Ricerca e studi sulle teorie della organizzazione

Pensieri di complessità
Non esistono eventi sconnessi tra di loro. Esiste solo il nostro modo di non riuscire a vedere la relazione nella quale sono posti. Quando si fa il salto nell...

Organizzazione, organizzazione ed ancora organizzazione...
Confesso di essere una fan accanita del concetto di organizzazione. Qualsiasi studio conduca, in qualunque situazione mi trovi non riesco ad analizzare gli eve...

La prima dimensione della complessità: la rete
La rete non ha forma ma permette di creare nuove forme. L’essere in rete, il viverci, non significa solo occupare uno spazio virtuale ma anche e soprattutto...

Prodromi di complessità
Da sempre la mente umana ha cercato di mettere ordine nel caos. È bastato avere un nuovo “paio di occhiali” (un computer) per vedere le cose sotto un altro...

Managment e complessità, non una scelta ma una necessità...
Sappiamo di dover fare il nostro ingresso in un nuovo paradigma e siamo consci che ciò comporterà una serie di mutazioni che investiranno tutti gli aspetti de...

la civiltà che ci attende...
...se saremo in grado di costruirla! Viviamo in un caos di notizie che dobbiamo metabolizzare e che non siamo culturalmente preparati a fare. Si potrebbe di...

Arianna, Virgilio e la rete.... ovvero amore, conoscenza e complessità
La rete è la struttura fondante la complessità. Per non perdercisi dentro occorre sapersi orientare. Il problema è come fare e forse Arianna e Virgili...

In origine...
per iniziare a parlare di organizzazione quotidiana...
 

 
A fine testo il bottone per commentare e partecipare alla discussione
complessità

Organizzazione, organizzazione ed ancora organizzazione...

Mara Di Bartolomeo

 (tratto da Mara Di Bartolomeo L'essere in rete. La dimensione organizzativa dell'e-business, Aracne Editrice, Roma 2006)

Confesso di essere una fan accanita del concetto di organizzazione.

Qualsiasi studio conduca, in qualunque situazione mi trovi non riesco ad analizzare gli eventi se non in chiave organizzativa.

Credo che sia una deformazione professionale.

Ciascuno di noi vede il mondo dal suo punto di vista.

Il mio è questo.

Potrei addirittura affermare che tutto intorno a noi è organizzazione.

È un dato di fatto.

b9.jpgUn evento oggettivo è che, se state leggendo questo testo comprendendone il senso, significa che il vostro essere (organizzazione complessa chiamata uomo), interessando l’apparato visivo (insieme di cellule organizzate con un fine predefinito) riesce a trasmettere al cervello (altro apparato di cellule organizzate) dei segnali che verranno riconosciuti all’interno di un linguaggio (organizzazione di segni) permettendo a me (altra forma di organizzazione complessa) di trasmettere un messaggio (altra organizzazione di segni), che a sua volta, giunto a destinazione, modificherà l’organizzazione culturale esistente allargandone le basi.Questo era solo un esempio per mostrare come, dalla chimica alla biologia, dalla semantica alla psicologia, la nostra vita e il nostro oggetto di studio sia rappresentato da forme di organizzazione complessa. La nostra famiglia è un’organizzazione, anche l’azienda dove lavoriamo, come lo stato in cui viviamo e la cultura a cui apparteniamo.

Tutto ciò che siamo e che ci circonda è fondato sul principio dell’organizzazione per cui parti diverse per essenza e per funzione di un unico interagiscono tra di loro in vista di un fine.

Il buon Cartesio, scindendo la mente dal corpo diceva “cogito, ergo sum”, ovvero “penso, dunque esisto”.

Oggi noi potremmo dire “esisto perché sono un essere organizzato”.

Non c’è una separazione tra mente e corpo ma solo un insieme di livelli di organizzazione sempre più complessa.

Organizzazione dell’organizzazione.

Da Taylor[1] in poi gli studiosi si sono occupati delle forme “economiche” dell’organizzazione.

Le ricerche si sono orientate principalmente verso le aziende ed i loro processi di produzione e di gestione delle risorse.

