Quale futuro per i portali aziendali
Le novità che hanno caratterizzato nel 2007 il mercato degli Enteprise Portal e le tendenze per il nuovo anno.
( Un articolo di Carlo Mazzucchelli pubblicato sulla rivista Computer Business Review del mese di dicembre 2007
Per
gli enterprise portals l’anno che si è appena concluso è stato ricco di
novità, annunci e segnali. Può essere interessante per un redattore al
suo ultimo articolo per l’anno in corso e per una rivista da sempre
molto attenta alle nuove tendenze, provare a stilare un resoconto di
quanto successo nel tentativo di comprendere meglio quello che potrebbe
accadere. Non è però mia intenzione suggerire roadmap di prodotti e
funzionalità. Collegandomi invece alle riflessioni pubblicate sul
numero precedente a commento del convegno Portal e Web 2.0 organizzato
da Nextvalue e Computer Business Review, cercherò di confermare alcune
tendenze e attirare l’attenzione del lettore su alcuni nuovi paradigmi
che stanno reinventando quella parte della rete abitata dagli
enterprise portal. Il dibattito in corso tra gli addetti ai lavori e
gli specialisti conferma che, come qualsiasi altra soluzione software,
anche gli enterprise portal evolvono, in termini tecnologici,
funzionali e organizzativi. Faccio riferimento ad un’evoluzione che sta
avvenendo nel segno della socialità e della maggiore partecipazione da
parte degli utenti e dei consumatori alla produzione di nuova
conoscenza in rete che segue l’evoluzione delle nuove tecnologie e dei
nuovi paradigmi WEB 2.0. Si tratta di una novità interessante che
riporta alla mente i primi portali che hanno cambiato la rete. Portali
come AOL, Yahoo ecc. , nati per soddisfare esigenze consumer e non
certamente aziendali. Oggi il ruolo del consumatore in rete è
profondamente cambiato e finisce per determinare anche il modo con cui
i portali enterprise vengono percepiti ed utilizzati all’interno delle
aziende e per condizionare il comportamento delle persone che ne fanno
uso.
Non è un caso che il mercato degli enterprise portal sia
sempre meno focalizzato sulle funzionalità del browser e poco
sull’utilizzo dei motori di ricerca. L’attenzione dei vendor e degli
investitori vanno invece nella direzione segnata, ancora una volta, da
soluzioni di portali di tipo consumer, Facebook e Myspace e altri, che
hanno fatto della collaborazone e condivisone tra individui le basi del
loro successo in rete. Un successo che sta portando dentro le aziende e
le grandi organizzazioni nuovi paradigmi, metafore e modelli che stanno
influenzando il mercato dei vendor di software enteprise portal ( IBM
center Stage e BEA Web 2.0) da un lato e i loro clienti.
Per il
momento la realtà dell’offerta è articolata e lontana dal fornire
risposte adeguate alle nuove esigenze delle aziende. Prevalgono le
offerte consulenziali, vengono realizzati i primi prototipi 2.0 ma
poche sono le soluzioni che possano essere definite WEB 2.0. Il vento
del cambiamento è forte e molte aziende italiane stanno mostrando una
elevata dimestichezza con le tecnologie Web ma, come evidenziato anche
dalla survey recente di Nextvalue, siamo ancora in una fase di early
adoption. Il trend fa prevedere che il Chasm di Moore possa essere
facilmente e rapidamente superato ma forse molte aziende cercheranno di
evitare di trovarsi a precipitarvi in un momento nel quale i vendor
come IBM, BEA, Oracle e altri stanno rivedendo la loro value
proposition e le loro applicazioni di enterprise portal.
Il Mercato enterprise portal
Il
mercato degli enterprise portal continua a crescere con percentuali
prossime al 10% all’anno. Le nuove tecnologie e i nuovi framework che
rendono più rapido lo sviluppo e l’implementazione di nuove
applicazioni stanno facendo crescere anche il numero dei portali in
azienda così come il numero dei potenziali utilizzatori. Il mercato
degli enterprise portal cresce anche perché, per soddisfare l’esigenza
di comprimere nel tempo e rendere più efficienti processi decisionali
che si attuano in situazioni dinamiche, rese complesse da contesti
sempre più mutevoli e incerti, molte aziende stanno ricorrendo al
business process management e alle architetture SOA (Service Oriented
Architecture). Tecnologie e principi già integrati da tempo in molte
soluzioni di enterprise portal disponibili sul mercato con l’obiettivo
di facilitare l’interazione tra utenti e la condivisione delle
conoscenze e delle esperienze,. I vendor stanno adeguando la loro
proposta per rendere disponibili funzionalità web 2.0 e di social
computing enterprise, per permettere al cliente di sfruttare al meglio
le opportunità offerte da BPM e SOA in ambiti quali la sicurezza, la
personalizzazione e gli strumenti di ricerca.
