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OGGI su il SOLE24Ore
Stefano Verza
di Morya Longo Abusi di mercatoLe principali novità, per quanto riguarda l'attività della Consob, sono arrivate da due leggi: quella che ha recepito in Italia ladirettiva sugli abusi di mercato (entrata in vigore a metà 2005 ma attuata con tutti i regolamenti solo alla fine di quell'anno) e quella sul risparmio. Le due novità normative hanno aumentato una parte dei poteri della Consob. E i primi cambiamenti, quantomeno nei numeri, si sono visti. L'attività ispettiva e sanzionatoria della Commissione è infatti aumentata. Nel 2005 l'Autorità aveva proposto,passando dal ministero dell'Economia, sanzioni pecuniarie nei confronti di intermediari ed emittenti per circa 3,3 milioni di euro. Nel 2006, per la prima volta, la Consob ha potuto decidere autonomamente (senza passare da Via XX Settembre) quali multe infliggere: durante l'anno l'ha fatto circa 15 volte,sanzionando un totale di 150 soggetti diversi per un ammontare complessivo di oltre 8 milioni di euro. Di questi, circa 5 milioni hanno riguardato i soggetti coinvolti nella fallita scalata ad AntonVeneta: per esempio Bpi e gli immobiliaristi Danilo Coppola e Stefano Ricucci. Morale: le multe sono quasi triplicate rispetto a un anno prima. Questo aumento è dovuto anche al fatto che la direttiva sugli abusi di mercato ( market abuse) ha alzato gli importi delle sanzioni pecuniarie: se prima il massimo era di 102mila euro, ora la Consob può arrivare a 5 milioni o addirittura a 15. Anche le segnalazioni di possibili reati all'Autorità giudiziaria sono aumentate: se nel 2005 la Consob aveva spedito alla magistratura 4 fascicoli con ipotesi di insider trading o aggiotaggio, nel 2006 le segnalazioni sono salitea 7. Tre delle quali sono note alle cronache:il caso IfilExor,la fallita scalata di Ricucci alla Rcs e il presunto aggiotaggio di Giorgio Chinaglia sui titoli della Lazio. Ma c'è anche un altro effetto della nuova legge sugli abusi di mercato: le segnalazioni degli intermediari per le operazioni sospette. La normativa prevede infatti che siano gli intermediari (cioè le banche e le Sim)a notificare alla Consob tutte le compravendite anomale di azioni o di obbligazioni effettuate dai loro clienti. Ebbene: dal primo aprile,data in cui questa disposizione è entrata in vigore, la Consob ha ricevuto 110 segnalazioni. Anche per questo l'Autorità di vigilanza è stata costretta a un superlavoro:nel 2006 si è infatti riunita 175 volte sui circa 250 giorni lavorativi. Meno Opa, più prospettiIl 2006 ha portato con sé anche un'altra novità normativa: l'obbligo di pubblicazione di prospetti informativi anche per i titoli (per esempio obbligazionari) emessi dalle banche.In precedenza, infatti, gli istituti di credito erano esentati. Questa riforma ha provocato un aumento esponenziale dei documenti informativi, arrivati fino a 2.265. Nel 2005 erano stati meno di un terzo: solo 686. Per il resto,il 2006 ha registrato un calo delle Offerte pubbliche di acquisto e il raddoppio delle matricole di Borsa. Sul primo fronte, la Consob ha consentito la pubblicazione a 22 documenti di Offerta (tra Opa, Ops e Opas), contro i 34 del 2005. Sul secondo fronte, le Ipo sono state 30, contro le 19 del 2005. Per quanto riguarda i patti parasociali, gli annunci nel 2006 sono stati 253 relativi a 104 società: di queste segnalazioni, 200 hanno riguardato variazioni di patti preesistenti e 53 hanno riguardato nuovi patti. Cifre che appaiono elevate, ma che in realtà non lo sono così tanto: in tutte queste segnalazioni, infatti, ci sono anche i tanti patti siglati ad hoc solo per l'esercizio del diritto di voto in assemblea. Non solo. Queste cifre appaiono ancora più contenute se si considera che nel 2005 i patti erano stati molti di più: 303 annunci relativi a 77 società, di cui 59 nuovi. |
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