Complessità: misurare si può!
Carlo Mazzucchelli07-May-2008
Ogni mese ci regalia un nuovo libro sui temi della complessità con nuovi modelli di misurazione e misure della complessità Ad oggi però non esistono ancora definizioni e misure della complessità comunemente accettate. La definizione entrata nel lessico popolare parla di complessità come bordo del caos, imprevedibilità, auto-organizzazione ed emergenza intese come ambito nel quale si produce nuova vita. Manca in questa definizione ogni riferimento a come e in che misura la complessità è generatrice di cambiamento e può diventare informazione utile a rendere un pò più prevedibile l'imprevedibile e meno incerto il futuro. Ma secondo alcuni specialisti, misurare si può.......per saperne di più leggete l'articolo
Social Networks in azienda: utilità ancora tutta da investigare.
Carlo Mazzucchelli18-April-2008
Dall’esplodere del fenomeno dei social network molte sono le aziende che hanno analizzato i benefici economici che potrebbero essere generati dall’applicazione di queste nuove tecnologie. Ad oggi, rare sono le esperienze concrete e di successo note al grande pubblico della rete. Ciò vale a maggior ragione per un paese come l’Italia, notoriamente conservatore nell’adozione di nuovi approcci innovativi e poco propenso a investire in tecnologie fino a quando non siano diventati evidenti ( aspettando però che i rischi li prendano altri) i ritorni sugli investimenti da fare. In questo scenario non molto positivo, esiste però un ambito nel quale le aziende stanno sperimentando in che modo implementando social networks all’interno delle loro aziende sia possibile generare nuovo valore sia per il cliente sia interno grazie ad una migliore produzione e condivisione di conoscenza.
A margine del convegno sul Professional Networking di Manager Italia
Carlo Mazzucchelli17-March-2008
Il giorno 28 febbraio ho partecipato come oratore al convegno "Professional @ Work" organizzato da Manager Italia del quale Complexlab è stato uno degli sponsor.
Il convegno ha visto una folta partecipazione ed una ricca discussione che ha impedito, per ragioni di tempo, agli oratori di approfon dire tutti gli argomenti previsti.
Con queste note voglio provare a toccare alcuni di questi argomenti rimasti inevasi invitando i lettori a falsificare e commentare il mio modesto punto di vista.
Organizzazioni come conversazioni.
Carlo Mazzucchelli13-February-2008
Nel loro libro Community Management ( Editore Apogeo, Euro 18), in distribuzione da pochi mesi nelle librerie, gli autori Rosario Sica e Emanuele Scotti sostengono che le organizzazioni, come la rete, sono essenzialmente conversazioni. Il libro è nato dalla convinzione che l’evoluzione del web (Web 2.0, collaborazione, socialità, servizio) e le trasformazioni in atto nell’IT stiano ridisegnando lo scenario tecnologico ma anche cambiando il funzionamento dei mercati (strutture sociali di scambio) e delle organizzazioni (strutture sociali di relazioni). Due cambiamenti radicali che aprono nuove prospettive di sviluppo organizzativo e vedono nuovi attori diventare protagonisti dell’emersione di nuove tendenze, paradigmi, valori e modalità d’intervento caratterizzate da informalità e spontaneità. Linfa vitale ed elemento determinante di questi cambiamenti è il diffondersi delle conversazioni ( dal latino cum versare, nel duplice significato di “convergere”, volgersi assieme verso qualcosa”, e di “convertire”, passare da uno stato precedente a uno successivo ), intese come luogo di relazione e di elaborazione in cui la strategia organizzativa è chiamata a produrre informazioni, comportamenti e risultati.
Potere e fragilità dei social network ( meglio la palestra o la scuola di tango?)
Carlo Mazzucchelli08-February-2008
Si può parlare ancora di Social Network aggiungendo qualcosa di nuovo sull'argomento? La conversazione online sul tema non è mai cessata e ciclicamente anche in Italia la parte abitata della rete torna ad interessarsi di un fenomeno sociale, tecnologico e commerciale che continua a crescere e a trovare alimento non soltanto dalle nuove funzionalità collaborative e relazionali del Web 2.0 ma soprattutto dalla necessità dell'individuo postomoderno di fare comunità. Come spiegare diversamente un fenomeno che coi






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