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ComplexLife: Alzati, Scienza!

Nicola Antonucci

Il tollerante che è intollerante verso gli intolleranti NON è intollerante! – Opinione di un Laico…

 

Il pietoso bailamme al quale assistiamo in questi primi giorni del 2008, a seguito delle contestazioni nei confronti di Ratzinger (papa Benedetto XVI) per la sua lectio magistralis presso l’Università Sapienza di Roma, rappresenta la ‘cartina tornasole’ della patologica situazione dialogica tra laici e clero cattolico.

A pagarne ulteriormente i costi è, e sarà sempre più, la Cultura Scientifica, già vilipesa da secoli di ostracismo vaticano, a partire dalla condanna di Galileo (1633) che ha richiesto ben 350 anni per un riconoscimento di errore (e di ‘colpa’…?) da parte di Wojtyla (papa Giovanni Paolo II), poi rinnegato da Ratzinger che il 15 marzo 1990, ancora cardinale, ha dichiarato: “Il processo della Chiesa contro Galileo fu ragionevole e giusto”, e, successivamente, “la riabilitazione da parte di Wojtyla fu semplicemente un pragmatico gesto politico.”

Ma cosa deve fare la Cultura Scientifica per ripristinare in Italia la dignità che le compete, e che le viene invece pienamente riconosciuta in nazioni quali Francia, Inghilterra, Germania, Stati Uniti, India, Cina e in tante altre nazioni che stanno sviluppando conoscenze e tecnologie che umilieranno i primati italiani in settori quali Abbigliamento, Alimentare, Arredo, Accessori (moda).

I nostri famosi settori delle eccellenti delle “4 A” - ma quand’è che qualcuno capirà che ci sono anche la “B”, la “C”…?!

Oltre ai preziosissimi e autorevoli interventi di personaggi come 'Umberto Veronesi' - un vero 'santo laico' (se mi consentite l'ossimoro...) con le sue posizioni su eutanasia, aborto, pillola RU486, eccetera... - ecco cosa suggerisco alla Cultura Scientifica per elevare di qualche decibel il livello della propria dignità rispetto a quelle sempre più rivendicate e imposte dalle culture religiose:

  1. ascoltare e prendere piena consapevolezza delle tante umiliazioni inflitte, a partire dalla triste enciclica di Wojtyla “Fides et Ratio”, laddove, dopo tanti salamelecchi e bla bla, si afferma che “l’ultima parola spetta alla Fede”, mentre il ruolo della Ragione (leggasi: Scienza ) è quella di “ancella della Fede” (sic!)
  2. Incrementare, in conseguenza alla precedente consapevolezza, il livello di incazzatura, così come ben espresso dagli studenti romani dell’Università La Sapienza che si sono comportati in modo ‘politicamente scorretto’, non ‘rispettando il dovuto rispetto’ nei confronti della figura del papa, esprimendo ‘cose non carine’ nei suoi confronti, ma… se non s'incazzano almeno gli studenti, chi altro lo farà?!  Meno male che c'è ancora qualcuno capace di indignarsi! Forse, la misura della tolleranza laica verso discorsi, posizioni e comportamenti sempre più integralisti, intolleranti e reazionari è ormai colma?  Credo proprio di sì!
  3. Spegnere il dialogo, interrompere l’ascolto o visione di programmi radiotelevisivi, non acquistare testate giornalistiche, quando diventano espliciti la derisione e lo scherno, anziché replicare con una qualsiasi argomentazione, verso quegli scienziati che ‘si permettono’ una visione materialistica e riduzionista del fenomeno religioso, oppure di criticare chi condanna l’evoluzionismo sulla base della sola ‘fede’ nel Disegno Intelligente (il più elevato ‘parto intellettuale’ del clero dopo le tante sciocchezze dette dal 1859 – anno di pubblicazione de “L’origine delle Specie” di C. Darwin). Personalmente, sono rimasto profondamente deluso dal, per altro sempre apprezzato, programma di Radio  Rai3 “Uomini e Profeti”, quando, nel dicembre 2007, la stimata conduttrice Gabriela Caramore ha ‘dato corda’ al pastore valdese Paolo Ricca che dichiarò (riferendosi a scienziati quali R.Dawkins, D.Dennett, P.Odifreddi): “non capisco l’atteggiamento puerile degli scienziati che esprimono tesi fermamente materialistiche e anti-religiose”, e per colmo della mia bile…. “con certe persone il dialogo non è possibile” (è proprio umano, molto umano attribuire agli altri i propri difetti!).   BASTA !!!!
  4.  Fin qui, la fase destruens, o meglio: di vaccinazione e protezione contro i perniciosi  ‘virus mentali’ (‘memi’)  anti-scientifici. Ma passiamo ora alla fase costruens, pro-vocatoria e, ammetto, audace:
  5. La Scienza deve tornare con coraggio (sì: coraggio!) alle istanze fondamentali di ogni Essere Umano, da troppo tempo ‘off limits’ per le scienze e quindi ‘gestite’ in esclusiva dalle religioni: lo scopo della vita, la felicità, “la paura di quella regione oltre la morte dai cui confini nessun viaggiatore ritorna” (Amleto), il sentimento del peccato, la salvezza…. 
  6. Tornare quindi a usare il linguaggio e i concetti delle religioni – molto attente a qualsiasi esigenza umana non soddisfatta altrimenti…. - purché reinterpretati in linguaggio e concetti scientifici.

