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complessità , teoria delle reti, networking e collaborazione

Potere e fragilità dei social network ( meglio la palestra o la scuola di tango?)

Carlo Mazzucchelli

Ciclicamente riparte e si diffonde in rete la discussione sul fenomeno dei social network, sulla loro utilità o fugacità, sulla loro capacità di aggregazione comunitaria e  validità come strumenti di collegamento, comunicazione e conversazione tra persone, professionisti ma anche per lo sviluppo e crescita di gruppi, comunità di pratica e organizzazioni.

Recentemente il tema è stato rilanciato da Lele Dainesi sul suo blog attraverso una riflessione fatta a partire da un suo esperimento partecipativo al social network AsmallWorld e da Pierluca Santoro su Marketingagorà, un progetto di cui sono uno dei fondatori. Altri riferimenti possono essere trovati in rete su blog  quali Minimarketing, Pandemia, Marketingblog, ecc. che all’argomento hanno sempre dedicato tempo e attenzione con contributi e riflessioni interessanti sul fenomeno e sui numerosi ambienti di social network che nel frattempo sono nati e cresciuti sul web.

La rilevanza del tema e le implicazioni del fenomeno del networking in rete, sia per motivi sociali che professionali, spiega il fiorire di molte iniziative e convegni come quello ( per maggiori informazioni sull'evento ) organizzato il 29 febbraio a Milano da Manager Italia unitamente a Complexlab e altre realtà associative che operano con l’obiettivo di fornire nuove risposte, servizi e strumenti ad una nuova realtà professionale composta da professionisti che mai come prima hanno bisogno di conoscersi, incontrarsi, e collaborare per individuare nuove opportunità di sviluppo e successo personale.

Essendo uno dei relatori di questo convegno ho pensato di condividere con i visitatori di Complexlab alcune riflessioni sul networking attraverso strumenti di social networking online con l’obiettivo di alimentare anche su questo portale uno scambio di opinioni sull’argomento e di attivare delle conversazioni che possano portare a contributi scritti da parte dei membri di Complexlab ( per inviare un contributo scritto: redazione@complexlab.it ).

Per cominciare alcune definizioni utili a comprendere termini e concetti e a contestualizzare l’ambito della mia riflessione:

Il termine social network, rete sociale in italiano, definisce un gruppo/associazione di persone unite tra loro da comuni interessi, legami sociali quali quelli che nascono da conoscenze casuali, da vincoli familiari, rapporti di lavoro, appartenenza a comunità di pratica, partiti politici ecc. La rete sociale è stata al centro di studi multidisciplinari in sociologia, psicologia, antropologia ecc. Il termine rete sociale in Internet ha finito per definire e identificare ambiti applicativi e luoghi nei quali è possibile, grazie alla tecnologia, cercare, entrare in contatto, attivare e coltivare legami, conversazioni, scambi sociali e professionali finalizzati a qualche valore d’uso o ritorno personale.

  •  Il fenomeno social network sul web

Impossibile fare un elenco completo dei social networks oggi disponibili ( elenco allungato wikipedia ). Complicato provare a definire categorie omogenee in base a funzionalità e struttura, tempo sprecato ricercare omogeneità di opinioni in merito. Se all’inizio del fenomeno possiamo porre strumenti come Linkedin, Ryze, Orkut, eCademy, OpenBC ecc, oggi all’elenco dobbiamo aggiungere Facebook ( da qualcuno definito come il social network definitivo), Myspace.com, Classmates, Youtube, Xanga, Flickr,  ecc. ma anche il blog, il wiki e tutti quegli ambienti web che abilitando con le loro funzionalità partecipazione, interazione e collaborazione rendono possibile la costruzione di reti sociali più o meno estese o focalizzate.

