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Mercati come conversazioni: intangibili da valorizzare!

Carlo Mazzucchelli

[ Un articolo pubblicato sul blog MARKETINGAGORA' il 22 gennaio 2008 ]

Uno dei primi post da cui è partito il progetto Marketingorà faceva riferimento alle TAZ (Zone Temporaneamente autonome ) di Hakim Bay e al mercato come luogo e realtà conversazionale. Vorrei provare a rilanciare il secondo argomento con alcune semplici riflessioni sul fatto che il mercato, l’azienda, l’organizzazione sono in realtà conversazioni.

La conversazione - tratta da mondoailati.unical.it/Cos’altro è il mercato se non una struttura sociale che permette a persone, aziende e prodotti di essere oggetto di valutazione e di produrre le informazioni utili che possono portare ad uno scambio di beni? Per sopravvivere un’azienda ha bisogno di un mercato e se il mercato non esiste, deve crearlo. I metodi per raggiungere questo obiettivo sono molti ma ciò che mette in movimento un mercato è la capacità di creare valore e di differenziarsi. Le transazioni che nascono dalle conversazioni sono in genere accordi, comunicazioni, movimenti che coinvolgono entità tra loro diverse e comportano scambi di valore quali informazioni, presentazioni, conoscenze, servizi e a volte anche denaro. Queste conversazioni possono evolvere in relazioni basate su affinità tra due persone, affinità che in futuro possono evolvere e coinvolgere migliaia di persone e che si focalizzano sulla soddisfazione o l’insoddisfazione del consumatore nei confronti di un prodotto o servizio. Il risultato è un flusso continuo e una rete di conversazioni che finiscono per influenzarsi a vicenda e per autoriprodursi.

All’intersezione tra tecnologia e persone si forma il mercato del web, oggi pesantemente condizionato dal suo essere ‘social web’, fonte e linfa di conversazioni, relazioni e interazioni. Mentre il web 1.0 era prevalentemente un distributore di informazioni, il 2.0 realizza meglio il Clutrain Manifesto facilitando transazioni, conversazioni e relazioni. Il problema è di riuscire a individuare quante conversazioni che avvengono in rete sono insincere, usate solo con finalità di guadagno, inutili o spazzatura. Spesso i metodi a cui ricorrono le aziende nel generare molte conversazioni finiscono infatti per inquinare sia le conversazioni sia le relazioni.

blue wood.jpgI mercati attuali, sempre più reticolari, hanno la caratteristica di auto-organizzarsi e di farlo molto più rapidamente di quanto non riescano a farlo le aziende che in essi operano. I mercati sono meglio informati e fonte di nuove conversazioni tra i nodi della rete. Fanno emergere nuove forme di networking sociale, di reti sociali e di scambi di conoscenze. I mercati stanno diventando più intelligenti, più informati e più organizzati e la partecipazione ad essi sta cambiando le persone che vi partecipano. In mercati conversazionali le persone hanno compreso di poter avere accesso a informazioni migliori e a ricevere migliore supporto dai nodi loro pari di quanto non ne possano ricevere dalle aziende. In rete i segreti si sgretolano, prodotti e servizi vengono messi a nudo e le notizie, sia positive che negative, si diffondono e si auto-propagano molto più rapidamente. Per vincere in un’economia relazionale un’azienda deve avere relazioni solide con i suoi mercati ma anche conversazioni franche, aperte e oneste perché sono quest’ultime a generare transazioni e risultati. Le conversazioni che caratterizzano questi mercati sono non-stop, molto fluide, non gerarchiche, bidirezionali, libere e senza controlli. Queste conversazioni rappresentano i movimenti dei mercati e obligano le aziende a ricercare e a dotarsi di nuovi metodi per comprenderle e gestirle. Ma tutto questo non è facile e non sta avvenendo perché richiede un nuovo mindset, la capacità di focalizzarsi sulla persona (aspetto umano del consumatore) e di comprendere il valore delle conversazioni reali.

mappa.jpgNon tutti condividono questa visione e molti pensano che le conversazioni non necessariamente si trasformino o evolvano in mercati. Il problema secondo me è che le conversazioni sono componenti intangibili della transazione e difficilmente associabili ad uno scambio di danaro. Ma ciò che è intangibile si muove sul mercato in modo autonomo. Una componente finisce per determinare una transazione e il suo valore, l’altra più consistente si traduce invece in elementi discreti e unici che vanno a costruire e a rafforzare le relazioni tra le persone facilitando il raggiungimento di obiettivi tangibili (scambio di beni) e intangibili (soddisfazione). Il problema è come fare ad analizzare e valorizzare questa componente intangibile, come trasformarla in qualche altra forma di valore che non sia denaro e come usarla per definire meglio i nostri asset.


Ma questa è una ….nuova conversazione a cui invito i visitatori di Marketingagorà a partecipare.

Carlo


by Carlo Mazzucchelli last modified 22-01-2008 18:07
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