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complessità , scienze cognitive, networking e collaborazione

Nuove identità future

Carlo Mazzucchelli

RFID e nuove identità future. Le nuove frontiere delle tecnologie RFID per un utilizzo multidisciplinare, globale e pervasivo. Un microchip sottopelle per cambiarci la vita?Un telefonino a portata di pollice? Non più solo merci ma cyborg umani tracciati come scatole di pelati. In america è già boom e anche in Italia il futuro RFID è assicurato.

Un articolo di  Carlo Mazzucchelli pubblicato sul numero di Aprile 2007 della rivista Computer Business Review


In un suo celebre libro del 1992, Technopoly, Neil Postman sosteneva che “le tecnologie rivoluzionarie creano nuove definizioni di vecchi termini e che questo processo si realizza senza che ne siamo pienamente coscienti. Le cose nuove modificano parole vecchie, parole con significati dalle radici profonde. Questi cambiamenti sono rapidi e in un certo senso silenziosi. La tecnologia determina imperiosamente la nostra realtà”.

Qualcosa di simile sta succedendo con la tecnologia RFID. Da semplice strumento utile al mondo della grande distribuzione per etichettare e monitorare il percorso di ogni singolo prodotto della filiera logistica, questa tecnologia sta ormai interessando ambiti tra loro molto eterogenei e impensabili fino a qualche anno fa. Una rivoluzione in atto che può essere oggi raccontata con parole, immagini e scenografie da film di fantascienza sapendo che nel giro di pochi il tutto sarà diventato realtà.

b10.jpgSul mercato da decenni – usata già nella seconda guerra mondiale per identificare gli aerei amici – la tecnologia RFID ha catturato rapidamente l’attenzione del mercato per l’uso che alcune grandi realtà del  mondo della grande distribuzione, come Wal-Mart, ne hanno fatto all’interno della loro filiera logistica. Oggi sta attirando l’interesse e la curiosità generale. La grande distribuzione ne ha fatto un uso intelligente per individuare per tempo errori di spedizione, per ottimizzare la movimentazione dei semilavorati e migliorare i tempi di consegna al cliente, ottimizzare le giacenze evitando accumuli o carenze, ma anche, più semplicemente, per controllare percorsi e tempi di consegna di pallet e container etichettati RFID.  Oggi l’RFID rappresenta un nuovo passo in avanti nell’evoluzione della tecnologia dell’informazione, una evoluzione destinata a portare grandi cambiamenti non soltanto all’interno delle aziende e nel mercato ma anche nella vita di ognuno di noi. Il processo in atto è diventato così pervasivo che, mentre solo pochi anni fa il problema principale sembrava essere legato ai costi per l’implementazione RFID all’interno delle aziende e nel sociale, oggi il dibattito è focalizzato sugli aspetti etici, sociali, culturali e politici e sugli effetti, da qualcuno considerati pericolosi e invasivi, che questa tecnologia potrebbe avere sulla nostra vita di tutti i giorni.

Un processo lento ma inesorabile e con effetti benefici, forse, per tutti. Lo sviluppo RFID in atto, unitamente alle tecnologie GPS, wireless ecc. sta rendendo possibile la cosiddetta ‘computerizzazione’ della nostra vita quotidiana delineando uno scenario fatto da ‘pervasive e ubiquitous computing’ e di ambiente intelligente. Nella prospettiva dell’utente si tratta di un vero e proprio cambio di paradigma che prefigura una società popolata da miliardi di microprocessori RFID largamente autonomi e in grado di trasmettere e leggere informazioni ma anche di adattare se stessi alle esigenze dell’utente erogando servizi ad hoc e personalizzati per eseguire compiti e attività tra loro diverse.

Per capire meglio cosa stia succedendo è sufficiente provare ad immaginarci un mondo futuro nel quale la pervasività della tecnologia RFID possa interessare non soltanto gli animali d’allevamento e quelli selvatici, i cibi in scatola e quelli freschi, gli alberi, le medicine, le barche, i prodotti al consumo ma anche le persone, compresi i bambini. Un mondo nel quale ad essere etichettati e seguiti passo passo nella loro esistenza e attività non saranno più soltanto i prodotti in mostra su uno scaffale Esselunga ma noi stessi come persone, cittadini e consumatori. Un controllo che potrà essere fatto da dispositivi elettronici o da persone a noi sconosciute e che potrebbero essere in grado di tenere traccia dei nostri movimenti, di sapere dove stiamo andando, con chi, cosa stiamo facendo, cosa stiamo acquistando ecc.

