Network organization
I confini tra imprese, settori, mercati, fornitori ecc. sono sempre meno definiti e precisi e manifestano notevoli elementi di variabilità e indeterminatezza. In questo tipo di contesto l'azienda non è più l'unità primaria. Essa è invece rappresentata dalla rete e la performance economica dipenede sempre più dalla gestione delle alleanze e delle relazioni. Ora mentre il principio teorico sembra ben consolidato ed accettato, la realtà economica italiana sembra persistere in una visione industriale tradizionale che vede la performance determinata all'interno della singola azienda e da situazioni contingenti. Cosa ne pensate? Qual'è oggi il grado di innovazione, creatività delle aziende italiane?
Come favorire il cambiamento.
Tutti sembrano essere alla ricerca del cambiamento, ma quanti sono in grado di comprendere il proprio comportamento e quello degli altri per poter stabilire se si tratta di cambiamenti transitori, oppure di cambiamenti stabili o ancora di fenomeni che possono evolversi dando luogo ad altri cambiamenti? Un argomento di riflessione non facile ma soprattutto aperto a soluzioni diverse.....
Perchè le teorie della complessità...
Sono un manager d'azienda che ha fatto dell'apprendimento continuo una scelta. Credo che per sopravvivere ed evolvere i sistemi umani debbano costantemente adattarsi al nuovo e per farlo debbano continuare ad apprendere. Dopo la lean organization e la learning organization oggi si sente molto parlare di nuovi approcci e nuove teorie che dovrebbero aiutare il management ad affrontare le nuove sfide. Voi vi appellate ai principi della teoria della complessità. Quali sono le discipline e i modelli che proponete?
Apprendimento e innovazione
"Il nostro senso di smarrimento deriva dal fatto che, se apprendimento e innovazione sono due necessità irrinunciabili, essi risultano essere sempre più difficili" (McKelvey, 2001)
Complessità e complicazione
La complessità non è la complicazione. Ciò che è complicato può essere ridotto a un principio semplice e se la situazione fosse solo complicata, cioè intricata e multidipendente, forse sarebbe sufficiente effettuare delle riduzioni ( atomi-particelle, fonemi del linguaggio, basi del codice genetico ecc.). Questo approccio però purtroppo non spiega nulla anche se spesso pretende di spiegare tutto. Il problema vero è che è inutile cercare di convertire ciò che è complicato in regole con una base semplice, ma si tratta invece di accettare il fatto che alla base di tutto c'è la complessità.
Strumenti per il social networking
Gli esperti oggi si dicono che i blog, i podcasts, gli instant messaging e molti altri strumenti di social networking rappresentano anche una opportunità per gli ambienti di lavoro e di produttività personale e che trasformeranno il nostro modo di lavorare e produrre incoraggiando nuovi forme di collaborazione. Voi cosa ne pensate?
Parole e significati nella conversazione
“Quando mi dici qualcosa, io verifico di aver compreso il tuo messaggio ripetendolo con parole mie, perché se lo ripetessi con le tue parole tu potresti dubitare che io abbia capito. Ma se uso le mie parole il risultato è che cambio il tuo significato, anche se solo di poco… La conversazione è come giocare a tennis con una palla fatta di gomma semiliquida, che ha una forma diversa ogni volta che attraversa la rete…” David Lodge, Small World
Comunicazione e costruzione dei significati
Senza la comunicazione e la sua capacità di costruire significati, l'organizzazione non esisterebbe. Le organizzazioni sono delle entità sviluppate e mantenute soltanto da una continua attività comunicativa. Se l'attività comunicativa si ferma, l'organizzazione scompare. Se l'attività comunicativa diventa confusa, l'organizzazione comincia ad essere disfunzionale.