Le novità introdotte nel 2007
Il
2007 è iniziato all’insegna di IBM con il lancio avvenuto al Lotushere
di Orlando: della nuova piattaforma di social software denominata
Connections costruita a partire dalle funzionalità e componenti
tecnologiche migliori di Lotus; di Quickr una nuova piattaforma di
content management di tipo collaborativi; dell’integrazione di Google
Gadgets dentro WebSphere Portal. In aprile è arrivata la risposta di
BEA con il rilascio di WebLogic Portal 10 che ha introdotto nuove
importanti novità a livello di application server ma anche strumenti
Web 2.0 quali portali AJAX e funzionalità di mashup, unitamente a
migliori strumenti amministrativi e di gestione dei contenuti.
In
maggio SAP ha rilasciato una nuova versione della soluzione di
enterprise portal Netweaver con l’introduzione di nuove funzionalità
comprendenti una nuova user experience grazie ad una interfaccia utente
sviluppata con funzionalità AJAX e Web 2.0 e l’integrazione di nuovi
servizi SOA. Sempre in maggio SUN ha annunciato un nuovo progetto open
source denominato OpenPortal come comunità nella quale i partecipanti
possano accedere al codice sorgente del portale SUN. Un portale che
dispone di una infrastruttura CMS/DM basata su un repository Apache
Jackrabbit. Agli inizi di Luglio Red Hat ha rilasciato la versione 2.6
di Jboss Portal dotata di una elevata integrazione con Google Gadgets,
migliore usabilità ed una versione separata per gli sviluppatori. Nulla
di nuovo invece sul fronte dei motori di ricerca e di maggiore
collaborazione targata 2.0. Infine Oracle agli inizi di novembre ha
annunciato la nuova roadmap della suite Oracle Webcenter che potrebbe
diventare la soluzione enterprise portal di Oracle futura. Mancano in
questo elenco player importanti quali Microsoft, Vignette, Broadvision
e realtà del mondo open source quali Liferay (rilascio della versione
4.3.4 in novembre) , Plone, eXo Platform e Apache Project che
potrebbero però diventare i protagonisti di domani.
Il nuovo paradigma

Google
e Facebook sono oggi i protagonisti innovatori di un mercato enterprise
portal che non sente aria di crisi. Lo sono a scapito di vendor come
Yahoo, AOL, Excite, AltaVista e altri che pure avevano aperto la strada
dei portali consumer verso la metà degli anni ’90. Al loro nascere i
portali avevano come obiettivo di garantire un accesso rapido alle
informazioni, cosa più facile a dirsi che a farsi se qualcuno si
ricorda quanto fosse complicato con le tecnologie web degli anni
novanta costruire pagine ergonomicamente user-friendly e interfacce
grafiche intuitive. La risposta a questi ostacoli venne
dall’introduzione di nuovi e potenti motori di ricerca in grado di
scandagliare milioni di siti web e di link per fornire l’informazione
ricercata. Fu così che Yahoo perse la sua battaglia con Google e con le
sue molte innovazioni applicative e funzionali quali iGoogle, alert,
feed RSS, widget ecc. tutte utili all’utente per compattare in poche
pagine montagne di informazioni. Con l’esplodere della ‘Web 2.0 mania’
però anche iGoogle sta cominciando a mostrare la corda, non è infatti
in grado di offrire un livello di condivisione tra utenti e di
collaborazione all’altezza delle esigenze di un utente della rete oggi
molto evoluto perché ha maturato numerose esperienze sociali in portali
di nuova generazione quali Facebook, Myspace, ma anche come Youtube e Quickr.