Una ‘conversione semantica’ di tutti i valori fondamentali per quel marketing dell’aldilà che deve tanto disprezzare (per vendere di più…) l’aldiqua!

Prime modeste proposte per una ‘conversione semantica’ del linguaggio e dei concetti religiosi, per riappropriarsi scientificamente di quei territori non più esclusivi delle religioni, e aprire un Dialogo più umano con tutti gli Esseri Umani bisognosi di risposte alle questioni fondamentali della vita e della morte.

Sfrutterò anche alcune citazioni di belle persone che ci aiutano in questo audace percorso, distinguendo le interpretazioni di un tipico Bright (clicca qui per il sito italiano dei Bright ) da quelle alternative di un tipico Oscurantista:

* SCOPO / SENSO DELLA VITA:  “Si nasce per vivere, non per prepararsi a vivere” (B.Pasternak).

Bright: Rimandare qualsiasi scopo a ‘regioni’ oltre la vita (nell’aldilà), o al di fuori della nostra essenza umana (nella venerazione di entità superiori), allontana ciascuno dal “diventare ciò che si è veramente”. Ciascuno può realizzare meglio le proprie potenzialità soltanto studiando la propria natura, comprendendola, accettandola e, soprattutto, sviluppandola.  E la propria natura è trascritta, soprattutto nei primi 8 anni di vita, nel nostro sistema neuro-endocrino-immunitario.

Lo scopo della vita è pertanto conoscere e nutrire, per svilupparla armoniosamente, la propria unica e irripetibile natura psico-fisica.

Oscurantista: L’alternativa dei ‘semplici di spirito’ è di semplificare tutte le varietà di nature umane, condannandole, limitandole e reprimendole a una sola, quella considerata ‘normale’ (così, la società produttiva è più efficiente e controllabile…)

 * FELICITA’:  “Il paradiso è su questa terra, l’inferno è non saperlo” (Anonimo)

Bright: Solo la realizzazione del vero Scopo della Vita (vedi punto precedente) può essere il presupposto possibile per la Felicità, qui e ora, non in un ipotetico aldilà post mortem.

La Felicità è definibile da determinati equilibri ormonali e funzionalità comunicative tra neurotrasmettitori e recettori.

La Felicità è pertanto conoscere e nutrire il nostro delicato equilibrio mentale (libri, dialogo, visioni del mondo...), ormonale (alimenti) e immunitario (elementi bio-chimici, armonia psico-fisica…)

Oscurantista: L’alternativa è di definire ‘agostinianamente’ la felicità come vicinanza a Dio, e l’infelicità come sua assenza.  Ecco perché, forse, regna incontrastata l’infelicità in tanti momenti della storia umana: Dio era assente?  Nel qual caso vale la ‘giustificazione’ di un grande ateo quale Stendhal: “L’unica giustificazione di Dio è… di non esistere.”)

* VITA/MORTE: “La mia vita è mia!” (Io)

Bright:  Finché ‘qualcuno’ continua a sostenere il paradosso che “la vita è un dono di Dio che, a differenza di qualsiasi altro dono, rimane di proprietà del generoso Dio-donatore” (incredibile, vero…?!), allora ciascuno può benissimo rimanere condannato a soffrire fino al permesso di ‘qualcuno’ a interrompere questo ‘dono’!  Eutanasia  e suicidio sono vietatissimi perché altrimenti “chi sopporterebbe le sferzate e le irrisioni del mondo, l’ingiustizia dell’oppressore, (…) gli insulti che il merito paziente riceve dagli indegni, quando egli stesso potesse procurarsi la sua liberazione con un nudo pugnale?” (Amleto).

Soprattutto, come potrebbero i Poteri avere sempre a disposizione ‘carne da guerra’ oppure ‘meri ingranaggi produttivi’ (ti ricordi ‘Tempi Moderni’ di C.Chaplin?) se ciascuno potesse dire “No, grazie – rinuncio!” ….?

La vita e la morte devono pertanto tornare a chi appartengono, senza sentirsi in debito per alcun ‘dono’ mai chiesto,  anche perché… “Chiuso nella mia creta, ti ho forse chiesto io, creatore, di farmi uomo? Ti ho forse chiesto io di suscitarmi dalle tenebre?” (Paradise Lost – J.Milton)

Oscurantista:  Soffrire, soffrire, soffrire nell’aldiqua…. per meglio sperare e volere l’aldilà! (‘marketing dell’aldilà’).

 

Qualcun altro, ora, vuole contribuire a ‘tradurre’…

  • * PECCATO
  • * SALVEZZA:
  • * PAURA DELLA MORTE:
  • * Altro…..

Grazie a tutti!