  • Il social network professionale
Metto in questa categoria strumenti come Linkedin, eCademy, OpenBC(Xing) ecc. per la loro similarità funzionale e modalità di utilizzo. In ognuno di questi ci si deve registrare con un nickname e con una password, si deve compilare un profilo più o meno strutturato e iniziare la costruzione della propria rete personale superando o eliminando i gradi di separazione tra sé stessi e gli altri per poter poi ricorrere a loro in tempi brevi nel momento del ‘bisogno’. Questi strumenti dispongono di una banca dati con tutti i dati descrittivi sulle persone che partecipano alla rete sociale e dati relazionali che servono a costruire, visualizzare e mantenere mappe relazionali di ogni singolo individuo o nodo che partecipa alla rete.

La mia esperienza con il social networking in rete è legata più agli strumenti di networking professionale che a quelli tipicamente sociali. Ho usato Linkedin ( oggi ho 6000 contatti) fin dall’inizio con il chiaro obiettivo, riuscito, di andare a ricostruire un network personale che avevo dilapidato. Sono passato dall’avere molti biglietti da visita inutilizzabili e resi carta straccia da ristrutturazioni e riorganizzazioni aziendali continue, al disporre di molti contatti virtuali che si sono trasformati nel tempo in contatti reali, attività sociali e professionali e progetti.

La prima lezione che ho imparato è che la tecnologia è oggi una componente fondamentale di molte attività umane.

La seconda lezione è che il networking sociale alla Linkedin, eCademy, Orkut, OpenBC(Xing) ecc. non è sufficiente se non si traduce in incontri e requentazioni personali e iniziative che sfociano in qualche forma di collaborazione e scambio reciproco. Lo scambio e la collaborazione richiedono motivazioni forti di tipo relazionae e sociale e comportamenti aperti, disponbili e generosi. Comportamenti non sempre riscontrabili nella blogosfera dove l’elemento di autoreferenzialità e narcisismo ( non negativi di per sè) è solitamente elevato.

L’argomento si presta a molte riflessioni e rimando per evntuali letture ai molti articoli già pubblicati su Complexlab e linkati a questo articolo.

Voglio invece soffermarmi su alcune riflessioni che ritengo utili per approfondimenti e scambi di opinione:

  • Il Blog è un network sociale? La mia risposta è SI!

mappa_complexlabIl blog, il wiki, e i molti ambiti di networking sociale online sono assimilibabili perché comuni sono le motivazioni, le pulsioni aggreganti, gli obiettivi utilitaristici e pragmatici che guidano le persone a presenziare e a mettersi in gioco. Se si guarda al fenomeno dal punto di vista puramente tecnologico e funzionale è vero che i siti o ambienti di networking sociale puro forniscono maggiori risorse e opportunità relazionali perché gli algoritmi e la logica da essi sviluppati derivano da alcuni principi della teoria delle reti e dagli algoritmi matematici da essa sviluppati e sperimentati: i sei gradi di separazione (Linkedin, Ecademy, OpenBC ecc.), i piccoli mondi (Asmallworld), i legami deboli (tutti), l tipping points ecc. Ma le funzionalità di questi portali hanno il loro limite nelle loro finalità, spesso legate ad una semplice gestione del profilo personale, al marketing di se stessi, alla costruzione di una banca dati con i contatti che servono o potranno servire in futuro, alla ricerca di un nuovo lavoro o avanzamento di carriera, alla ricerca di nuovio clienti e partner commerciali ecc. Molto spesso poi l’obiettivo vero dei social network online non sono nemmeno esplicitati. Linkedin ad esempio è più uno strumento per cacciatori di teste che per persone alla ricerca di un lavoro. Serve ad entrambi, non fraintendiamo, ma forse il target primario è il primo: una grande banca dati di CV e profili che non deve essere aggiornata a costi elevati in casa perché l’aggiornamento è a carico dell’interessato. Credo che i social network alla Linkedin o anche Facebook non siano in contrasto con i blog che abitano la blogosfera ma anzi siano con essi strettamente collegati. A livello di comportamenti/ partecipazione non credo che le persone abituate ad abitare la rete attraverso il loro blog lo possano abbandonare per un social network come Facebook, piuttosto lo useranno come un altro strumento per promuovere se stessi e il loro blog esattamente come fanno oggi con il tagging, i feed RSS ecc. Da un punto di vista quantitativo il social network permette di raggiungere e comunicare con un numero maggiore di persone ma non è necessariamente questo l'obiettivo di un blogger. Inoltre la blogosfera è già di per sè un grande social network e basta vedere le frequenti citazioni, l'uso di RSS, tag e link per comprendere come le reti sociali che la caratterizzano siano particolamente efficaci perchè le relazioni sono costantemente qualificate da contenuti, conoscenza reciproca, partecipazione, voglia di confrontarsi e dialogare, tutti comportamenti altamente sociali e relazionali.

  • Tempo e dedizione

TempoFalso che il networking sociale attraverso strumenti online richieda poco tempo o meno tempo di quanto non richieda un blog. Falso se all’attività online si affianca la necessaria attività relazionale offline. Creare o duplicare un contatto o copiare un profilo tra Linkedin, Neurona, Viadeo o altro serve a poco se non segue un’attività parallela, trasparente e persistente nel costruire ponti di contatto reali, conversazioni digitali (email, skype ecc.), scambi di conoscenza e conoscenze, sperimentare opportunità di “scambio” e di collaborazione finalizzati a progetti condivisi in grado di generare utili e benefici condivisi. Il blog da questo punto di vista è un facilitatore perché permette a chi lo frequenta di costruire una sua percezione, farsi un'opinione sull’estensore e curatore del blog. Quando nasce il contatto, questa conoscenza, diventa un elemento importante dello scambio e del successo della rete sociale o della relazione che questo contatto attiva. Un’analisi a sé meriterebbe facebook perché ha incorporato la logica del social networking in un ambiente che si presta anche alla conversazione (blog?) e alla attività comunitaria e di gruppo finalizzata a progetti e iniziative. Serve tempo anche perché, per sviluppate una rete sociale, non è sufficiente aumentare il numero di contatti/relazioni, è necessario lavorare sulla propria autorevolezza per divenire oggetto di richieste da parte di altri, bisogna aumentare la propria visibilità con azioni che esulano dall’ambito dello strumento usato, è importante produrre e condividere conoscenza e conoscenze (informazioni) e per farlo bisogna avere in rete un luogo dove lo si possa fare ( io non ho un blog ma uso Complexlab come se lo fosse) e infine bisogna farsi trovare e raggiungere facilmente. Fate la somma e vedrete che il tempo vi è già sfuggito d mano!

  • Verticalizzazioni crescono

comunity18.jpgDue persone fanno una rete sociale. Ma due persone rappresentano anche due gruppi tra loro diversi. Nella rete sociale ciò che conta è la relazione tra i due nodi. Nei gruppi invece è la loro personalità e caratterizzazione tematica o di pratica, la capacità di aggregazione e di soddisfazione dei bisogni delle persone che aderiscono, la dimensione sociale legata ad attività ed iniziative. Un social network è spesso composto da molte reti sociali, gruppi e/o comunità e la sua forza di aggregazione aumenta quanto più grande è la forza di aggregazione dei gruppi e numerose le relazioni (legami deboli grazie a brokers o agenti di confine?) tra i gruppi. Dal punto di vista dei social networks come ambienti online la corsa alla verticalizzazione, già vista in questi anni, continuerà e avrà carattere geografico (Milanin, Video, OpenBC, Ecademy ecc.) ma anche tematico e progettuale. Marketingagorà e Complexlab sono due esempi di networking sociali finalizzati ad un progetto e con una struttura di rete composta da nodi tra loro legati da interessi e obiettivi condivisi. Ma qui sarebbe forse interessante fare una comparazione tra i social network attuali e le comunità online che da sempre caratterizzano vita, socialità e successo della parte abitata della rete.

