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complessità , teoria dei giochi
Etica sull'Orlo del Caos e la Bussola Etica
Nicola Antonucci
CORSO ON-LINE: Appunti dall’Esperienza Multimediale e Interattiva (“Metodo WorkOlistic ®” ) su: "L'Etica sull'orlo del caos e la Bussola per Managers" organizzato da www.Assoetica .it Venerdì 24 marzo 2006
************ ********** PRIMA PUNTATA *******************
PREMESSE
ETICA, PROBLEMI e MORALE - GIOCO: Asta dei 10 Euro (originariamente chiamato “Asta del $” dal suo inventore Martin Shubik nel 1971), utile per riflettere e comprendere i reali problemi dell'applicazione dell'etica (e non solo…) nella vita di tutti i giorni. - Regola N.1: il gioco consiste nel mettere all’asta 10 Euro da parte mia. Consegnerò la banconota a chi offrirà di più partendo da 50 centesimi e con rilanci minimi di 50 centesimi, per esempio a chi offrirà 7 Euro se questa sarà la massima offerta. - Regola N.2: l’unica differenza rispetto a un’asta tradizionale, e che rende quest’asta più vicina alle reali situazioni del lavoro e della vita è la seguente: il secondo miglior offerente perderà quanto ha offerto. Quindi, per esempio, se il miglior offerente si aggiudica la banconota da 10 Euro offrendo 7 Euro, il secondo che si ferma, per es., a 4 Euro, perderà quest’ ultima somma senza avere nulla in cambio. - Per le offerte inferiori al secondo, non succederà nulla (così come avviene nelle aste tradizionali) - Ora, si aprono le offerte… chi offre ben 50 centesimi per guadagnare 10 Euro…?! …… - Esito: paradossalmente… chi si aggiudicherà il 10 Euro lo farà pagandolo ben più di 10 Euro (solo una volta m’è capitato di vederlo comprato per “soltanto” 10 Euro!). E il secondo miglior offerente….? Tipicamente, finisce anche lei/lui per offrire più di 10 Euro, perdendo completamente la somma offerta. A guadagnarci è sempre e solo (ma guarda caso…) “il Banco”! Ciò accade perché, partendo tutti dall’idea che “tanto, non mi costa quasi niente provare…”, si arriva presto a una situazione di non ritorno, oltre la quale il secondo offerente, pur di non perdere quanto offerto, rilancia. Così però è il primo offerente a ritrovarsi “secondo” col rischio di perdere tutto,con conseguente suo rilancio. Quando il secondo offerente si trova prossimo ai 10€, per es. 8€, risulterà razionale offrire 10,50€ per avere 10€, perdendo solo 50 centesimi anziché tutti gli 8€ già offerti. Ma lo stesso discorso si applica all’altro offerente che, per non perdere, per es., i suoi 9 € dovrà rilanciare oltre i 10,50€ offerti dall’antagonista. E così via…. in un’escalation che è ravvisabile in tante competizioni professionali, in numerosi investimenti professionali, e in tanta dedizione sentimentale e familiare… - DOMANDA: Cosa avete provato, emozionalmente? Perché il vostro ragionamento razionale vi ha condotto a vincere 10 Euro… perdendo?! Come mai è così difficile decidere cosa sia giusto fare, già in situazioni apparentemente semplici come in quest’asta? Come mai si finisce, in modo apparentemente razionale, per vincere… perdendo? - Ciò che accade in tante situazioni lavorative e della vita, soprattutto quando insorgono dilemmi (come nel caso dell’Etica), è un fenomeno chiamato “EFFETTO MACBETH”, che conduce dalla serenità del “tanto non mi costa nulla provare” alla preoccupazione del “non posso ritirarmi proprio ora!” e fino all’angoscia di “oddio, cosa ho mai fatto!” - DEFINIZIONE: EFFETTO MACBETH. Dalla tragedia omonima di Shakespeare, l’Effetto Macbeth riguarda tutte quelle situazioni nelle quali le risorse e gli sforzi profusi (nella tragedia, “il sangue versato”…) risultano molto superiori a quanto ipotizzato inizialmente (“non mi costa nulla provare”…) e non ci permettono più, oltre un certo punto, di rinunciarvi totalmente. Allora, ci sembra così “razionale” (ma mica tanto in realtà!) continuare nell’impresa pur di non sprecare quanto già investito (in termini di tempo, danaro, orgoglio, immagine….). Tra i casi più emblematici: il fallimento finanziario del Concord, e quello militare del Vietnam, entrambi