W Le Esperienze: “In definitiva, nessuno può trarre dalle cose, libri compresi, altro che quello che già sa. Chi non ha accesso per esperienza a certe cose, non ha neppure orecchie per udirle." – F. NietzscheLa Provocazione..W Le Esperienze: "In definitiva, nessuno può trarre dalle cose, libri compresi, altro che quello che già sa. Chi non ha accesso per esperienza a certe cose, non ha neppure orecchie per udirle." – Friedrich Nietzsche La Nostra RispostaLa moderna Teoria della Complessità ha insegnato agli scienziati, ma non ancora a tanti managers, che lo studio teorico serve ma non basta, anzi: talvolta può essere controproducente perché condizionante e fuorviante! La vera capacità essenziale nel mondo contemporaneo dominato dalla complessità e dalle dinamiche caotiche è sia quella di imparare ad ascoltare i "segnali deboli" in ogni contesto, sia di immaginare i possibili scenari che scaturiscono dalle intrinsecamente imprevedibili biforcazioni dell'evoluzione. Il vero talento consiste proprio in ciò: saper immaginare nuovi mondi prima e meglio di altri! Ma il talento non s'impara dai libri o dalle esperienze altrui, mentre è altrettanto vero che i libri e le esperienze altrui sono utili per riordinare e dare un senso alle esperienze personali. E' quindi solo dalle esperienze personali che si può partire per imparare sia ad ascoltare i segnali dei cambiamenti, sia a immaginare mondi impensati. Solo interiorizzando un sapere pratico (phronesis) si può comprendere il sapere altrui e iil mondo intorno a noi. Nietzsche aveva ben capito ciò che le moderne discipline della complessità hanno dimostrato 100 anni dopo: le lezioni altrui vanno ripetutamente "falsificate" da nuove esperienze personali, per creare nuove lezioni "più fedeli" alla realtà delle precedenti, ma mai abbastanza da resistere indenni a successive "falsificazioni" da parte di nuove osservazioni ed esperienze proprie! |
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