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complessità , teoria dei giochi

Il Mercato Azionario - ossia “L’ANTI-ROBIN HOOD”

Nicola Antonucci

 

  Tutti, prima o poi, si avvicinano all’investimento azionario con gli approcci più disparati, tutti però accomunati da una comune –ed errata- presunzione: di poter decidere autonomamente!

  Così presumevano gli Olandesi già nel lontano 1637, quando molti si rovinarono comprando bulbi di tulipano a prezzi in continua ascesa. Nelle loro menti era stata inoculata una certezza: era un affare sicuro e il futuro dell’Olanda si giocava su tali bulbi!  E così, ancora nel nostro secolo, gli investitori si lasciano sedurre, ogni 5 anni circa, da andamenti azionari che sembrano garantire la realizzazione di qualsiasi sogno – poi…

  Ci sarà pur un motivo se tra gli operatori finanziari professionali vige il principio della Contrary Opinion, ossia che è bene acquistare o vendere esattamente al contrario di quanto faccia la massa dei risparmiatori e investitori non professionali.   In altri termini: la massa degli investitori ha sempre torto!

  Il problema, tecnico e filosofico, è ovviamente determinare quando un’opinione è ormai “di massa”.  Una prima e superficiale risposta deriva da un semplice segnale: quando si va al bar o all’ufficio postale e si sentono improbabili speculatori consigliare acquisti di titoli ai loro malcapitati amici, anziché parlare più innocuamente di calcio, di vacanze o altro, allora è plausibile che la non meglio definita “massa” stia condividendo un’opinione sui futuri rialzi borsistici.

  Qualcuno può pensare che la Borsa sia un gioco d’azzardo, analogamente alla roulette dove la massa perde sicuramente a favore del ‘banco’. In realtà è molto peggio: il gioco d’azzardo al Casinò è onesto perché si sa già, per matematiche considerazioni statistiche, che il ‘banco’ alla lunga vince sempre – ognuno decide quindi autonomamente se sfidare il Caso o meno.

  In Borsa, invece, il ‘gioco’ –se vogliamo ancora chiamarlo così- non solo non è trasparente, e questo lo intuiscono tutti, ma soprattutto è scientificamente pilotato per guidare i ‘buoi’, convinti di essere ‘tori’, al macello.

  Le tecniche di persuasione di massa, da quando venne pubblicato il famoso testo del 1958 di Vance Packard -“I Persuasori Occulti”- hanno raggiunto livelli di efficacia difficilmente immaginabili a chi non abbia conoscenza di elementi di psicologia cognitiva e di memetica; quest’ultima disciplina studia la relazione tra le credenze e la nostra mente, in termini di propagazione, penetrazione e riconfigurazione della nostra mente da parte di memi –che v’invito a immaginare come ‘virus culturali’.

  Questi virus culturali, studiati con gli stessi criteri e metodi della moderna epidemiologia, vengono creati, propagati e inoculati dai sistemi d’informazione, dai mass-media.   Non a caso i grandi gruppi finanziari e politici si contendono i mezzi di comunicazione di massa!

  Senza entrare ora nei dettagli di quest’aspetto, voglio comunque aprire uno spiraglio per intravedere un minimo di libero arbitrio e di autonomia decisionale, chiamando in nostro soccorso una  neonata disciplina scientifica nota come Teoria del Caos (o della Complessità), e una disciplina matematica relativamente più matura, ossia la Teoria dei Giochi.

  Se è vero che dietro alle decisioni di centinaia di milioni d’investitori in tutto il mondo vi sono in realtà memi, inoculati giornalmente tramite decine di notiziari, telegiornali e siti internet allo scopo di creare stati d’animo rialzisti ed euforici, piuttosto che ribassisti e depressi, è altresì vero che le manovre finanziarie di qualsiasi natura coinvolgono, tangibilmente e miserabilmente, una cospicua liquidità monetaria che esce da determinati mercati e titoli per entrare in altri.  Ciò è ovvio per tutti, ma s’inizia qui a ‘giocare’ con una grandezza fisica (la ‘massa monetaria’) che soggiace alle stesse rigide e deterministiche leggi che regolano le variazioni di altre grandezze quali ‘energia’, ‘inerzia’, ‘volatilità’. 

   Il sistema finanziario e borsistico è un fenomeno naturale come qualunque altro (maree, variazioni climatiche, movimenti tellurici, inondazioni del Nilo, ecc.).

  Ma questo fenomeno naturale è troppo complesso per poter essere valutato con gli strumenti e le capacità a disposizione anche dei computer più potenti; troppe variabili dovrebbero essere considerati: dai tassi di cambio, ai dati societari (e quali…?), dal flottante, alle dichiarazioni dei managers delle aziende interessate, nonché a quelle di Greenspan e persino, come dimostrano tutti i grafici borsistici del 1998, alle attività sessuali di Bill Clinton con Monica Levinsky!

  D’altra parte, sempre guardando asetticamente i grafici dei valori e dei volumi borsistici, tutti i grafici del periodo agosto-settembre 2001 sembravano aver presupposto l’epocale attentato del 11 settembre, attentato impensabile per tutti… o quasi.

  Reputi ci sia un’incoerenza tra la visione del sistema borsistico-finanziario come un fenomeno naturale complesso e la visione di un sistema pilotato dai mass-media tramite i memi…?   Sono due visioni incommensurabili, quindi inconciliabili?   Certo, hai ragione: lo sono! Esattamente come erano inconciliabili le due visioni della luce come ‘particelle’ o ‘onda’.  Esattamente come erano inconciliabili i due concetti di materia ed energia.  Esattamente come i concetti di determinismo e di probabilità.  La Fisica dell’ultimo secolo ha risolto tutti questi dilemmi inconciliabili in una logica, in un’ordine, in teorie superiori.   Ha conciliato l’inconciliabile.

   Fidati: in borsa risolveremo la stessa apparente inconciliabilità tra le due visioni su descritte nei prossimi articoli.

  Per il momento, riassumiamo la nostra consapevolezza:

a)      è ingenuo presumere di essere decisori autonomi delle proprie operazioni borsistiche, senza essere influenzati e persuasi dalle informazioni mass-mediatiche;

b)      non è sensato decidere acquisti e vendite sulla base delle sovrabbondanti informazioni che riceviamo: il sistema è tecnicamente complesso e ogni informazione potrebbe rivelarsi significativa nel tempo, proprio come insegna la Teoria del Caos con “L’Effetto Farfalla” (piccole e trascurabili variazioni oggi possono produrre significative e imprevedibili conseguenze nel tempo);

c)      è bene, quindi, ‘vaccinarsi’ contro le notizie, le informazioni e i consigli ricevuti dalle fonti d’informazione istituzionali, imparando ad analizzare soltanto gli asettici ‘stati’ fisici più semplici e oggettivi di quel complesso e caotico fenomeno che è la Borsa, ossia occorre studiare solo le quotazioni e i volumi trattati, con i loro reciproci andamenti e relazioni.

  Soltanto la piena consapevolezza di questi fenomeni può prevenire le innumerevoli trappole tese da “Qualcuno” che, come un Anti-Robin Hood, medita giorno e notte sulle modalità per carpire enormi masse di danaro alla massa di risparmiatori per portarle nelle casse delle lobby di potere, ossia “colà ove si puote ciò che si vuole”.

 

  A presto, ….con i possibili ‘vaccini’ e strumenti operativi.

 

Nicola Antonucci,  21 dicembre 2005

nicola.antonucci@libero.it

www.complexlab.it


by Nicola Antonucci last modified 06-04-2006 01:55
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