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Recessione e "progetto complessità": un commento autorevole

Piero Ostellino

Quello che lei chiama metodo galileiano (di Cipolletta) è l'applicazione del metodo della ricerca nelle scienze naturali alle scienze sociali. E' la presunzione razionalistica in cui è incorso l'Occidente dal secolo dei lumi in poi fino a Marx e ai totalitarismi del secolo scorso. La presunzione di poter controllare la conoscenza e di poterla comporre in un sistema razionale e gestibile.

Invece, l'individualismo metodologico (e liberale) parla di conoscenze disperse fra gli uomini e non componibili in un solo sistema razionale. Gli uomini nella libera ricerca dei propri fini producono inconsapevolmente effetti pubblici non totalmente prevedibili, ma spesso utili a tutti.

A mio avviso, il problema non è di imbrigliare gli uomini in un sistema razionale e gestibile di previsione e di azione, ma di facilitare il loro libero perseguimento dei propri fini.

Sì, sono liberale. Ma nessuno è perfetto.

Ostellino



Individualismo metodologico e processi emergenti

Posted by alephv at 23-02-2008 10:47

Mi sembra che l'individualismo metodologico corrisponda a quello che la metafora della complessità definisce "processo emergente". E' il processo che, a quanto pare, ha generato i sistemi complessi, noi umani e le nostre società compresi. Io credo che la metafora della complessità permetta di andare anche oltre. Permetta di portare a sintesi la libera dinamica individuale della ricerca dei propri fini. Non con una gabbia razionale, ma con una capacità di ascolto e valorizzazione. Abbiamo provato a sviluppare un metodo per raggiungere questo obiettivo. Lo abbiamo denominato Sorgente Aperta. E' pubblicato sul nostro sito. Può essere utile per cambiare radicalmente il modo di fare politica. Può essere utile per cambiare profondamente le nostre imprese perchè il cambiamento (non il funzionamento, che deve essere direttivo) che accade è solo frutto di una progettazione comune tra tutti coloro che lo dvono realizzare. Quanto le Ferrovie avrebbero bisogno di Sorgente Aperta.

Il mondo a due dimensioni

Posted by allucco at 23-02-2008 13:53

Interessante il commento di Ostellino. Riconosce che il pensiero razionale di stampo galileano e' alla base di una presunzione tutta Occidentale che ci perseguita dal secolo dei lumi. Poi pero', essendo il mondo piatto, a due sole dimensioni, l'unica alternativa e' quello di vagolare sull' immenso "piano" del reale nell'attesa di "effetti pubblici" di utilità universale.

E se la realtà fosse "complessa"? Se cioè oltre al razionale e alla libera ricerca, che pure si muove con gli stessi strumenti della razionalità galileana come appunto Zanotti sosteneva commentando Cipolletta, ci fosse altro, ben altro, che affonda il suo principio proprio nel liberare le energie dei singoli?

L'individualismo metodologico (e liberale) poi alla fine si compone in qualche sistema "intellegibile" (altrimenti non sarebbe fruibile dagli altri) e lo fa con logiche razionali che, ci piaccia o no, sono quelle vecchie di duecento anni. C'e' bisogno di ricercare una "chiave di lettura" e nuovi strumenti più in profondita, in una dimensione diversa. Soltanto individuandola potrà riprender senso tutto, anche il liberalismo.

complessità e nuovo paradigma

Posted by gateitalia at 23-02-2008 17:37

Finalmente il tema della complessità legato a quello del nuovo paradigma raggiunge un vasto publico. L'approccio meccanicistico, ancora presente in vari aspetti della nostra vita, poco per volta viene sostituito da quelllo sistemico. Il metodo politico non è ancora stato influenzato dal modello del nuovo paradigma anche se , come questo stesso strumento dimostra, dovrà sempre di più includerlo. Acuni segnali si riscontrano nei metodi elettorali anche se le resistenze restano forti, e diviene troppo lunga la transizione che in molti settori è invece già avvenuta. Si deve sicuramente all'impegno di F.Capra ed al suo gruppo di lavoro il tentativo di teorizzare il nuovo modello di analisi che è la risposta alla complessità. La presunzione, come dice Ostellino, ha governato e governa ancora e fa molto piacere verificare che quel concetto che in tutto il mondo nascono persone e gruppi che condividono questo stesso nuovo modello, sta accadendo e l'impegno di tutti deve essere quello di metterlo al centro di ogni tema, di ogni convegno, di ogni intervento. Imbrigliamo ancora l'analisi dello sviluppo a vecchi indicatori, imbrigliamo ancora l'economia ad una vecchia borsa, imbrigliamo ancora le aziende a vecchi schemi organizzativi e strategici che non danno più sviluppo. Ci sono segnali nel mondo del commerico soliale e del sitema di finanza etica, ma sono ancora piccoli tentativi. Creare un movimento culturale che abbia la forza di proporre nuove soluzioni di rottura è la responsabilità centrale di quella gnerazione che oggi può cambiare il sistema. Ecco l'invito che colgo dall'intervento di Ostellino nella sua ammisione di essere un liberale. Buon lavoro Giuseppe Florio

Rifocalizziamo

Posted by alephv at 23-02-2008 21:39

Ho letto con passione lo svolgersi del dibattito. Credo che sia necessario un contributo di rifocalizzazione. Si sta girovagando troppo sulla complessità. Si rischia che siano solo esortazione retoriche. Vorrei riprendere la concretezza del dibattito con Cipolletta. Siamo di fronte ad una contrapposizione di tesi che meriterebbe qualche commento, qualche presa di posizione. Anche perché la scelta tra le tesi contrapposte ha pesanti implicazioni sul Governo del nostro sviluppo prossimo venturo. In sintesi, ecco le contrapposizioni. La recessione cade dal cielo e è frutto dei nostri comportamenti? La storia umana deve per forza altalenare tra sviluppo o recessione o è possibile immaginare uno sviluppo ordinato e continuo? Occorre regolare i mercati finanziari o riprogettare il sistema economico? Da che parte state? Che altre opinioni avete?