Ebbene questa realtà non esiste nel nostro futuro, perché è già qui, intorno e dentro di noi. Ci troviamo infatti nel bel mezzo di una nuova rivoluzione tecnologica che sta già avvenendo e che probabilmente non possiamo né vogliamo fermare. Possiamo sicuramente averne paura o esserne entusiasti ed eccitati, possiamo pensare che la follia abbia colpito tutti o che si tratti di un fenomeno eccitante, ma già oggi è impossibile non imbattersi almeno in una implementazione RFID.

I campi di applicazione sono i più vari, possono interessare sia il pubblico sia il privato, qualsiasi tipo di industria o di mercato e ambiti di lavoro e professionali con caratteristiche tra loro molto diverse.

Per rendersi conto di quanto sta accadendo è sufficiente fare una selezione delle sperimentazioni in atto, alcune delle quali ovvie nella loro ideazione e fattibilità, altre molto creative e per questo motivo, interessanti e paradigmatiche di futuri scenari in costruzione.


b17.jpgDa tempo la tecnologia RFID serve a descrivere e monitorare il profilo, l’identità e la salute degli animali d’allevamento. Un utilizzo particolarmente utile se si pensa al diffondersi di epidemie quali la BSE e l’aviaria che hanno interessato molti allevamenti nel mondo suscitando non poche preoccupazioni nel pubblico e nei consumatori. Ma in India la stessa tecnologia è stata utilizzata anche per togliere le ‘mucche sacre’’ dalle strade di New Delhi. Grazie a questa tecnologia infatti è diventato possibile risalire senza errori ai proprietari e obbligarli a riportare alla stalla mucche da loro lasciate fuggire perché troppo anziane e improduttive . E in futuro l’RFID lo troveremo anche dietro il bancone del negozio, utilizzato per garantirci che la fiorentina non sia di provenineza cinese e il carciofo di origine egiziana! Da tempo sono in corso sperimentazioni per transazioni di pagamento nei negozi attraverso carte di credito munite di tecnologia RFID che garantiscono al cliente maggiore velocità nel pagamento,  ma anche minori opportunità di frode a danno del negoziante. Ma l’utilità forse più importante è la quantità di dati e di informazioni che, attraverso la radiofrequenza, si possono raccogliere sui profili, le abitudini, i comportamenti le esigenze dei clienti per attività di marketing, di customer retention e programmi di fidelizzazione futuri.

Nel mondo farmaceutico l’uso delle tecnologie RFID servirà ad impedire la contraffazione dei medicinali in commercio. Negli ospedali i tag RFID potrebbero servire a controllare asset fisici strategici quali l’equipaggiamaneto medico e le forniture organiche. E già oggi ad esempio alcuni ospedali sono in grado di garantire che il sangue necessario per una trasfusione vada al paziente giusto, evitando involontarie e indesiderate cause di decesso.

A Mosca si ricorre all’RFID per i biglietti del metro con l’obiettivo di ridurre al minimo le frodi esistenti ma soprattutto per velocizzare le code e aumentare efficienza e rapidità nel servizio (e pensaare che a Milano abbiamo da poco introdotto la banda magnetica!!!). In pratica ogni biglietto viene munito di un tag a 13,56 MHz che manda in pensione l’antiquata e facilmente falsificabile banda magnetica e permette al passeggero di passare il tornello senza dover neppure tirare fuori il tagliando dalla tasca.

Con i chip RFID più piccoli mai creati, Hitachi sta trasformando in realtà la cosiddetta ‘smart dust’ teorizzata da anni nella Silicon Valley come polvere intelligente costituita da miliardi di microscopici processori della dimensione di un granello di sabbia. Granelli che possono essere sparsi su varie tipologie di oggetti per renderli,appunto, intelligenti. Con una dimensione di 0,05 x 0,05 millimetri la microscopicità di questi  tag, dotati di una memoria rom di 128 bit in grado di memorizzare un identificatore unico lungo 38 cifre, permetterà il loro inserimento ovunque, nella carta, nei muri ma anche nei liquidi o nell’organismo umano.

I grandi magazzini giapponesi Mitsukoshi hanno deciso di rivoluzionare la vendita al dettaglio dei prodotti cosmetici della linea Shiseido attraverso l’inserimento di tag RFID in grado di comunicare ai clienti informazioni dettagliate su ogni singolo prodotto attraverso l’utilizzo di uno strumento interattivo, provvisto di lettore RFID, che sostituisce in pratica il commesso. Un commesso virtuale che oltre a soddisfare rapidamente la curisosità del cliente, serve al marketing del magazzino per studiare quante volte un determinato prodotto viene selezionato o prelevato dallo scaffale, o per studiare il comportamento della clientela in determinati settori o banchi espositivi. Un commesso virtuale RFID come strumento di fidelizzazione per studiare il comportamento dei clienti e impostare nuovi servizi e offerte mirate.