Questo cambiamento sembra tracciare la strada per i portali
consumer e gli enterprise portal del futuro facendo del paradigma della
collaborazione il nuovo principio della rete. Facebook con i suoi
grafi sociali e mappe relazionali sembra avere trovato una risposta
concreta per quanti negli anni passati, a volte con investimenti
consistenti, hanno cercato di implementare soluzioni di knowledge
management per favorire la nascita di comunità della conoscenza in
grado di plasmare organizzazione e individui attraverso
l’apprendimento continuo che nasce dallo scambio e dalla
collaborazione. Facebook ha semplicemente messo l’utente al centro e lo
ha valorizzato come attore e protagonista delle molte reti sociali,
professionali e organizzative che caratterizzano l’ecosistema virtuale
e comunitario di cui fa parte. La rete e la mappa diventano gli
strumenti o i media necessari per un apprendimento continuo ed un
rapido accesso alle informazioni e alle conoscenze, siano esse tacite o
esplicite. Le informazioni a cui si fa riferimento non sono più
semplici contenuti testuali ma eventi, fotografie, immagini, video,
libri, attività politiche e sociali e molto altro. In questo tipo di
contesto, l’utente non ha più bisogno di cercare le informazioni, sono
loro a trovare la strada giusta verso una nuova tipologia di abitante
della rete che abita i nuovi luoghi e territori online con il suo
profilo, le sue preferenze personali e le sue relazioni interpersonali
con altri utenti. Si vengono così a creare degli ecosistemi nei quali
l’utente non è più soddisfatto soltanto per la quantità di informazioni
a cui ha accesso ma soprattutto della loro qualità. Le informazioni
sono infatti profilate e personalizzate, in base ad attributi e
comportamenti, e l’utente risparmia una delle risorse scarse di cui
dispone, il tempo, perché non è più obbligato a navigare nelle
centinaia di pagine web e migiaia di link solitamente forniti da un
motore di ricerca. Anche se il processo di strutturazione delle
informazioni da distribuire non è ancora sufficiente, Facebook , ma
anche Digg e altri portali stanno aumentando costantemente la loro
offerta di servizi che vedono l’utilizzo di nuove tecnologie Web 2.0 e
prevedono una sempre maggiore partecipazione attiva e sociale
dell’utente. E’ probabile che le mappe sociali di Facebook non riescano
oggi a sostituire i motori di ricerca, esattamente come il motore di
ricerca non ha eliminato il browser. Le nuove evoluzioni della
tecnologia, dei portali consmer e degli enterprise portal potrebbero
però mettere in crisi modelli oggi di successo quali quello di Google e
favorire l’affermazione di quelle realtà che hanno fatto della
condivisione, interazione e collaborazione in versione web 2.0 il loro
core business.
Tendenze per il futuro
Il
2008 sarà caratterizzato dall’impiego delle tecnologie 2.0 per
aggiungere nuove funzionalità ai portali enterprise e ai loro ambienti
di lavoro. portali di quinta e sesta generazione (per usare una
declinazione Gartner Group) saranno sempre più caratterizzati da
applicazioni orientate al business , dall’integrazione dei processi e
delle applicazioni. Tre le parole chiavi per i portali :
collaborazione, integrazione e sviluppo applicativo. Le nuove
tecnologie collaborative tipo wiki, blog, social networks, RSS, cloud
tags, Google maps, social bookmarking, ecc. offriranno nuove modalità
di collaborazione di gruppo nella creazione, pubblicazione e
comunicazione di informazioni sulle reti pubbliche e su quelle
aziendali. L’enterprise portal sarà sempre più caratterizzato da una
elevata partecipazione, dati e metadati generati dagli utenti,
architetture user-centric, processi aperti e trasparenti, interfacce di
programmazione aperte e da un maggiore ricorso al software open source.
Le
tecnologie applicative Web 2.0 andranno invece a semplificare lo
sviluppo di nuove soluzioni Web grazie ai mashups, AJAX, e linguaggi
quali PHP e Ruby, garantendo all’utente applicazioni più ricche
(scorciatoie da tastiera, look&feel), maggiore disponibilità di
informazioni (interattività su input dell’utente, applicazioni
integrate via mashups) e maggiori prestazioni grazie a miglioramenti
nelle modalità di caricamento e gestione delle pagine. L’impatto
dipenderà dalla capacità delle aziende di far coincidere le esigenze
degli utenti e le urgenze del business con le capacità innovative della
direzione dei sistemi informativi per costruire nuove architetture
business orientate al servizio. L’integrazione non sarà solo
applicativa ( ad es. integrazione di mailing list Outlook con blog e
wiki) ma anche organizzativa e funzionale per far parlare tra loro
l’enterprise portal con applicazioni marketing, HR, BPM, BI, ecc.
Questa pervasività delle tecnologie enterprise portal farà risaltare
nelle aziende il problema della molteplicità dei portali in seno
all’azienda e potrebbe portare alla creazione di enterprise portal
federati. Tutti i vendor andranno a potenziare le loro soluzioni di
enterprise portal aggiungendo funzionalità collaborative ma anche nuovi
motori di ricerca specializzati, strumenti di CMS ( documentale e
contenuti web) e navigazione facilitata e maggiormente user friendly.
Infine
con un saluto ai lettori per un arrivederci all’anno prossimo, mi
permetto di prevedere che sarà sempre più difficile separare gli
enterprise portals dai portali consumer e che i due mondi volutamente
tenuti separati da analisti e specialisti del settore vedranno una
convergenza sempre più accentuata determinata dal ruolo che in entrambi
i contesti verrà assegnato al nuovo utente e cittadino della rete.