A fine testo il bottone per commentare e partecipare alla discussione
complessità

La libertà nella complessità biologica

Sergio Sabetta

Le attività complesse umane

wild_horses - http://www.flickr.com/photos/aroseo/L’uomo è un mix fra costituzione individuale innata e fattori di esperienza, si che l’apprendimento non è altro che uno dei prodotti più importanti del fattore costitutivo iniziale.

La cultura che nasce dall’apprendimento è pertanto il risultato dell’elaborazione imitativa fra membri di una stessa comunità in rapporto all’adattamento all’ambiente circostante, questo spiega le enormi differenze culturali fra gruppi umani.

Il cervello non è una tabula rasa ma vi sono strutture geneticamente programmate, senza che per tale motivo venga a diminuire la plasticità dell’organo e pertanto la possibilità di riprogrammarsi secondo esigenze, la plasticità è anche conseguenza della capacità cellulare di adattare parte delle proprie istruzioni alle istruzioni delle cellule vicine.

Quello che rende una cellula diversa dalle altre non sono quindi i singoli geni ma il momento della loro attivazione, in altre parole un se, quando un gene viene espresso, e un allora, quale proteina verrà costruita. Questo intrecciarsi fra se – allora è il prodotto di una miscela fra ascendenza e segnali.

Si vengono a creare delle reti complesse pilotate a monte da pochi geni  mediante delle strutture a cascata.

La creazione di queste strutture frattali a partire da una autoorganizzazione per esperienza interna del cervello indipendentemente dall’esperienza esterna la quale interviene solo successivamente a plasmare il cervello stesso, pone il problema del concetto di libertà, dove parla e quando.

La prima osservazione elementare è che non vi è una libertà assoluta, ma varie libertà in funzione delle esigenze interne da soddisfare, naturalmente il parametro per decidere se un uso della libertà è positivo o negativo sono le regole derivanti dalle medie esigenze dei singoli membri della comunità stessa in rapporto alla sopravvivenza della comunità, più o meno variate dall’influenza dei leader della stessa comunità.

La tirannia che determina un senso di soffocamento in chi la subisce non è altro

che impedimento della realizzazione delle pulsioni interne, tali desideri non possono essere sentiti che in forma condizionata come del resto lo sono le stesse libertà, ossia libertà condizionate dalla biologia e dall’ambiente.

Non vi è quindi mai una o più libertà assolute ma solo libertà limitate dalle pulsioni nate dalle strutture biologiche e dagli influssi sulle strutture stesse dell’ambiente esterno.

I momenti di libertà si realizzano nei punti di scelta delle varie biforcazioni del costruendo frattale con evoluzioni radicalmente diverse per minime differenze iniziali, poi vi saranno solo percorsi predefiniti finché imprevisti esterni determineranno nuovi punti di scelta, ma anche il momento della scelta sarà in realtà un momento di libertà condizionata dal biologico e dal vissuto culturale dell’interessato.

Se la scienza moderna ha rinunciato alle esatta prevedibilità di fenomeni con più di tre variabili, in quanto sistemi complessi in cui è possibile conoscere gli stati che potranno essere assunti ma non quale verrà effettivamente assunto, anche le scelte biologiche come quelle di qualsiasi altra attività umana complessa, es. giuridica o economica, non potranno che essere possibili ma non determinate.

La mente non è qualcosa di predefinito ma condizionato dal caso del mondo esterno quale variante imponderabile di una riproduzione interna e in questa la libertà irrompe dalla causalità esterna, come scelta sugli eventi di cui tuttavia è essa stessa vittima nella possibilità di scelta.

L’identificazione della libertà non tanto come scelta quanto piuttosto come una “possibilità di scelta” che può essere realizzata in tutte le occasioni in cui si ripeta una situazione determinata (Abbagnano), ha portato all’individuazione della libertà umana come una libertà situata, relativa e sotto condizione (Gurvitch), perfetto opposto alla libertà intesa come anarchia individualista o potere assoluto dell’organizzazione totalitaria a cui il singolo appartiene.

Conclude Abbagnano che la libertà non può esaurirsi in formule semplici o totalitarie, come suggerito da concetti di libertà anarchico o necessitaristico, ma dallo studio dei limiti e delle condizioni che in situazioni determinate possono rendere effettiva ed efficace la possibilità di scelta dell’uomo.

D'altronde  la conservazione  di schemi necessitaristici per la spiegazione degli eventi umani, rispetto alle spiegazioni probabilistiche della fisisca moderna, risulta essere sempre più anacronistico. (Principio di indeterminatezza di Heisemberg).

Si può quindi senz’altro concludere che la libertà non è solo condizionata ma preindicata, secondo una serie di percorsi iniziati dall’autoorganizzazione cerebrale della materia vivente e sarà la causalità degli intrecci interni alla persona con gli eventi esterni a indicare il tracciato, la libertà di fatto è sempre in una forbice quello che conta è la propria consapevolezza dei condizionamenti esterni.

