Un giornalista scienziato esplora l'universalità, un concetto della
fisica teorica che sostiene come eventi caotici ( la seconda guerra
mondiale ), e fenomeni fisici naturali disastrosi ( l'incendio che
distrusse il parco di Yellostown nel 1988) accadono perchè gli elementi
che definono questi eventi hanno raggiunto uno stato critico che porta
al collasso dell'intera struttura. Gli esempi raccontati nel libro
dimostrano ampiamente che questi stati critici non possono essere
determinati e previsti per tempo.
COS’HA A CHE FARE la
fisica, o più esattamente la fisica dei sistemi complessi (o del non
equilibrio), con le nostre vite? Molto, almeno secondo Mark Buchanan, che con
eleganti spiegazioni scientifiche, scritte in uno stile brillante, con Ubiquità
ci insegna a rileggere la storia. Siamo sicuri che la prima guerra mondiale sia
stata provocata dall’attentato di Sarajevo e la seconda dalle mire
espansionistiche di Hitler? Il responso della scienza è chiaro: la storia non è
tanto forgiata dagli uomini – meno che meno dai grandi uomini – quanto soggetta
a sconvolgimenti analoghi a «una terribile tempesta scoppiata senza apparente
motivo in un cielo sereno». È possibile studiare e prevedere l’evoluzione delle
vicende umane? Storici diversi, in differenti epoche hanno tentato di dare una
risposta. Se per Hegel e Marx la storia somiglia a un albero che segue un
andamento di crescita lineare, per Arnold Toynbee le civiltà sperimentano un
andamento ciclico di ascesa e caduta, come quello delle maree.
Tentativi
inefficaci, secondo Buchanan, perché chiarire la dinamica dei fenomeni non
spetta alla storia, ma alla fisica. «La fisica dei sistemi complessi offre gli
strumenti adatti per capire la storia perché studia specificamente i fenomeni in
cui l’evoluzione degli eventi ha un’importanza fondamentale». È necessario
rivolgersi al principio di universalità, «il quale rivela una verità
straordinaria: in una vasta serie di condizioni, i sistemi composti da ogni
sorta di oggetti interagenti hanno caratteristiche universali di comportamento».
Sistemi diversissimi si organizzano spontaneamente nello stato critico – uno
stato di estrema instabilità, al confine tra l’ordine e il caos – e seguono
un’unica legge universale, “ubiqua”. «La dinamica dello stato critico non è
casuale, ma non è neanche prevedibile: è universale e comprensibile, ma sfugge
alla previsione, si rivela solo nelle statistiche e sembra indurre la mente
umana a errori di giudizio». (S.C.C.)
Mark
Buchanan
Ubiquità. Dai terremoti al crollo dei mercati, dai trend della
moda alle crisi militari: la nuova legge universale del
cambiamento
Mondadori 2001
32 mila lire (16,53 euro) – 251
pagine
Mark Buchanan, dopo
avere conseguito, nel 1993, il dottorato di ricerca in fisica teorica alla
Univeristy of Virginia e aver studiato per diversi anni la dinamica non lineare
e la teoria del caos, è stato redattore a Londra della prestigiosa rivista
Nature e caporedattore dei servizi speciali a New Scientist.