partiti da ipotesi di oneri molto inferiori alla realtà. - Dall’Asta dei 10 €, come dai casi storici citati e da tanti altri che ognuno saprà individuare anche nella propria vita, emerge una dotazione unica dell’Essere Umano rispetto agli Animali: l’irrazionalità delle nostre decisioni ‘troppo razionali’, capaci di innescare escalations dannose, disastrose, fatali. - Gli Animali, guidati e protetti dal loro rigido istinto, non possono permettersi questo “lusso” che ha permesso all’Umanità di dominare il mondo – come vedremo nelle prossime puntate analizzando la questione dal punto di vista della Teoria dei Giochi. - Sarà proprio la Teoria dei Giochi a spiegare perché è razionale che il pensiero umano non sia razionale… - PROBLEMA: il problema che emerge dal gioco di simulazione e che conduce a tanti situazioni di forte disagio e persino danno, nasce dalla nostra difficoltà nel gestire DILEMMI, ossia decidere sulla base di VALORI contrastanti. - Questa è anche la vera difficoltà dell' ETICA. - Differenza tra Etica e Morale: l’Etica affronta e gestisce dilemmi, la Morale li semplifica riducendoli a una singola norma, dogma, Verità! - Con una metafora matematica, la Morale è una “media” per semplificare situazioni complesse, e utile quindi per situazioni non troppo complesse, stabili e per….menti semplici. L’Etica è invece un’Equazione, per situazioni più articolate e dinamiche. - Spesso Etica e Morale vengono confusi: così tanti Codici Etici nati con lo spirito più pragmatico diventano Decaloghi Morali! - Per esempio, nel caso dell’Asta dei 10€, una morale paternalistica avrebbe semplicemente proibito ai partecipanti il gioco per evitare le probabili perdite, impedendo al contempo eventuali opportunità di vincere! - L'Etica affronta il rischio insito in un dilemma complesso per prefiggersi il successo nel gioco, la vittoria - anche a rischio di perdere (ecco, qui sta il dilemma….) - “In soldoni”….: l'Etica si preoccupa di fornire NORME per raggiungere lo SCOPO del gioco: vincere! - PROBLEMA: Il vero problema dell’Etica nasce dalla nostra cronica mancanza di un’adeguata ALGEBRA di Valori. Valori plurimi, imprecisi e persino ignoti… Inoltre, sempre e comunque disomogenei! - La scuola ci insegna solo a sommare “mele con mele”, mentre in tutti gli aspetti importanti della vita, e quindi dell’Etica, occorre imparare a sommare “mele con pere, e magari persino con cioccolato”. Cosa ne risulterà? Chissà?! Certamente, è richiesta molta CREATIVITA’ ! - Chi non sa gestire i Valori disomogenei, e si riduce alla loro pura valutazione economica, diventa un “cinico” seconda la definizione di Oscar Wilde: - TASSELLO: Citazione: “Il cinico è colui che conosce il prezzo di tutto e il valore di niente.” [sottofondo musicale: link a Material Girl – Madonna] - Nell’Asta dei 10€ abbiamo avuto solo 2 valori da gestire, e da scambiare: la banconota da 10 € in asta, e altro danaro invece in offerta per il suo acquisto. Semplice? Solo apparentemente. In realtà…. - DOMANDA: quanti e quali altri valori sono intervenuti nel dilemma emerso nell’Asta dei 10€ (o forse “tri-lemma”, o “quadri-lemma”, o…)? Di quale reale complessità è quest'algebra di valori? - Forse, oltre ai due valori monetari scambiati, sono intervenuti anche valori più umani, quali l’orgoglio, la sfida, l’avidità? Forse altro ancora…? - N.B.: oltre i 3 elementi, ogni problema o sistema diventa, tecnicamente, complesso e/o caotico, ossia non prevedibile, quindi potenzialmente ingestibile. Persino quando se ne conoscessero le esatte equazioni e leggi alla loro base! - L'Etica vive quindi, 'per definizione' sull'orlo del caos, dovendo conciliare e gestire 2, 3 o 4 valori. Oltre…. diventa assolutamente ingestibile.
********************* FINE PRIMA PUNTATA ******************** **** PROSSIMA PUNTATA: “TEORIE: Teoria della Complessità, Teoria dei Giochi, Genetica e Memetica.
by
Nicola Antonucci
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last modified
05-12-2006 16:38
Nicola Antonucci 2006
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