Le singole vite non sono che processi estremamente complessi causali di auto-organizzazione in strutture fornite di stabilità caotica che si evolvono intorno ai propri attrattori caotici, la libertà assoluta a cui l’uomo aspira è pertanto all’esterno delle singole vite sulle poche informazioni memorizzate nello stadio iniziale e che permettono nel quotidiano di flessibilizzare e massimizzare l’uso dello spazio e delle risorse in ambiti molto limitati.

  

Bibliografia

 

·         N. Abbagnano, Dizionario di filosofia, voce “Libertà”, UTET, 2003;

 

·         N. Antonucci,, Cosa sono la complessità e il caos…semplicemente ?, www.ComplexLab.com;

 

Gary Marow, La nascita della mente. Come un piccolo numero di geni crea la complessità del pensiero umano, Codice Edizioni, 2003;


by cmazzuc last modified 06-10-2009 21:24
Document Actions
Commenti a questo Articolo

Contenuti allegati
Area Download
Articoli referenziati
Utenti referenziati

Altri Articoli della Sezione
[···]
Flessibilità o arbitrarietà ?
Per la nascita di una nuova cultura
L'interazione etica del diritto nella politica
Governance pubblica tra autoritarismo inespresso e democrazia
Codificazione e tempo
Economia e diritto nella ciclicità storica - II Parte
Economia e diritto nella ciclicità storica- I Parte
Complessita' funzionale del giudizio
coscienza e conflitto nel diritto
Riflessioni sul potere
Individualità ed individualismo nel raffronto fra due culture
Il principio di realtà nel diritto
L'antidogmatico giuridico e l'inconoscibilita' di Dio
Il personalismo dirigenziale nella legge di Ashby
Analisi storiografica e fenomenologia nelle politiche pubbliche
Computazione ed entropia del sistema normativo
Burocrazia in rete
La lettura etica della complessità sociale
Oltre la responsabilità sociale di impresa ( C. S. R.)
Contabilità e diritto tra finito e infinito
Per un primato dell'economia sul diritto
Complessità ed emergentismo nel pauperismo-riflessioni
L'etica tra egoismo e reciprocità
Il diritto e la soglia di Planck
Sulle difficoltà per il modello C. S. R.
Probabilità e affidabilità del sistema contabile
La burocrazia secondo Wittgenstain
Politica e segnali deboli
Il controllo dalla frantumazione alla complessità
Il mutamento interpretativo nella teoria delle catastrofi
Etica e Governace nel concetto economico evoluzionista
La valutazione dei diritti
l'interpretazione giuridica del fatto mediante l'intuizione percettiva complessa
L' antropologia della conoscenza e sistema giuridico
La Mappa normativa di Feigenbaum
Il progresso tecnologico nel mercato del lavoro
Il potere politico e la gestione della complessità sociale
dallo stato etico alle stato economico - patrimoniale
modelli sistemico - funzionali e politiche criminali
Sul relativismo - Euforia e peso dell'indeterminatezza
Il coraggio del dovere
La presunzione dell'errore nell'evoluzione del diritto
IL concetto di valore nel diritto
Nascita delle istituzioni
globalizzazione, sostenibilità della crescita e stress da nuove povertà
Politica, diritto e mercato
La valutazione empatica del rischio nell'interpretazione giuridica
la caoticità delle interpretazioni giuridiche
rapporti tra complessità e semiotica nelle dinamiche giuridiche e nelle politiche pubbliche
l'interpretazione del comma -La norma quale ricombinazione multimediale
'800 e '900 tra complessità e semplificazione - Il perchè di un sistema codicistico
democrazia - tra leadership e autocrazia
effetto tunnel quale limite alla dispersione organizzativa
La frantumazione della rete
Le possibili proiezioni dell'ologramma del diritto
Multiorganizzazione e diritto
Pedagogia e controllo nella complessità
La disorganizzazione originaria del caos premessa di un'organizzazione dalle molteplici forme...
Oltre Beppe Grillo: una riflessione su complessità e informazione politica
Wittgenstein e diritto, per una lettura dei fatti che tenga conto dell'esperienza
Potenzialità cognitive e complessità ambientale
Sapienza, saggezza e tecnicità
Il senso dell’ingiusto
L’interpretazione della realtà
Organizzazioni e modelli biologici
Sulla corporate social responsibility
La libertà nella complessità biologica
L’Ordinamento giuridico interpretato con la fisica
Le dinamiche delle politiche pubbliche nella teoria dei moti turbolenti
Dinamica strutturale, informazione e controllo
La Complessità nel diritto e nelle politiche pubbliche
Dalla Teoria Generale del Diritto alla Transitività delle Etiche








Powered by Plone, the Open Source Content Management System

Cockpit and Aerodynamics: Mediatria - Engines: Reflab

This site conforms to the following standards: