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complessità
l'interpretazione del comma -La norma quale ricombinazione multimediale
sergio sabetta
L'interpretazione del comma La norma quale ricombinazione multidimensionale
Sergio Sabetta
Se vi è qualche nuova possibilità teorica è sempre possibile che qualcuno finisca per approfittarne realmente ( Krauss) All'interno delle norme giuridiche è accetto che vi sia un nucleo certo di significato a cui si affianca un'area di incertezza dove l'interprete deve agire, anche se questo è contestato dalle teorie dello scetticismo linguistico, per cui persone diverse con culture diverse danno significati e valori diversi allo stesso enunciato normativo, e per tale via si critica il normativismo e la sua pretesa di descrivere il significato delle norme per se stesse secondo la concezione del c.d. formalismo interpretativo. L'azione avviene per commi e articoli, attraverso un intreccio euristico, cioè diretto a dimostrare determinate ipotesi già assunte come guida in termini prevalentemente olistici, ossia semplificatori. Vi è infatti una focalizzazione sull'oggetto dell'interpretazione che riduce la frequenza e l'ampiezza della visione non rendendo visibili per mancanza di attenzione aspetti relazionali della norma che non emergono per il mancato interesse immediato, solo successivamente per la forza degli eventi potranno essere recuperati con sorpresa degli stessi interpreti. In questo concentrarsi sugli aspetti macro della struttura normativa non si considerano i frammenti di geni contenuti all'intero del comma, in termini biologici vi è un genoma dentro l'altro. Questo comporta che l'interpretazione avviene non per commi ma per frammenti di comma, quali frammenti di DNA, in altre parole vi è una nuova forma di lemma ossia una nuova prima premessa di un ragionamento interpretativo. Emerge chiaramente la difficoltà interpretativa che si era tentato di ridurre olisticamente. La frammentazione dell'interpretazione comporta in realtà una moltiplicazione delle possibili evoluzioni normative in rapporto con la realtà sociale, ma permette anche una lettura più attenta e puntuale delle ricombinazioni a cui sono sottoposti i vari settori giuridici. Vi è inoltre una accelerazione dell'evoluzione normativa che avviene non solo per accumulo lineare delle mutazioni interpretative delle singole decisioni, ma anche per salti estremamente rapidi a seguito di innesti di frammenti normativi provenienti da altri campi. Tanto è vero che il blocco interpretativo e l'impaludamento nell'attuazione di un complesso normativo avviene il più delle volte nelle difficoltà incontrate a livello di frammenti di comma, circostanza che viene ad inficiare la norma nel suo complesso. Ogni variazione interpretativa comporta una variazione dell'insieme del campo giuridico interessato, ma la modifica dell'insieme determina un riflesso sull'agire sociale che a sua volta si rifletterà sull'interpretazione stessa, e così via all'infinito. Si tratta di una onda continua fatta di azioni e reazioni in cui vi è un feedback ininterrotto a spirale, costituito dall'interpretazione di singoli eventi catalizzatori dell'attenzione ma di cui si ignora la complessità dinamica dell'insieme se non in termini probabilistici e per attrattori caotici. L'interpretazione è adattamento alla realtà o manifestazione di realtà giuridiche nascoste, mondi “addizionali” ? Rilevatori di sistemi giuridici non ufficiali ma ben presenti per i loro effetti, onde gravitazionali di altre dimensioni sociali diversamente normati, si che sorge spontanea la domanda sull'effettività bidimensionale del mondo giuridico ufficiale, affiancato da sistemi diversi non riconosciuti. Siamo tutti immersi in un mondo giuridico di cui tuttavia gli effetti variano a seconda del rapporto tra l'osservatore e l'evento, in altre parole gli effetti verranno percepiti in tempi differenziati a seconda del coinvolgimento diretto o meno dell'osservatore stesso. Non vi è un adesso assoluto ma solo relativo, se ne deduce che vi è una percezione per ciascun