Riprendo un interessante articolo letto recentemente per parlare brevemente di un fenomeno che sembra interessare tutti i maggiori player di social networking online. Youtube, MySpace e Google hanno annunciato la loro intenzione di aprire i loro corrispettivi ambiti sociali in rete mettendo a disposizione e condividendo modalità standard (OpenID, OAuth, OpenSocial) che permetteranno in futuro un legame più stretto e percorsi di scambio più semplici tra utenti di social networks tra loro diversi. Una serie di annunci che permette di prefigurare un web futuro come un grande e unico social network esteso. In dettaglio ecco le novità di questi annunci:
- Myspace metterà a disposizione i profili dei suoi utenti a terze parti e per fare questo renderà i profili più standard e portabili da un ambiente ad un altro (Twitter ad esempio)
- Facebook permetterà ai suoi utenti di collegare i loro spazi e account Facebook con applicazioni e siti di terze parti ( ad esempio Digg.com) e agli sviluppatori di incorporare dati Facebook all’interno di altre applicazioni
- Google ha annunciato FriendConnect un servizio che permetterà ai possessori di siti di aggiungere applicazioni sociali agli stessi
La conseguenza di queste novità è che in futuro non assisteremo alla crescita concorrenziale del social networking all’interno di spazi isolati e delimitati, ma vedremo il web arricchirsi dei servizi e dei media sociali che caratterizzano i social networks attuali. Il social network è destinato a diventare usando una metafora, l’aria nella quale si muove la rete, un elemento ovunque e sempre disponibile esattamente come lo sono da tempo i link, i tag ecc.
Tutto ciò avrà un ‘importanza rilevante per quanti usano la rete per le loro iniziative di marketing e comunicazione. Un numero maggiore di consumatori sarà infatti in grado di conversare tra loro al di fuori dei silos in cui i social network attuali li hanno obbligati. I social network attuali saranno gli hub della rete globale del futuro e creeranno alcune difficoltà sia agli operatori del marketing che non hanno ancora pensato a costruire strumenti di ascolto dei social network sia a quelli che invece lo hanno già fatto. Ma la difficoltà non dovrebbe impedire agli uni e agli altri di investire tempo e risorse per farlo.