Complessità e complicazioneLa Provocazione..La complessità non è la complicazione. Ciò che è complicato può essere ridotto a un principio semplice e se la situazione fosse solo complicata, cioè intricata e multidipendente, forse sarebbe sufficiente effettuare delle riduzioni ( atomi-particelle, fonemi del linguaggio, basi del codice genetico ecc.). Questo approccio però purtroppo non spiega nulla anche se spesso pretende di spiegare tutto. Il problema vero è che è inutile cercare di convertire ciò che è complicato in regole con una base semplice, ma si tratta invece di accettare il fatto che alla base di tutto c'è la complessità. La Nostra RispostaLa differenza tra complessità e complicazione è illustrata molto bene in un libro di Edgar Morin (Educare all'era planetaria): " complesso, complicato si applica ad una questione della quale bisogna considerare i numerosi apsetti, poichè è difficile da comprendere o da risolvere". L'accostamento tra i due termini avviene nel linguaggio di tutti i giorni ma anche nella pratica quotidiana in ambiti scientifici. Complessità è un termine ambiguo che deriva dal punto di vista etimologico dal latino 'complectere' la cui radice significa intrecciare, collegare. Il suffisso 'com' da al termine un senso di dualità e circolarità facendo pensare alla realizzazione di un cestino di vimini. La complessità può anche evocare significati diversi quali l'ingarbugliamento o il groviglio come elementi di difficoltà generati da situazioni complesse che portano a stati di indecisione, dubbio e confusione. La complessità quindi può legittimamente essere vista come un intreccio disordinato di molti elementi tra loro eterogenei ma intrecciati tra loro in modo inseparabile. Nei sistemi complessi l'intero non è mai la somma delle sue componenti, se l'intero è suddiviso nelle suo componenti queste non possono più essere ricomposte a formare lo stesso intero e mentre è possibile giustificare l'esito di un'azione con il senno di poi è impossibile arrivare alle stesse valutazioni in anticipo. Ciò che è complicato invece, contrariamente a ciò che è complesso, può essere ridotto a qualche principio più semplice e quindi diventare in qualche modo più comprensibile. Le relazioni tra cause ed effetti in una situazione complicata sono note, l'intero è solitamente la somma delle sue componenti e dovrebbe essere possibile ricostruire l'intero a partire dalle sue componenti nello stesso modo in cui si trovava prima della sua riduzione in parti. Da questa distinzione è evidente che gestire un sistema complesso è diverso dal gestirne uno complicato. Bisogna infatti abituarsi a realtà delle quali poco si conosce e nelle quali le relazioni tra le varie entità che le compongono non sono trasparenti, devono essere portate a galla e poi gestite. Nella realtà manageriale di molte organizzazioni continua comunque a prevalere l'uso di modelli, approcci, tecniche e strumenti tradizionali che si affidano alla predittibilità di sistemi che, essendo complessi, poco hanno di prevedibile. Questi approcci partono tipicamente dall'enunciazione di ipotesi che sono pertanto condizionate dai condizionamenti culturali, comportamentali e relazionali delle persone e che come tali sono quasi sempre imprevedibili. Se non si tiene conto di questo aspetto umano si continueranno a proporre ed utilizzare strumenti e tecniche inappropriate. Il punto di partenza pertanto è di riuscire ad individuare i problemi da affrontare e di categorizzarli come complicati o complessi, in modo da poter individuare strumenti più adeguati ed efficaci. Questo approccio permetterà anche di guardare all'organizzazione come organismo che non può essere reingegnerizzato senza tenere conto degli attributi, competenze e capacità che la caratterizzano. Prima di decidere è necessario riconoscere le caratteristiche di fondo dell'organizzazione ed individuare le trame esietenti e quelle emergenti per poterle gestire meglio. ....ma quanti sono disposti a riconoscere la complessità e quanti sono dotati degli strumenti culturali adeguati per poterla affrontare e gestire all'interno delle organizzazione nelle quali operano? Una domanda rivolta in primo luogo ai collaboratori di ComplexLab ma anche ai frequentatori del nostro sito. |
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