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GESTIRE IL RISCHIO ATTRAVERSO LA COMPLESSITÁ

Jacek Maczyk

( Un articolo pubblicato sulla rivista in rete TALEAONLINE )

signals - http://www.flickr.com/photos/aroseo/Esiste un importantissimo principio – il Principio di Incompatibilità – secondo il quale un’elevata complessità non è compatibile con un’elevata precisione. Inoltre, più una cosa è complessa, più si diffonde: pensiamo al clima, all’economia, al traffico di una grande città, alla società, a internet, a una grande azienda. Quando ci troviamo di fronte alla complessità la nostra capacità di fare previsioni si riduce notevolmente, proprio perchè la natura stessa della complessità non ammette precisione. E’ per questo che, mentre la ricerca dell’eccellenza e della perfezione diventano obiettivi prioritari, si fanno strada nuovi e più razionali metodi per la progettazione avanzata e per la gestione di sistemi complessi.

Ma perchè è importante gestire la complessità?

remembrance - http://www.flickr.com/photos/aroseo/Anzitutto perché non possiamo non tener conto che la complessità di tutto ciò che ci circonda sta aumentando a ritmi allarmanti ed inoltre perché un’elevata complessità implica e porta con sé un’elevata fragilità e dunque vulnerabilità e rischio. Gestire la complessità, dunque, diventa gestire il rischio. Sicuramente moltissime aziende preferirebbero conoscere ed abbassare i loro rischi (operativi o finanziari, per esempio) piuttosto che incrementare la produttività di qualche punto percentuale. Per un’azienda attenta la parola d’ordine oggi è gestire razionalmente il rischio, non spingere le prestazioni al limite: proprio perché la complessità dei prodotti e dei sistemi produttivi – per non parlare dell’economia o della società multi-culturale e multi-razziale – ci sta sfuggendo di mano, è sulla complessità che ci dobbiamo concentrare. Ogni sistema può arrivare, nel suo sviluppo e nella propria evoluzione, ad un limite fisiologico di complessità massima, oltre il quale non è più possibile andare. Mantenersi in prossimità di questo limite significa essere fragili. Realizzare prodotti troppo complessi è rischiso e più le cose sono spinte e performanti, più sono complesse e, di conseguenza, più fragili. Ogni cosa ha un proprio limite e più ci si avvicina a questo limite, più aumenta il rischio. Capire questi limiti è possibile solo indagando e studiando la complessità.

Si può stabilire un’equazione che lega la complessità alla fragilità: Complessità * Incertezza = Fragilità. Secondo questa equazione, a parità di incertezza – per esempio quella derivante dall’ambiente nel quale un particolare sistema si trova a funzionare – è la soluzione con minor complessità ad offrire più robustezza (ciòé la meno fragile). E’ chiaro, quindi, che la misura della complessità diventa il punto focale della sua gestione. Grazie a questa metrica di complessità, è possibile utilizzare la complessità stessa come un attributo di progettazione e di gestione. Abbiamo moltissimi esempi, che spaziano da applicazioni bancarie, mediche, di gestione del traffico o di progettazione avanzata di componenti aerospaziali. Le opportunità che questa nuova tecnologia offre sono immense. E’ indubbio che a tutti interessano soluzioni meno complesse ai loro problemi. In effetti, oggi è possibile aggiungere una nuova dimensione al processo decisionale, rendendolo più razionale: per un dato problema si generano due o più opzioni, si misura la complessità di ogni opzione e si sceglie, tra tutte quelle che soddisfano certi requisiti e vincoli, quella meno complessa. A parità di prestazioni è quella che ci darà meno problemi nel futuro perchè è quella più facile da gestire. Questo principio assomiglia tantissimo al rasoio di Ockham secondo cui è inutile formulare più assunzioni di quelle strettamente necessarie per spiegare un dato fenomeno; ovvero, la migliore soluzione è quella più semplice. Questa nuovissima filosofia di gestione, di decisione e di progettazione è applicabile ad ogni sistema complesso: alle acquisizioni societarie, all’analisi del traffico aereo, alla sicurezza delle centrali nucleari, alla determinazione della gravità di un paziente, etc.

Come primo esempio prendiamo in esame gli accordi di Basilea II che impongono, non soltanto alle banche ma anche alle aziende, di implementare una più attenta analisi dei rischi operativi, finanziari e di credito.
Oggi esistono tantissimi strumenti di calcolo che permettono di studiare queste forme di rischio da diversi punti di vista, ma solo con strumenti sofisticati (OntoSpaceTM) oggi si è in grado di effettuare un’analisi del rischio dal punto di visto olistico e globale come non era possibile prima. Analizzando i dati finanziari, di bilancio e di gestione di cui ogni azienda dispone, si ottengono misure di fragilità globale e locale, indicazioni sui punti di “rottura” più probabili, mappature grafiche dell’azienda ed infine indicazioni circa la facilità di gestione della stessa. In sintesi, un indice globale dello stato di salute generale di un’azienda o di un’organizzazione. Il sistema è utilizzato da una Banca Italiana per l’analisi dei dati delle proprie filiali, avendo come obiettivo l’identificazione delle filiali più performanti e quelle più difficili da gestire e controllare.

Come secondo esempio prendiamo un’azienda che gestisce il traffico aereo su tutto il territorio spagnolo. Considerato che un’elevata complessità implica fragilità e quindi rischio elevato, al gestore del traffico interessa moltissimo la sicurezza del traffico stesso in ogni aeroporto e dunque disporre di una mappa temporale della complessità e quindi della fragilità del traffico. Vengono così classificati gli aeroporti secondo la loro complessità (difficoltà di gestione) e vengono stabiliti per ogni aeroporto i periodi dell’anno nei quali il traffico è più complesso. Infine vengono determinati, per ogni aeroporto, i limiti massimi di complessità di traffico (e di condizioni meteorologiche) che possono essere sostenuti senza mettere a repentaglio la sicurezza.
Conoscere queste soglie di complessità sostenibile – detta anche complessità critica – è importantissimmo se si vuole incrementare la densità del traffico in una certa zona dello spazio aereo.


by Carlo Mazzucchelli last modified 01-05-2007 20:17
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