lavoro. Quando il software cambia di versione è quasi certo che i programmi di sincronizzazione e di gestione dei contenuti che abbiamo sul telefonino non funzioneranno più o funzioneranno in condizioni di “rischio”, come ci può avvisare il sistema operativo del pc quando tentiamo di installare nuovamente il software (se, invece, continuiamo ad utilizzare i programmi come installati in precedenza può essere che incorriamo in brutte sorprese o in blocchi del sistema). Se, poi, il salto di versione del sistema operativo fosse generazionale, potremmo essere quasi certi che non funzionerà più nulla. L’evoluzione della tecnologia e il mutare degli accordi commerciali ci creano, quindi, alcuni guai: - Il nostro telefonino rischia di perdere efficienza già nella sua funzione di base, cioè telefonare: se salta il programma di sincronizzazione con il client di posta, non solo salta il mantenimento dell’allineamento di calendari ed attività (se presenti), ma salta anche l’allineamento dei nostri contatti, costringendoci a doppi aggiornamenti manuali; - Il trasferimento dei documenti in un senso o nell’altro non funziona più, con buona pace della possibilità di evitare di portare a spasso il pc quando se ne potrebbe fare a meno. L’estensione tecnologica del nostro cervello entra allora in crisi mettendoci nel panico, costringendoci a ricercare l’ultima novità immessa sul mercato che risponda, si spera, alle nostre esigenze di mobilità e che recuperi, chiudendolo per un tempo che ci auguriamo ragionevolmente lungo, il gap tecnologico che si è venuto a creare. Ma, purtroppo, il cambiamento sarà tale che le nostre speranze andranno relativamente presto deluse. In ogni caso, saremmo stati fortunati se la nostra ricerca ci avesse comunque condotto verso un telefonino che ci consentisse di eseguire quelle funzioni a cui eravamo abituati, viceversa ….. sarebbero guai. Il Sole – 24 Ore, spesso, e il suo periodico Nova 24, praticamente ogni settimana, ci presentano e descrivono ciò che la tecnologia applicata ai telefonini ha in cantiere per un futuro più o meno prossimo e occorre dire che le innovazioni sono sicuramente accattivanti. Valga, per tutte, l’esempio del “librofonino”, con la sua possibilità di rappresentare pagine di testo su uno schermo di dimensioni ragguardevoli (per un telefonino), rendendo assai più agevole e meno stressante la lettura, con il vantaggio di poter meglio gestire i nostri documenti di lavoro, di poter caricare un libro oppure le pagine del nostro quotidiano preferito da leggere durante il nostro tempo libero (magari mentre siamo in viaggio sul treno, in aereo o più semplicemente in metropolitana durante il trasferimento verso l’ufficio). Una domanda. Cosa succederà dei contenuti appena dovesse cambiare qualcuno dei vari oggetti hardware e software che permettono al telefonino di “parlare” con i diversi mondi elettronici e digitali che lo e ci circondano? In un mio precedente commento in questa stessa sezione (“Il mondo digitale diventerà sempre più invasivo?”) avevo proposto che fosse necessaria “una pausa non di riflessione, ma di allineamento”. Una pausa, cioè, che servisse a definire una serie di standard di comunicazione e di struttura digitale che costituisse una base sulla quale costruire le modalità di trasferimento dei contenuti in tutte le direzioni, per evitare o almeno ridurre il precoce pensionamento di una tecnologia in condizioni di svolgere ancora e per lungo tempo i propri compiti. Per quale motivo, infatti, si dovrebbe rischiare di sostituire il proprio telefonino, magari già evoluto, che ci ha permesso e ci permette di fare egregiamente ciò per cui è stato acquistato solo perché qualcuno avrebbe, giustamente, deciso che un sistema operativo debba essere migliorato, aggiornato, potenziato o, comunque, reso più avanzato per andare incontro alle nuove esigenze digitali, proponendone nel contempo di nuove? E sottolineo l’aggettivo “nuove”, come se ciò implicasse necessariamente che per quelle vecchie (ma solo perché appartengono al “release” precedente) sia necessario recitare un solenne e corale “de profundis”. Si dirà che esistono le esigenze del marketing e dell’innovazione del prodotto. Più che giusto. Ma tutto ciò non implica necessariamente che ciò che si possiede debba essere buttato o ridotto inservibile in molte sue funzioni. In fondo, il passare all’alta velocità dei treni non ha costretto alla rottamazione di tutti gli altri treni in circolazione. Si sono solo adeguate le infrastrutture. Esattamente come è successo passando dalle linee a 56k a quelle a 20 ed oltre mega bit/secondo. Cosa vorrei, allora, che succedesse per il telefonino (ma non solo)? Vorrei che si stabilisse una piattaforma delle funzionalità che prescindesse (almeno per un tempo ragionevolmente lungo) dalle caratteristiche dei diversi hardware, software e sistemi operativi sviluppati nei diversi prodotti tecnologici. Vorrei poter scegliere il telefonino senza essere condizionato dal suo contenuto. Vorrei che le applicazioni siano portabili (eventualmente aggiornabili, se necessario), senza dover cercare il telefonino che le contenga (ammesso di trovarlo) e senza correre il rischio di dover usare due telefonini, uno perché contiene un’applicazione ed un altro perché ne contiene un’altra. Vorrei che i programmi di sincronizzazione fossero tutti uguali (aggiornabili, se necessario), in modo da avere la certezza della compatibilità tra nuovo e vecchio e per evitare di doverne magari usare due. Vorrei che la struttura minima dei contenuti soggetti a sincronizzazione fosse tale da essere indipendente dal software che li genera (tanto per fare qualche esempio, perché posso sincronizzare Outlook e non Outlook Express; o perché se in Outlook ho installato anche Business Contact Manager ho problemi nella sincronizzazione con il telefonino al punto che devo disinstallarlo; perché per evitare i problemi di sincronizzazioni alcuni telefonini prevedono l’installazione sul pc di un proprio programma simile ad Outlook, con evidente duplicazione?). Vorrei che sia mantenuta la compatibilità con il pc in misura relativamente indipendente dall’evoluzione del software del pc stesso. Vorrei che il cambiamento costantemente in atto della tecnologia non mettesse continuamente a repentaglio le funzioni e le operatività di cui ci siamo dotati, oltre le nostre prestazioni professionali che da esse conseguono, avendo, per tutto ciò, investito quattrini per l’acquisto e tempo per l’apprendimento del loro utilizzo e per la resa applicativa, costringendoci alla necessità di nuovi investimenti (e non parlo solo di denaro) per recuperare le funzioni perdute, sempre che quanto di nuovo sia messo a disposizione lo consenta. Vorrei poter personalizzare il mio telefonino, eliminando ciò che al momento non mi serve o non mi interessa, mantenendo la possibilità di rifare eventualmente l’installazione in un tempo successivo. Vorrei che connettori, collegamenti, alimentatori (caricabatterie) e quant’altro fossero tutti compatibili ed intercambiabili, per evitare di portarsi appresso un accessorio per ogni apparecchio digitale. Vorrei che il telefonino fosse veramente il nostro terminale da usare con un dito come un semplice prolungamento del pensiero, ma senza che arrivi a fare parte del nostro cervello nemmeno come impegno mentale per il suo utilizzo.
È possibile che queste esigenze oggi siano ancora poco sentite. Al telefonino si chiede ancora essenzialmente di telefonare, di dialogare tramite messaggi più o meno multimediali, di ascoltare musica in luogo dei superati walkman o lettori cd e di assolvere funzioni ludiche. Ma quando le esigenze diverranno più “professionali” e funzionali alla vita quotidiana, i problemi di compatibilità e mantenimento delle funzioni emergeranno evidenti.
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