Conciliare gli opposti...?

Posted by nicolaantonucci at 25-02-2008 17:21
Nel soddisfare, spero, sia i liberali, sia i seguaci dell'individualismo metodologico, sia i cultori della complessità, sia gli utopisti (che perseguono un mondo migliore... vicino!), cito F.van Hayek:
"Le scienze sociali studiano le conseguenze ININTENZIONALI delle nostre azioni INTENZIONALI"
Ecco cos'è in sintesa la teoria della complessità (con le sue 'biforcazioni' e 'scenari' immaginabili ma imprevedibili) e la conseguente necessità di partire dal SINGOLO INDIVIDUO per comprendere le relazioni DIALOGICHE tra lei/lui e gli Altri.
E comprendere, soprattutto, quanto questo Dialogo sia sano, ossia: argomentato, falsificabile, contestualizzato, ad rem (e mai ad personam come invece amano i politici e gli ignoranti).
A noi il compito di diffondere questa cultura 'liberal-individual-dialogico-complesso'.... :-))
Il resto è (meglio che sia...) silenzio!
Nicola Antonucci

Ripensando...

Posted by allucco at 27-02-2008 10:50

...a qualche giorno di distanza dal mio commento all'intervento di Ostellino, desidero aggiungere un ulteriore contributo, spero, chiarificatore. Mi sembra di cogliere, nelle parole del nostro illustre ospite, la seguente contrapposizione: scienze esatte applicate alla realtà= marxismo, alternativa=liberismo. Mi scuso da subito se ho troppo banalizzato, ma tale contrapposizione la colgo quotidianamente, sopratutto in questo periodo, anche nei numerosi dibattiti e proclami della campagna elettorale che ci affliggerà ancora per diverse settimane. Se è vero che la "scienza nel reale" ha visto a sinistra la sua celebrazione e la sintesi attraverso un operazione intellettuale, il libro di Marx, poi smentito dalla storia, il liberismo si rifà ineluttabilmente allo steso paradigma "scientifico" ma su altre basi. I liberi soggetti umani, infatti, si rivolgono ad un modello che più galileano non si può: il concetto di impresa-azienda, poi esteso a tutte le forme di aggregazione umana, basato su un modello "macchina", che non mi pare stia dando quelle risposte ai desideri di benessere e sviluppo dell'umanità. Inoltre tale modello macchina è la genesi della reazione di Marx. Quello che voglio dire che Galielo è alla base del pensiero di tutti noi, comunisti e liberisti, destra e sinistra, progressisti e conservatori, perchè appoggia, o contesta a secondo i punti di vista, sempre lo stesso modello: la società, in tutte le sue forme, come "meccanismo" fatto di parti discrete con funzionamento assegnato o da comprendere. Il superamento di questo modello non avverrà attraverso ricette più o meno efficaci di messa a punto di tale macchina, ma abbandonando il concetto stesso di macchina per adottarne di nuovi. Quali? Il pensiero scientifico, graziaddio, non si è fermato al 1600 e spiccioli, ma è andato avanti, molto avanti, fornendo metafore, modelli, strumenti di comprensione delle realtà che vanno ben al di là di ciò che immaginiamo. La matematica, che il pensier comune ritiene potentissimo strumento di indagine della natura, ha definito i suoi limiti nel modo che sa fare: dimostrandoseli. La fisica, che tutti individuano come la madre del nostro benessere materiale, ha realizzato la limitatezza del confronto sensoriale con la natura arrivando a ipotesi che hanno del fantascientifico: universi paralleli, leggi fisiche che hanno una loro validità sì universale ma con un tale numero di condizioni al contorno da farle apparire quasi inutili, se non per qualche ingegnerucolo che ne trova piccola applicazione per il sollievo di noi comuni mortali. La stessa genetica si è arresa all'ipotesi che non siamo semplici risultati di un'addizione di mattoncini alla "Lego", ma qualcosa di ben più complesso. Ma chi è al corrente di questo patrimonio e bagaglio di conoscenze? E, sopratutto, come far sì che tali principi intellettuali possano essere messi a frutto per produrre nuove strade di sviluppo? E' questa la terza dimensione a cui facevo cenno: non categorizzare quello che in queste modeste pagine viene detto a proposito delle "caselle mentali" esistenti, ma intravedere in queste voci l'indicazione dell'esistenza di un nuovo "piano". E per far questo un po' di disponibilità ad apprendere, almeno concettualmente, ciò che è successo negli ultimi quattro secoli in quell'attività umana chiamata scienza, manco farebbe male!

by csr last modified 26-02-2008 11:06
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