  • Strumenti di analisi delle reti sociali

snaIl mio interesse personale al fenomeno del social networking va oltre la semplice partecipazione. Ritengo più interessante ciò che è possibile fare utilizzando metodologie e strumenti software per analizzare le reti sociali che caratterizzano gli ambiti di social networking online ma anche quelle che caratterizzano una organizzazione, un team di progetto, una comunità di pratica, una unità di business o una realtà organizzativa più virtuale quali i distretti industriali.  Il fenomeno dei social network ha riportato l’attenzione sulle ricerche e i risultati prodotti dagli scienziati matematici e sociali della teoria delle reti, sugli strumenti di analisi delle reti sociali e di visualizzazione delle mappe relazionali e sulla loro applicabilità al management delle organizzazioni. Su questo argomento ho scritto numerosi articoli che sono disponibili su Complexlab unitamente ad una proposta, denominata TAO (Tomografia Assiale delle Organizzazioni) collegata al tema del social networking e agli strumenti di analisi dele reti sociali.

Spero che questa breve riflessione su alcuni dei temi emergenti legati al fenomeno del social netwoking online possa essere di qualche utilità e mi auguro colga la vostra attenzione e curiosità ma generi anche una conversazione online attraverso il meccanismo dei commenti associati all'articolo. Tutti possono partecipare e dire la loro. I membri di Complexlab devono solo fare login, gli altri possono registrarsi al portale o social netwrok di Complexlab.

Carlo


Informazioni evento Manager Italia

Posted by cmazzuc at 08-02-2008 15:23
Per avere maggiori informazioni sull'evento del 29 febbraio a Milano organizzato da Manager Italia, Complexlab e altre associazioni di professional visitate la sezione apposita di Complexlab o scrivete a redazione@complexlab.it.

L'importanza dei gruppi

Posted by Mauriziocrm at 14-02-2008 12:41

A proposito della 2°lezione "il networking sociale non è sufficiente se non si traduce in incontri e requentazioni personali e iniziative che sfociano in qualche forma di collaborazione e scambio reciproco" volevo sottolineare l'importanza dei gruppi e il loro ruolo di possibili catalizzatori nella devirtualizzazione del rapporto di Network. Nella mia recente esperienza su Linkedin ho creato il gruppo "Nord Est Creativo" che si propone proprio di realizzare anche nel mondo reale quello scambio e condivisione di idee e drogetti che stà alla base del social network. Siamo ancora in una fase iniziale, ma mi ha colpito il grande entusiasmo da parte dei fondatori che evidenzia il REALE desiderio di procedere parallelamente nella costruzione del proprio social network Virtuale e Reale.

Virtuale e reale: convergenza in atto?

Posted by cmazzuc at 14-02-2008 20:00
Maurizio
condivido il tuo punto di vista e il gruppo da te attivato sul territorio è l'ennesima testimonianza della validità di iniziative simili fatte non solo in Italia ma anche all'estero. I gruppi possono continuare ad essere digitali. Ad esempio il mio gruppo Linkedin Complexlab è stato creato ancor primo di creare il portale e mi è servito a entrare in contatto con quanti si occupano di complessità a livello internazionale e ad attivare con loro canali di scambio, collaborazione e comunicazione. I gruppi che riescono ad avere anche una loro vita fuori della rete permettono però di creare mggiore empatia tra le persone, verificare possibili sinergie e attivare collaborazioni su progetti/iniziative concrete. L'una e l'altra forma possono convivere generando maggiori vantaggi e opportunità.

Gli ostacoli o impedimenti alla crescita e sviluppo di queste iniziative sono numerosi: tempo a disposizione, focalizzazione e motivazione, partecipazione, obiettivo e finaltà del gruppo, tipologia dei membri e ruolo ruolo all’interno del gruppo, ambito di interesse o di pratica ecc. Un elenco lungo ma non problematico da affrontare. E i social netwroks sono strumenti potenti per farlo.

Carlo
by Carlo Mazzucchelli last modified 08-02-2008 16:12
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