osservatore, non potendo mai esservi una simultaneità di percezione e quindi uno stesso interesse all'azione. Possiamo allora dedurre che qualsiasi percezione del momento è relativa al singolo e quindi arbitraria? In realtà ogni osservatore definisce una realtà coerente con ciò che sta percependo, secondo un rapporto causa effetto in cui l'evento seguirà sempre la causa, tuttavia per un secondo osservatore il rapporto temporale potrebbe essere invertito a condizione che sia sufficientemente lontano nello spazio dal primo osservatore anche se non temporalmente, ma anche il tempo porta a una modifica della percezione degli eventi. Tuttavia se non vi sono assi di riferimento assoluti in termini giuridici, se non relativi per massime quali “concetti-nodo” ( Lothar ), può esservi un moto coordinato dell'insieme? Prevarranno sempre spinte settoriali o corporative tali da impedire un moto armonioso e una simmetria organica stabile, la simmetria apparterrà al singolo e sarà in termini oggettivi puramente di media, emerge chiaramente l'impossibilità di una “invarianza traslazionale”, ovvero di una “simmetria di traslazione” in cui ogni modifica riguarda contemporaneamente tutti gli assi di riferimento. Possiamo affermare che tutto è reale e dipende da chi lo sta guardando, lo stesso dicasi per il diritto, in pratica la percezione del sé e quindi anche degli eventi giuridici nasce dalla consapevolezza di ciò che è estraneo dal sé e dall'evento stesso. Si ritiene che ogni norma deve essere variata in sé e in rapporto al contesto secondo un principio di equivalenza, ma se noi variamo il contesto normativo di fatto veniamo a modificare gli effetti della singola norma invariata, possiamo quindi di fatto modificare gli effetti della norma agendo sul contesto giuridico. E il tempo come si pone in relazione al sistema giuridico? Esso costituisce l'ulteriore dimensione del significato normativo, ciò che modifica impercettibilmente valore e senso della norma fino alla rottura finale. Noi consideriamo il sistema giuridico come una struttura piana in reticolo, in realtà si tratta di uno spazio curvo multi -dimensionale in cui ogni norma è collegata non solo alle norme del titolo, ma ad altri titoli e ad altri sistemi giuridici, il sistema perfettamente chiuso lo è solo perché così creduto dall'interprete, ma non nella realtà. Può essere bloccato ma o implode o esplode, in quanto le forze sociali continueranno ad agire creando tensioni e torsioni sul sistema normativo. D'altronde vi è al momento della nascita di una qualsiasi norma e ancor più di un sistema una fase di opacità, per cui non è agevole definire ciò che in realtà ed effettivamente avviene se non in termini approssimativi. Se poi consideriamo la norma come un “pacchetto di informazione”, questa o si espande in nuove informazioni o si perde in una cristallizzazione, ogni comma nasconde un mondo arrotolato su se stesso, tale da apparire come un semplice comma - punto secondo un'assonanza al modello matematico di Kaluza - Klein. Abbiamo detto che uno stesso comma può dare luogo a diverse interpretazioni o modi interpretativi che potranno non incontrarsi mai, si avranno in tal caso “interpretazioni disaccoppiate”, norme percosse da sistemi diversi come se coesistessero dimensioni diverse. Le nuove possibilità interpretative tendono a restare latenti finché nuove circostanze non permettono di esprimerle e la bellezza della loro semplicità desterà meraviglia nell'osservatore, d'altra parte dobbiamo considerare che in natura ci sono molte simmetrie che consono immediatamente manifeste. Per tale via ogni norma mappa il mondo, ossia la regione di spazio - tempo coinvolta nel suo spostamento, dobbiamo riconoscere che la chiave del nostro esistere è custodita in una vasta serie di possibilità che caratterizzano un universo sociale dalle molteplici dimensioni. Pertanto non dobbiamo tentare di comprendere la dinamica delle singole norme del nostro universo, ma piuttosto capire la sua stessa dinamica.
Bibliografia
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