Le generali vanno in Second Life per dare agli avatar polizze anti-infortunio....e se un avatar avesse un incidente?
Un articolo di Andrea Rustichelli da La Repubblica, inserto Affari & Finanza di Lunedi 15 Ottobre 2007
Anche l’avatar sente il bisogno di una polizza? Strano a dirsi, ma non
impossibile. Perché sembra ora che Internet e il suo prodotto virtuale
più compiuto, il mondo autarchico di Second Life (con i suoi 10 milioni
di residenti), possa diventare oggetto di investimento, sebbene ancora
in fase esplorativa, per il business delle assicurazioni. Ecco, dunque,
che le Generali hanno deciso di aprire una succursale virtuale, online
dal 5 ottobre: e per un grande gruppo assicurativo, anche a livello
internazionale, è la prima esperienza del genere. Un sintomo che apre
delle prospettive. All’origine non è un intento di marketing o di
presenzialismo di brand: movente che determina la maggior parte dei
numerosi sbarchi aziendali sul più famoso pianeta del web, dove sono
approdati ormai grandi compagnie provenienti da tutti i settori come
Philips, Starwood, Reuters, Mazda, Dell, Adidas, CocaCola, Ibm. Sbarchi
che, talvolta, possono concludersi con poco più di una statica presenza
del logo, quando non c’è alle spalle un’attitudine operativa dentro il
nuovo ambiente, con la capacità di inventare prodotti calibrati per un
tanto singolare medium. E il passaggio dal mero marketing al business
vero e proprio è il punto più delicato, ancora irrisolto, della
faccenda.
Ma a sentire gli strateghi delle Generali, sembra che
Second Life possa essere un promettente terreno di ricerca, anche e
soprattutto per l’elaborazione di nuovi prodotti.
Si chiama Generali
Virtual, l’isolalaboratorio nata per esplorare natura e
"assicurabilità" del rischio in Rete. Ma quali sarebbero i rischi
insiti in Second Life? «Non si tratta soltanto di poter assicurare il
valore di terreni e di beni comprati nel mondo virtuale», spiega la
responsabile del progetto, Kristen Dunlop. «Vi sono altre questioni
molto rilevanti, che interessano anche nel mondo reale: come la
proprietà intellettuale, la responsabilità civile, il copyright e la
privacy». Problemi spesso connessi al gioco delle identità che gli
avatar, ovvero gli abitanti di Second Life, rendono possibile. Gioco
che può essere assai affascinante per gli utenti privati, ma che per le
imprese che hanno aperto le loro sedi in quel mondo si può rivelare
portatore di incertezza, come suggerisce un rapporto commissionato
dalle stesse Generali all’istituto EC3 di Vienna, sui rischi del
virtuale. «Il nostro progetto fa parte di una strategia complessiva di
innovazione, miriamo in tal caso a mercati maturi, come l’Italia.
Crediamo che i mondi virtuali siano un mercato decisamente emergente
per i prodotti e per i servizi assicurativi e in questa fase iniziale
vogliamo capire sulla nostra pelle quali temi possono essere sviluppati
all’interno di un luogo tanto rappresentativo come Second Life»,
afferma la Dunlop. Artefice della piattaforma virtuale è, non a caso,
una struttura di cui le Generali si sono dotate, che giocherà su queste
tematiche un ruolo operativamente strategico: l’Innovation Academy, col
suo Innovation Lab.
L’isola Generali è organizzata attorno ad una
piazza centrale, la Community Area, .........continua la lettura .