Ciò ha delimitato, fino ad ora, il campo di studi solo a questa forma di organizzazione perché, ovviamente, è quella più redditizia.

Oggi, dopo un secolo, le cose sono cambiate e l’attenzione degli studi è su come evolvono le strutture organizzative perché dobbiamo capire come far evolvere in modo non cruento la società.

Ciò che chiamiamo “vita” non è altro che un’organizzazione in divenire programmata in base ad un codice chiamato DNA che ha come finalità l’evoluzione stessa dell’essere.

L’organizzazione è la vita stessa, l’essenza che dipana la sua matassa nel movimento, nella continua evoluzione di sé.

 Un attimo prima sono e un attimo dopo qualcosa in me è già cambiato e non sono più esattamente ciò che ero prima, anche se sono sempre me stesso.

Movimento e stasi.

L’essere e il non essere, insieme.

La vita è una forma di organizzazione in costante e continuo cambiamento.

Tutto ciò che è organizzazione è in divenire.

Le nostre aziende e le nostre famiglie sono organizzazioni in costante evoluzione, indipendentemente dalla nostra volontà.

Non possiamo fermare i cambiamenti che naturalmente le modificano.

Potremmo, al limite, governarli e dirigerli, se conoscessimo i principi che regolano lo sviluppo delle forme vitali, come avrebbe voluto Comte.

Quello che abbiamo studiato fin ora è stata la “meccanica” dei processi organizzativi e ciò ci ha portato a pensare di poterli governare, appunto,  “meccanicamente”.

Una macchina non evolve e le organizzazioni non sono macchine.

Se volessimo iniziare uno studio serio dovremmo definitivamente abbandonare la cartesiana idea della natura come macchina per abbracciare quella per cui la vita, di cui noi esseri umani facciamo parte, è un’organizzazione in continua evoluzione.

“L’essere è e non può che essere” diceva Parmenide[2].

Noi potremmo dire “ l’essere è ed è in evoluzione”.

E noi, come ci poniamo di fronte a questo tema?

Infatti, se l’organizzazione è la forma reale attraverso cui la vita si genera mutando in altre forme, per analogia, così come ci poniamo nei confronti della vita, ci porremo nei confronti dell’organizzazione.

Quest’ultima è un contesto all’interno del quale “ci siamo tutti”. Risulta molto difficile guardare le cose dall’esterno, come pretendeva Cartesio, perché siamo parte integrante di ciò che guardiamo, anzi, tutto sommato, siamo solo una piccola parte di un immenso che pretenderemmo di conoscere ed esplorare[3].      

Organizzazione, vita, evoluzione, codici, finalità, intelligenza: questi sono i temi della ricerca del nostro futuro.

Buon lavoro dunque a chiunque di voi sia impegnato a farlo.

Per contattarmi...

 



[1] Frederick Taylor (1856-1917) è conosciuto come colui che per primo studiò in  modo razionale l’organizzazione e la parcellizzazione del lavoro in fabbrica realizzando la Teoria scientifica del Managment (1911).

[2] Parmenide era un filosofo greco di Elea, vissuto nella prima metà del sec.V a.C. la cui dottrina dell’essere costituisce una tappa tra le più rilevanti nella storia del pensiero antico.

[3] Questo concetto è spiegato, a livello fisico, dal Principio di Indeterminazione di Eisemberg.


by Mara Di Bartolomeo last modified 06-04-2007 10:11
Document Actions
Commenti a questo Articolo

Contenuti allegati
Area Download
Articoli referenziati
Utenti referenziati

Altri Articoli della Sezione
Pensieri di complessità
Organizzazione, organizzazione ed ancora organizzazione...
La prima dimensione della complessità: la rete
Managment e complessità, non una scelta ma una necessità...
Arianna, Virgilio e la rete.... ovvero amore, conoscenza e complessità
Prodromi di complessità
la civiltà che ci attende...
In origine...








Powered by Plone, the Open Source Content Management System

Cockpit and Aerodynamics: Mediatria - Engines: Reflab

This site conforms to the following standards: