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teoria dei giochi
Politica e segnali deboli
Sergio Sabetta
Politica e segnali deboli L'onda dell'egoismo
Per quanto Hegel dichiari superata l'antitesi tra Politica e morale, il contrasto è tuttora vivo sia nella pratica che nella coscienza e le forme di equilibrio raggiunte sono sempre instabili e precarie, Comte ritiene che i fenomeni politici siano soggetti a leggi invariabili, la cui individuazione e uso permette di influenzare gli stessi fenomeni. Uno dei punti di partenza riconosciuti dall'azione politica è l'egoismo che sta alla base di molte delle azioni umane, il sociale in cui prevale l'io individuale con i suoi propri valori e interessi o quelli che possono diventare suoi, comunque sempre agganciato ai rapporti sociali (Scheler). Adamo Smith nella sua “Teoria dei sentimenti morali” ha visto nell'egoismo una delle emozioni fondamentali dell'uomo, anche se il positivismo successivamente ammise l'esistenza accanto agli istinti egoistici di istinti altruistici di cui si augurava il prevalere con il progresso morale dell'umanità (Spencer), d'altronde Stirner nel suo anarchismo afferma che l'individuo è l'unica realtà e l'unico valore come del resto Nietzsche che sostiene la morale dell'egoismo come parte essenziale dell'anima aristocratica, necessaria al prevalere e alla continuazione del migliore. Se noi riprendiamo il concetto di egoismo come elemento biologico posto alla base di un contesto sociale allargato, teso a permettere l'accumulazione di risorse al fine dell'aumento della probabilità della sopravvivenza del singolo e della continuazione della sua progenie, anche il politico nel suo agire utilitaristico ne deve comunque valutare le dinamiche sociali a cui il meccanismo dà origine, se non per altruismo per il rischio che il sistema esploda. Questo non solo in termini politici generale, ma in qualsiasi sistema sociale di cui si debba valutarne le dinamiche. Se noi creiamo un sistema sociale di welfare, con conseguente raccolta e distribuzione di risorse pubbliche, il meccanismo dell'egoismo farà si che l'utilizzo dei servizi pubblici crei un feedback positivo in cui l'effetto cumulato delle relazioni del ciclo porti a un ciclo vizioso auto-catalitico, con una crescita esponenziale dei costi. Gli economisti hanno affrontato il problema dal punto di vista dell'efficienza economica, trovandosi a discutere sul meccanismo del free rider per cui è impossibile conoscere correttamente le preferenze di ciascun individuo attribuendo a ciascuno un onere proporzionale al beneficio marginale che ne trae, in quanto collegando preferenze per i servizi pubblici e partecipazione ai costi vi saranno dichiarazioni di preferenze distorte. Infatti, mentre nei beni privati ciascuno consuma quantità diverse allo stesso prezzo, nei beni pubblici tutti consumano uguali quantità ma ne attribuiscono valori divergenti. Lo stesso vale per un sistema fortemente liberista, in questo l'egoismo porterà non tanto allo sfruttamento del collettivo quanto del singolo, interviene anche in questa ipotesi il meccanismo del feedback positivo con il progressivo effetto cumulato delle relazioni del ciclo, fino all'esplodere delle tensioni sociali interne al sistema. L'accumulo è lento, generazionale, ma questi può essere progressivamente accelerato dal sistema in termini esponenziali su pressione del contesto esterno, dalla velocità di comunicazione e quindi di trasmissione. Gli individui egoisti possono essere favoriti rispetto a quelli cooperativi da un uso più efficiente delle proprie energie, in quanto sfruttano le risorse altrui o il sistema nell'insieme, cooptando a proprio vantaggio e questo ancor più nei sistemi complessi. E' la frequenza del comportamento egoistico che diminuisce il suo successo, con il crescere degli individui che adottano tale comportamento premiante i benefici dello stesso diminuiscono progressivamente, i costi di una strategia vengono ad aumentare nel preciso momento in cui non si possono più esternalizzarli in quanto adottati dalla maggioranza. Se il successo o fitness di un individuo egoista è massimo all'inizio questo diminuisce con il crescere di coloro che adottano tale comportamento, diminuendo al contempo la fitness media del sistema, ossia la sua efficienza strutturale, vi è pertanto la necessità di una strategia mista in cui si corregga la dinamica imposta dai comportamenti egoisti che prevarranno alla lunga sui cooperatori portando all'esplosione o al blocco del sistema stesso. In altre parole occorre stabilizzare il sistema con un feedback negativo, che realizzi un riequilibrio attraverso fluttuazioni. Come abbiamo già detto il politico agisce in termini egoistici con il fine ultimo della rielezione quale utile immediato da perseguire, base per i successivi interessi di posizione da acquisire, questo tuttavia non toglie la necessità di individuare i segnali deboli provenienti dal sistema, prima di venire travolti dal feedback positivo auto-catalitico imposto dai comportamenti egoisti dilaganti dei singoli, questo tanto nel welfare che nel sistema liberista se si vuole preservare lo stato democratico quale migliore possibilità di allocazione collettiva delle risorse. La differenza qualitativa tra politici non è tanto nella capacità di contrattazione sulla ripartizione delle risorse, quanto nella capacità di cogliere i segnali deboli relativi alla necessità di invertire la tendenza al fine di mantenere governabile, ossia espansivamente stabile il sistema democratico, segnali che risultano essere progressivamente sempre più profondi ma subissati dai rumori quotidiani e di cui validi sistemi di controllo devono farsi carico della segnalazione.
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