Nel parco di divertimento di Legoland in Danimarca la tecnologia Rfid, unitamente alla tecnologia di rete wireless, è stata utilizzata per permettere ai genitori di localizzare in tempi rapidi i loro figli nascostisi per gioco o per esuberanza tra il Palazzo di Titania o il Parco Safari. Se un bambino si perde, il genitore può inviare un messaggio testuale ad una applicazione denominata Kidspotter la quale è in grado di comunicare in tempi brevi le coordinate del luogo del parco nel quale si trova il bambino ricercato.

La tecnologia RFID infine è oggi sperimentata anche sugli aerei della Boeing per garantire viaggi più sicuri e tranquilli. Provate a pensare di essere in volo verso l’aeroporto internazionale di Roma o Milano Malpensa su un Boeing 787 che manifesta alcune difficoltà dovute al surriscaldamento di un componente meccanico. In un prossimo futuro, grazie alla tecnologia RFID, un sensore integrato nel componente meccanico sarà in grado di catturare l’innalzamento eccessivo della temperatura segnalandone i nuovi valori, unitamente al tag che identifica in modo univoco il componente surriscaldato, al sistema Rfid di bordo che provvederà, via satellite, a comunicarlo a terra. Mentre il personale di bordo potrebbe essere all’oscuro del problema, un responsabile tecnico a terra potrà pianificare un intervento immediato che porterà alla sostituzione del componente guasto appena l’aereo sarà atterrato. Il problema qui descritto infatti fortunatamente non determina alcuna conseguenza per i passeggeri del volo in questione, in quanto da sempre negli aerei è prevista una ridondanza componentistica in grado di garantire la continuità operativa, ma il pezzo deve essere rimosso prima di un nuovo decollo e questa segnalazione permetterà l’immediato intervento a terra da parte del personale specializzato.

b20.jpgI molti esempi qui descritti dipingono un futuro prossimo disseminato di miriadi di tag Rfid microscopici in grado di collegare e far comunicare tra loro singoli oggetti e persone, aziende e fornitori, mezzi di trasporto e merci trasportate. Un futuro che, secondo gli analisti ( ricerca Europea della Vanson Bourne) , toccherà nel solo mercato della grande distribuzione i 6,8 miliardi di dollari nella vendita di sistemi RFID attivi rispetto ai 550 milioni del 2006 e con un tasso di crescita del 29%. Da qui al 2016 il numero di merci dotate di tag crescerà, secondo una ricerca di IDTechEx, a 550 miliardi contro gli attuali 200 milioni. Per arrivare a questa ampiezza di utilizzo e affinchè il ricorso ai tag RFID possa considerasi economico la tecnologia dovrà evolvere non poco ma tecnologie innovative, quali l’inchiostro RFID, permetterà in un futuro prossimo di ridurre il prezzo medio dei tag per singolo articolo portandolo sotto il centesimo di euro entro il 2016. Gli ambiti nei quali assisteremo in futuro ad una adozione diffusa dei tag sono quelli che movimentano grandi volumi di prodotto ad esempio nei beni di consumo, le spedizioni postali, l’abbigliamento e i farmaci, ma a seguire anche l’industria alimentare. La crescita esponenziale delle applicazioni Rfid accrescerà la complessità dei sistemi preposti al loro utilizzo e gestione. Una complessità legata alla necessità di far comunicare in maniera efficace e sicura questi sistemi tra loro, soprattutto in una situazione in cui la continua crescita dei sistemi wireless sta offrendo l’opportunità di far viaggiare grandi quantità di dati tra dispositivi diversi.

La diffusione della tecnologia RFID sta modulando e caratterizzando sempre più la cosidetta ‘Internet of things’, una realtà nella quale la raccolta di dati, le apparecchiature e gli strumenti di analisi diventano onnipresenti, interattivi, decentralizzati, economici e mobili. La proliferazione costante di nuove generazioni di componenti elettronici sempre più piccoli, sempre meno costosi e più veloci sta aumentando la possibilità di osservare, valutare e controllare in modo costante merci, cose e persone. Una realtà in divenire nella quale spariranno i confini tra pubblico e privato, tra benefici e svantaggi. Se da un lato infatti la rivoluzione in atto sembra essere inarrestabile, rimane l’interrogativo su quanto, come persone, saremo disposti in futuro ad accettare un controllo sempre più invasivo fatto attraverso telecamere ma forse, in un futuro già qui ora, ….. attraverso tag RFID inseriti nelle nostre scarpe e in grado di comunicare informazioni utili sui nostri movimenti a dispositivi RFID disposti lungo i marciapiedi.

Probabilmente siamo tutti propensi ad accettare acriticamente una tecnologia in grado di demolire la complessità del vivere grazie ad interfacce che facilitano e semplificano le nostre relazioni con gli oggetti.

Ma siamo pronti a rinunciare alla nostra indipendenza e libertà?


by cmazzuc last modified 06-10-2009 21:24
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