Nicola Antonucci



Ma non sapevo di potere

Posted by cmazzuc at 18-01-2008 12:06
La lettura dell'ultimo libro di Richard Dawkins (L'illusione di Dio), mi permette di fare una citazione che si trova nella prefazione. E' un aneddoto della vita dell'autore:

"Da bambina, mia moglie detestava la scuola e proprio non avrebbe voluto andarci. Anni dopo, più che ventenne, confidò il suo antico cruccio ai genitori. <<Tesoro>> disse stupita la madre << perchè non ce l'hai detto?>> La risposta di Lalla è l'argomento del libro: <<Ma non sapevo di potere>>.

Esattamente come chi nella storia ogni tanto scopre di 'poter gridare' che il re è nudo, anche alla Sapienza è successo che una prima minoranza ha compreso di 'potere' e nel farlo ha reso pubblico a tutti e evidente che ribellarsi è possibile così come uscire fuori dal coro ( un coro politico e mediatico sotto gli occhi di tutti) per manifestare una sana indipendenza di giudizio, anzi 'mente sana toot court'.
Carlo

Il feedback della contestazione

Posted by cmazzuc at 18-01-2008 12:08
C Commento spedito via email da Sergio Sabetta)

Rifacendosi a quanto recentemente accaduto alla Sapienza e all’articolo complexlife: alzati, scienza !, è bene fare una rapida riflessione sulla contestazione formatasi presso l’Istituto.
Molti si sono lamentati del fatto, forse le modalità e i termini della contestazione non sono stati dei più felici, tuttavia estremamente utili alla Chiesa come istituzione che agisce secondo etica nella politica.
Non si tratta di contestare i dogmi, ossia le decisioni dell’autorità ecclesiastica e dei Concili sulle materie fondamentali della fede, bensì l’azione politica diretta ed indiretta dell’istituzione ecclesiastica.
Se in materia di fede vi è l’infallibilità del Papa non altrettanto può accadere nel momento dell’azione politica nelle specifiche ipotesi.
La Chiesa è composta di uomini di per se stessi molte volte deboli e pertanto forniti di immodestia ( se non di una forte presunzione della correttezza del proprio agire ), la superbia che ne può scaturire, con tutti gli errori e le sofferenze tragiche di cui è costellata la storia - come del resto in tutti i dogmatismi - ha bisogno di un forte limite esterno, un correttivo che riporti nei giusti limiti, se non creando dubbi, l’azione dell’istituzione.
Niente è più distruttivo del successo ideologico, che dà solo certezze e non dubbi, preparando la violenza psichica del presunto giusto, di colui che si ritiene depositario e modello del comportamento. Ed è questa la china per cui può scivolare un’autorità religiosa salda nella fede, ma senza dubbi sulla bontà del proprio agire, si crea un feedback positivo ( il demone) in cui l’effetto cumulato delle relazioni del ciclo dà algebricamente un segno positivo fino alla possibile esplosione, “verso l’alto”, o al contrario all’implosione catastrofica, “verso il basso”.
Necessita quindi un feedback negativo (l’angelo), in cui l’effetto cumulato porti al segno negativo stabilizzando pertanto il sistema ed impedendo un circolo auto-catalitico molto pericoloso.
La contestazione in quest’ottica acquista una valenza del tutto positiva in quanto mette alla prova l’esattezza dei termini del pensiero, si dovrà anzi ringraziare questa opportunità di riflessione non auto-incensante offerta da tale contestazione.
Salvo degenerare, se non stimolato dalla contestazione il rinascere del pensiero politico può trasformarsi in un nuovo dogmatismo, occorre però non spaventarsi alle grida e scendere nell’arena del confronto che non dovrà essere comunque gestito dai mass-media e dagli interessi dei membri delle varie corti, ma portare il dialogo a coloro che lo aspettano.
Si vedrà in futuro se quanto accaduto possa diventare elemento di rafforzamento e correzione dell’agire delle istituzioni ecclesiastiche, in quanto si tratta solo della sfera politica e non di quella relativa ai dogmi.

Scentia est potentia

Posted by nicolaantonucci at 22-01-2008 16:29
Grazie Carlo e Sergio per i pertinenti commenti!
Le questioni del "potere" e della "azione politica" vanno a braccetto, e la scoperta del "sapere di potere" DEVE essere un propulsore di una specifica azione politico-sociale.
Anche perché.... il clero vaticano lo sa già e lo persegue da 'qualche secolo'!
"Sanno di potere" e agiscono sul piano politico, sociale e culturale, fin dall'infanzia, proprio per condizionare più efficacemente le strutture mentali delle masse.
Occorre il coraggio dei laici di replicare sempre, ma soprattutto di 'non replicare' o 'lasciare replicare' quando è evidente l'integralismo oscurantista e anti-dialogico delle posizione del neo-inquisitore.
Nicola

Matrimoni stretti

Posted by cmazzuc at 22-01-2008 16:58
....vanno così a braccetto che siamo riusciti a far cadere un altro governo.
Nel frattempo però sono arivate a più di diecimila le firme inviate ai professori della Sapienza a sostegno della loro iniziativa.
Carlo
by Nicola Antonucci last modified 25-02-2008 17:01 Nicola Antonucci 2008
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