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complessità
SINCRONICITA' E SISTEMI COMPLESSI
Maurizio Salamone
La sincronicità è un termine introdotto da Carl Gustav Jung per descrivere una connessione fra eventi, psichici e/o oggettivi che avvengono in modo sincrono, cioè nello stesso tempo, e tra i quali non vi è una relazione di causa-effetto ma una evidente comunanza di significato. Ogni persona ha sperimentato nella propria vita il verificarsi di eventi non causali nè casuali (Jung li chiama acausali). Questi eventi vengono etichettati normalmente come semplici coincidenze e potrebbero persino passare inosservati se non fosse ver l’elevato valore di significato soggettivo che talvolta accompagna l’evento. Risulta casuale tutto quello che pare privo di relazione significativa, laddove il significato consiste nella riconoscibilità della causa. Ma si possono riconoscere solo cause pre-conosciute, o magari precostituite, e quindi si finisce col ritenere significativo soltanto ciò che si sa già, ciò che impedisce di godere lo spettacolo del presente e di interagirvi. Il concetto di sincronicita', difficilmente accettabile in una concezione scientifica occidentale, e' particolarmente caro alle concezioni filosofiche orientali e occidentali dell’antichità. L’analisi sperimentale di questi eventi sembra impossibile perché siamo nel regno della qualità e della soggettività
Tuttavia in natura esistono sistemi complessi dove emergono caratteristiche non spiegabili in termini di causa-effetto, come per esempio il nostro sistema immunitario o la sostanza reticolare del sistema nervoso centrale. Questi sistemi biologici rivelano talvolta interazioni non lineari; emergenza macroscopica di caratteristiche non evidenzibili microscopicamente; auto organizzazione. La sincronicità è fuori dal campo di applicazione della scienza oppure è insufficiente il nostro bagalio di conoscenze? Le strutture artificiali che più si avvicinano all'intelligenza umana sono le reti neuronali, per definizione sistemi complessi caratterizzati da: Oscar Bettelli afferma nel suo ebook che "Una rete neuronale si comporta come un sistema adattativo che apprende il valore opportuno da dare ai pesi delle connessioni per ottenere una rappresentazione non simbolica del mondo reale". Google stà mettendo a punto "Brain", l'ultima frontiera nel campo dei motori di ricerca, basato proprio sulle reti neuronali. Brain aiuterà i navigatori ad uniformarsi ai criteri di classificazione delle informazioni che permettono il funzionamento di un qualsiasi motore di ricerca, e sicuramente li aiuterà a trovare meglio quello che cercano. Ma l'intelligenza vera, quella che trova i collegamenti nascosti tra le cose, resta fuori dalla portata di qualsiasi software. |
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